Tacopina risponde ai giornalisti: "Ora di definire nuova governance in attesa di altri soci, questo è un passo avanti anche per la questione stadio. A dicembre non se n'è fatto nulla perchè..."

13.02.2020 20:36 di Davide Marchiol Twitter:    Vedi letture
Tacopina risponde ai giornalisti: "Ora di definire nuova governance in attesa di altri soci, questo è un passo avanti anche per la questione stadio. A dicembre non se n'è fatto nulla perchè..."

Dopo aver parlato, il presidente Tacopina ha lasciato spazio alle domande dei giornalisti.

Cosa ti ha portato a optare per questo cambio? “In realtà è una cosa di cui stiamo parlando da diversi mesi con i soci. Stavamo aspettando l’ingresso di un nuovo gruppo di investitori che non si è verificato e questo ha cambiato i nostri piani. Anche l’anno scorso ci siamo dati un budget, rispettato in toto. Questo è un accordo tra partner, tra persone che collaborano, siccome queste persone continuano a investire cifre importanti per il club era giusto modificare la governance. Per cui non c’è nessun dramma o situazione disastrosa. Sicuramente sono stati investiti 30 milioni e non ci si aspettava probabilmente di essere ancora in B. Però la palla è rotonda e non si sa come possono andare le cose”.

La cosa inciderà sul futuro del Venezia? “La cosa non inciderà, perché se avesse inciso i miei soci non avrebbero deciso di investire ancora soldi in questo progetto. Siamo sicuri che anche dopo questo cambiamento il club continuerà a vivere”.

Come si svilupperà ora la gerarchia? “Entreranno a far parte del CDA le persone che attualmente sono i maggiori investitori del club, ovvero Ian McKinnon, Doug Faye, Ricky Nardis e Duncan Niederaurer. Non ho ancora deciso se ritirarmi o meno ma questo non è una cosa fondamentale in questo momento. Qualsiasi persona entrerà in questo momento sarà comunque una situazione temporanea, perché attualmente non c’è nulla di definito. A fine stagione vedremo come si evolverà la situazione, se entrerà questo nuovo socio. A fine anno si creerà una situazione definitiva. Indipendentemente da tutto, se sarò io il presidente o qualcun altro, la nuova figura dovrà entrare in connessione con la città e continuare a far vivere la città. La figura che entrerà dovrà essere parte integrante della comunità, non farsi vedere solo ogni tanto, ma continuare a fare quello che ho fatto per la città. Non è una cosa semplice perché bisogna prendere parte a tutto ciò che succede in città. In questi anni ho fatto sacrifici personali importanti per essere qui quindici giorni al mese. Come voi tutti sapete a New York ho uno studio legale, dare il 50% del mio tempo non è poco, ma sono sicuro che chiunque entrerà capirà questa cosa”.

Chi sarà il presidente ad interim? “Il presidente ad interim sarà scelto tra i soci attuali. Io continuerò a fare quello che ho fatto in questi cinque anni, perché non è semplice creare un legame come quello che ho creato io con i giocatori dopo tutti questi anni, penso per esempio a Modolo, che è capitano e con noi dal primo giorno”.

Nuovi soci, cosa è successo? “Come vi avevo detto a dicembre c’era un gruppo che sembrava volesse entrare in società, ma poi non è successo. Il perché è preso detto: il calcio italiano è molto complesso e la Serie B lo è ancora di più, quindi serve credere tantissimo nel progetto per portarlo avanti. Attualmente abbiamo un club solido in una città fantastica. Per farvi un esempio, Genoa e Sampdoria sono anni che cercano di cambiare società, ma non ci stanno riuscendo. Continuiamo a tutt’oggi noi tutti a parlare con gruppi interessati nel progetto. Però non c’è solo la questione del club in ballo, ma anche quella dello stadio. Quale fosse il gruppo vicino all’acquisto non posso dirvelo”

Continua il dialogo con il comune per lo stadio? “Sì, parliamo ancora con il comune per la questione stadio. Però in questo momento è arrivato il nostro turno per fare un passo avanti per la questione, ma dobbiamo prima definire la governance”.