VeneziaMestre la strada è quella giusta!

12.02.2019 13:49 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
VeneziaMestre la strada è quella giusta!

Era un esame serale di riparazione la sfida al lanciato Lecce per la truppa di Walter Zenga dopo la debacle, almeno per il punteggio, di Benevento. Una sfida ricca di insidie da vivere sempre in quel fastidioso limbo tra il rischio zona playout ed il sogno lontano solamente poche posizioni dei playoff. La cornice di pubblico è quella che si aspettava per una sfida alle 21 di un lunedì di febbraio, con i ragazzi e i meno giovani costretti ad una breve nottata di sonno per seguire la propria passione, ma se queste sono le priorità del calcio moderno non resta che adeguarsi..

Il mister lagunare mescola al solito le proprie carte, riproponendo un 4-3-3 in linea con la sua filosofia di gioco ampio e verticale, delegando Bentivoglio e Pinato alla costruzione del gioco sulla mediana, coadiuvati da Segre con maggiori compiti di copertura. L’esordio di Fornasier a fare le veci dello squalificato Domizzi, il tridente formato da Bocalon, Lombardi e Citro. Il VeneziaMestre parte aggressivo ma dopo pochi minuti sono i pugliesi a prendere in mano la partita, come da consuetudine per entrambe le formazioni, una decisamente orientata al Guardiolismo, l’altra alla consapevolezza dei propri limiti in fase di palleggio.

Lecce che di conseguenza fa girare molto il pallone, aiutata da un giocatore di altra categoria come Tachtsidis, ma la manovra non riesce a pungere ed i padroni di casa controllano senza sofferenza le sfuriate giallorosse. Il VeneziaMestre fatica a trovare le linee di passaggio, con Bentivoglio che si limita alla giocata decompressiva e con gli altri interpreti in fase di costruzione troppo timidi. L’alternativa è quindi la palla verso le punte, che si muovono su tutto il fronte d’attacco creando scompigli nella retroguardia. Il figliol prodigo Bocalon lotta in ogni zona, sorprendendo per una fisicità ed una qualità nel gioco aereo che forse andrebbe sfruttata con maggior continuità. Lombardi riceve pochi palloni, ma quando ha spazio è una vera spina nel fianco pugliese, e le sue giocate sono spesso di pregevolissima fattura, ancorché avvalorate dal pesante compito di vigilare sul playmaker di Liverani. Citro fatica ad entrare nel match, ma le migliori occasioni del primo tempo capiteranno proprio sui suoi piedi.

Si va all’intervallo sul meritato punteggio di parità, con un Lecce a volte troppo lezioso ed apparso traballante nelle azioni di ripiegamento.  Una sensazione che darà la propria conferma in avvio di ripresa, quando l’incursione di Pinato troverà al centro dell’area proprio Citro per il vantaggio unionista.

Nemmeno il tempo di esultare però che tutta l’inesperienza della retroguardia veneziana si palesa chiaramente quando la mancata risalita di Bruscagin o, volendo, lo sbagliato tempismo dei centrali veneti permetterà agli ospiti di trovare il comodo ed immediato punto dell’uno ad uno. Tutto da rifare, ma è tutto un altro VeneziaMestre. La mutazione tattica ma soprattutto di ritmo porta i nomi dei centrocampisti veneziani, che non a caso aumentando intensità e valore delle giocate permettono ai nostri beniamini di arrivare con più regolarità nella trequarti offensiva. Le galoppate di Bruscagin da una parte e l’ottimo Garofalo dall’altra arrivano ora con i tempi giusti ed i cross si fanno più pericolosi. Sebbene il pallino del gioco resti nelle mani giallorosse, la consapevolezza delle insidie veneziane limita i ragazzi di Liverani che riescono a pungere solo con conclusioni dalla distanza. Il grande rimpianto della serata infatti capiterà ai padroni di casa, che con il subentrato Vrioni sprecheranno un calcio di rigore in movimento, con il ragazzone italo albanese a centrare Vigorito con un colpo di testa da pochi passi.

Più luci che ombre per questo VeneziaMestre al termine di una settimana nervosa e complicata. I nuovi sembrano inserirsi con velocità, brillante la prova di Lombardi e convincente quella di Fornasier. D’innanzi ad una delle migliori compagini della cadetteria si è giocato alla pari, consapevoli della propria inferiorità qualitativa ma coerenti con un piano di gioco che si è puntualmente verificato.

Le due settimane di riposo saranno utilissime per cementare lo spirito di un gruppo che sembra aver ritrovato la giusta linea di navigazione, sperando che la classifica non si faccia troppo preoccupante nell’attesa. Il ritorno in tribuna del patron Tacopina ha nuovamente messo a tacere le insensate masochistiche e apocalittiche voci che a cadenza regolare riescono fuori in laguna. Il finale di stagione sarà lungo e complicato ed è proprio in questi momenti che deve uscire in tutta la propria forza lo spirito Unionista, l’orgoglio di due città che proprio come la Serenissima qualche secolo addietro trovano nelle difficoltà le motivazioni migliori per esprimere a pieno la propria grandezza. Avanti Unione!