Metti che vinca il no..

28.11.2019 13:01 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Metti che vinca il no..

E se ci svegliassimo veramente lunedì prossimo e scoprissimo che ha vinto il no? Che succederebbe a quel punto?

In questo futuro ipotetico e lontano Venezia e Mestre si riscoprirebbero ancora una volta due lati della stessa medaglia, due borghi della stessa città. Una città unica e meravigliosa, una città con due anime che da sempre hanno convissuto nell’essenza stessa della Serenissima e che per l’eternità riecheggiano nel suo motto, “par tera, par mar, San Marco!”.

Se tutte le proposte, le discussioni, le liti e le proteste di questi mesi e di questi anni finissero ancora una volta, la quinta, in un fragoroso nulla di fatto, torneremmo improvvisamente lo stesso popolo? La stessa gente con le stesse battaglie, seppur viste da punti di vista differenti? O ai mestrini, di nascita o d’adozione, non interesserebbe improvvisamente più nulla della laguna, della sua fragilità, del suo sproporzionato rapporto con i turisti, della sua difficoltà a tornare un vera città? Ed i veneziani di mare, fratelli, zii, nonni di quelli de tera, se ne fregherebbero della criminalità di via Piave, dello spopolamento del centro e della creazione di palazzetto e stadio nuovo?

Cosa succederebbe a questa città se vincesse il no.. quale sconvolgimento per le vite di tutti noi, che dovremmo fare una volta per tutte il conto con la nostra identità, senza poter più cercare la nostra mestrinità o venezianità in un passaporto nuovo di zecca, domandandoci se 3,5 km di ponte della libertà basti a separare geni e sangue abbastanza per non volerne più sapere degli “altri”.

Sono nato con un amore congenito, quel VeneziaMestre che era più di una squadra di pallone. Era l’essenza stessa della mia vita, della mia famiglia, della mia storia. Nato a Venezia, figlio, nipote e pronipote di veneziani, cresciuto in terraferma per motivi economici e pratici, orgoglioso e felice di aver vissuto la mia infanzia, adolescenza e maturità in questa terra che amo e che provo ogni giorno a rendere migliore per me e per i miei figli.

Metti che vinca il no. Sarei meno meticcio, ibrido, arlecchino? Avrei meno dubbi su chi sono, sul mio amore per queste due città? Mia nonna mi guarderebbe come un suo simile, un compatriota?

Ci sono molti motivi per cui votare da una parte oppure dall’altra, ognuno farà la sua scelta. Ma non è e non sarà mai un quesito su ciò che siamo, su ciò che siamo sempre stati e su ciò che saremo. Un unico, meraviglioso popolo che non ha bisogno di etichette e colori di riconoscimento per esserne fiero, non ha bisogno di convincere altri attraverso slogan, adesivi e magliette. Un popolo che ama questa terra, ama la sua storia diversa e complessa. E dopo trent’anni di VeneziaMestre e quasi centocinquanta di Reyer si è scoperta unita anche nella passione per una squadra.

Metti che vinca il no..