Il VeneziaMestre risorge dalle ceneri!

13.05.2019 14:47 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Il VeneziaMestre risorge dalle ceneri!

Cosa volete che vi dica. Come si può pensare di dipingere su carta tutto ciò che abbiamo vissuto sabato? Come spiegare a qualcuno che non ama questo sport che cosa significa morire per poi resuscitare grazie ad un pallone? Come analizzare mesi e mesi di critiche, polemiche, dubbi, affanni, delusioni quando in pochi istanti tutto cambia e gli stessi ragazzi che per una stagione intera ci hanno frustrato e sconfortato sono diventati per incanto gli interpreti di un meraviglioso sogno arancioneroverde, membri perenni nella memoria di ogni unionista. Come raccontare ai nostri concittadini abituati a vedere altri spettacoli calcistici davanti ad una tv, indossando la maglia di qualche milionario fuoriclasse d’oltreoceano, sognando trofei che potrà festeggiare solo su facebook, sul proprio diario e chiuso tra le proprie mura domestiche, cosa significa vivere una gioia del genere, urlando al cielo il nome delle nostre città, guidati solo dall’orgoglio di tifare VeneziaMestre, trascinati da una di quelle passioni che raramente concedono qualcosa, un amore spesso a senso unico in cui ogni tua dimostrazione sembra andare ignorata, fino a quel momento in cui come per magia tutto ti viene restituito con gli interessi.

Ed il momento è arrivato, 92° di Carpi-VeneziaMestre. Nella mischia di magliette bianche è l’eroe che non t’aspetti a decidere match e stagione; come nei migliori drammi è l’uomo che in due anni non è mai riuscito ad entrare nel cuore dei propri tifosi, bersagliato da critiche prima, sfortuna poi, a trovare la rete che vale i playout. Un ragazzo che non ha mai alzato i toni, nonostante un trattamento non certo di favore. Ma il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché sa spazzare via tutto in pochi attimi, può elevarti a beniamino di un’intera tifoseria, può cambiare il futuro in un battito di ciglia. La tripletta di Gianmarco Zigoni è qualcosa che i 400 di Carpi e le altre migliaia di tifosi veneziani non scorderanno mai più. L’apoteosi quasi mistica raggiunta nell’istante esatto del terzo gol è l’essenza stessa di questo gioco, la dimostrazione più pura della metafora della vita attraverso un semplice sport.  Soffrire, resistere, gioire.

E di sicuro faremo fatica a dimenticare anche il totale senso di disperazione in seguito ad una prima frazione al solito sconcertante, ad un inizio ripresa drammatico con la seconda rete dei padroni di casa, quando nascosti da occhi indiscreti si iniziava già a immaginare e temere i derby della prossima stagione, tra Padova, Vicenza, Trieste ed un campionato da incubo. Se da un lato sentivamo di meritare una classifica così impietosa, dall’altro la speranza di una reazione, o un miracolo era comunque viva. Con gli emiliani in dieci la fiammella s’è riaccesa, alla prima rete di Zigoni il cuore ha ricominciato a battere, il raddoppio c’ha trasportato in una dimensione eterea, ed il 2-3 è semplicemente storia.

Cosa volete che vi dica. Che senso ha parlare ancora del livello di questa rosa, degli accorgimenti tattici, dei cambi, di un mister che ha dimostrato ancora una volta quanto sia straordinaria la sua capacità di risollevare situazioni disperate. Di un presidente al quale si può imputare una serie di scelte sbagliate, ampiamente ripagate da uno show a fine partita che mette a tacere chiunque abbia parlato esclusivamente  di meri interessi economici intorno a questa sua avventura in laguna. Perché finirà come il destino sancirà, ma quello che ha regalato Tacopina al popolo unionista è qualcosa che nessuno di noi potrà scordare. Ed è paradossale pensare che questa squadra possa addirittura rischiare la salvezza diretta grazie agli abusi fiscali del suo ex presidente in quel di Palermo, al centro di una vicenda giudiziaria che potrebbe spedire i rosanero in serie c.

Tutto ciò che è successo sabato, quello che stiamo vivendo in questi giorni, assomiglia sempre di più ad un sogno ad occhi aperti. In un ambiente vicinissimo alla depressione, al termine di una stagione maledetta e complicatissima, qualcosa o qualcuno ha deciso di darci un’altra possibilità, un’altra chance di restare nel calcio che conta, di ritrovare quell’entusiasmo che quest’anno è andato perduto sia in società che in curva. Fino a quando GZ9 non ha deciso di riscrivere il futuro del VeneziaMestre, fino a quando ci siamo abbracciati come non accadeva da parecchio, riscoprendoci tutti fratelli innamorati pazzi di questa maglia.

Chissà cosa il destino ed i tribunali decideranno nelle prossime ore. Oggi però ci siamo ripresi la nostra squadra, la nostra città, il nostro sogno.

Avanti Unione!