Cosmi: "Dobbiamo toglierci subito il timore di chi non fa punti, ho chiesto qualche dritta a Inzaghi sui giocatori. Io? Sono solo insensato, non sarò mai saggio"

14.03.2019 19:35 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cosmi: "Dobbiamo toglierci subito il timore di chi non fa punti, ho chiesto qualche dritta a Inzaghi sui giocatori. Io? Sono solo insensato, non sarò mai saggio"

Mister Serse Cosmi si racconta alla Gazzetta dello Sport dopo il suo esordio sulla panchina del Venezia: "Una città di valore mondiale, ci sono stato tante volte, anche dopo il casino per il fuorionda di Striscia (marzo 2001, ndr): Gaucci mi diede tre giorni per distrarmi e venni qui. Per il lavoro preferisco stare a Mestre, ma non rinuncerò a conoscere meglio Venezia. Spero Poggi mi faccia da guida".


La salvezza: "La squadra ha le qualità per venirne fuori. Il problema è che gli avversari sono molto più forti rispetto al passato".

Dopo l'impresa di Ascoli il mister sperava in una chiamata da una squadra di spessore: "Quest’anno sì. E mi aspettavo una chiamata prima, non da quattordicesima scelta. C’è stato un attimo in cui il mio livello nervoso stava debordando. Verona? Faccio fatica a parlarne perché l’allena un ragazzo che ho allenato come Fabio Grosso e non è stato bello vivere quella situazione, che non ho creato io".


Qualcuno ha insinuato che Venezia per lui fosse l'ultimo treno: "No, ho voglia di lavorare. Però preferirei partire dall’inizio, i risultati migliori li ho raggiunti così. Subentrando, come se chiamassero la Protezione Civile, non puoi lavorare bene. Rinnovo automatico? L’ha proposto la società, un gesto di fiducia che apprezzo".


A molti il Venezia visto col Palermo ha ricordato quello di Pippo Inzaghi: "Dovevamo stare più alti, non ci siamo riusciti per il valore del Palermo, che nell’ultima mezzora ci ha schiacciati, e per il timore che ha chi non fa risultati: cosa da eliminare in fretta".

Gli ex tecnici: "Sono amico di Inzaghi da Formentera, dove riusciamo a non parlare di calcio. Gli ho chiesto qualche consiglio sui giocatori, è stato gentile». Con Zenga ho sempre avuto un buon rapporto con lui. Ora non è il caso di parlarne".

Nei mesi di stop: "Ho visto tante partite e il più bel calcio l’ho visto dal Trapani di Italiano. Mi ha colpito il Milan, bello come Gattuso sta migliorando la comunicazione".

Il mestiere dell'allenatore ora è cambiato: "Sì, perché sono cambiati i d.s. Una volta erano loro a volerti, ora non li capisco: o hanno estrazioni diverse, o decidono i presidenti ascoltando i procuratori. L’unico d.s. vecchio stile tra i giovani è Faggiano".

La capacità di capire prima i problemI: "Vale per tutti i mestieri. Io negli anni ho perso un po’ di follia, adesso sono solo... insensato. Saggio non lo sarò mai".