La commedia è finita

11.06.2019 12:09 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
La commedia è finita

Sono passati quasi due giorni ma fa ancora tremendamente male. Come se il tempo si fosse fermato quando quel pallone ha gonfiato la rete di Vicario condannandoci all’inferno. Un dolore paragonabile ad un lutto per come è arrivato e per l’angoscia con cui si vivranno le prossime settimane, nel limbo tra un sogno chiamato giustizia ed il terrore di un’ennesima estate sconvolgente.  Non ci siamo fatti mancare proprio nulla in questa maledetta stagione, compresa l’illusione di una rimonta impronosticabile nel match di ritorno dove per la prima volta si è vista una vera squadra, colma di limiti tecnici indubbiamente, ma capace di regalare ai suoi stremati tifosi una prova d’orgoglio e di carattere.

Non è bastato ed ora non ci resta altro che raccogliere i cocci di questa annata fallimentare. Perché al di là di una retrocessione sportiva, ciò che veramente preoccupa è questo totale senso di precarietà, ultimo schiaffo ad una società che avrà pur commesso molti errori, ma si è sempre comportata in modo corretto. Come e da chi ripartire quindi? Innegabile è l’obbligo di iniziare a pianificare la prossima stagione in serie c, in un campionato che si preannuncia terribile tra derby e vere corazzate; ma quali saranno gli uomini scelti per la ricostruzione e soprattutto chi sarà disposto a sedersi dietro quella scrivania non sapendo quale sarà budget, obiettivo e categoria?

Questa amarezza, questa delusione e questo tremendo senso d’ingiustizia ci accompagnerà per tutta l’estate o dai tribunali arriverà l’ancora di salvezza?

Di sicuro non possiamo dire che questa retrocessione sia stata immeritata, veramente troppe le mancanze della società e della squadra in questi mesi; ma è altresì vero che se si fosse giocato il playout qualche giorno dopo Carpi invece che un mese dopo, probabilmente avremmo potuto cavalcare l’entusiasmo della clamorosa rimonta, affrontando una formazione che veniva da mesi di sconfitte. Avremmo avuto la rosa al completo, inclusi i nazionali, avremmo avuto uno stadio pieno ed una curva carica a mille. Avremmo giocato due partite di pallone invece che mettere in scena questa farsa.

In queste ore i social network mostrano il loro volto peggiore, con flotte di palermitani a vomitare odio sulle pagine arancioneroverdi, senza in fondo capire che pure loro sono parte civile in questo teatrino chiamato serie b, senza comprendere che domani potrebbe cambiare di nuovo tutto, tra un cavillo burocratico ed una fidejussione non arrivata in tempo a farne le spese potrebbe essere la passione e l’amore di una intera città. Quando la rivalità esce dal campo di gioco e si riversa nei tribunali o addirittura in Parlamento è già finita, è troppo tardi. E restano le lacrime di chi ha lottato, ha creduto, ha perso ma ha dimostrato cosa significa avere una dignità e rispetto verso una tifoseria.

Volevate il sangue ha dichiarato Cosmi, l’avete avuto. Ma quando il paziente sarà completamente dissanguato, a voi burocrati, buffoni usurpatori di sogni, cosa resterà?