Il saluto a Quez

10.07.2019 10:26 di Giuseppe Malaguti Twitter:    Vedi letture
Il saluto a Quez

La maglia è per sempre, i campioni se ne vanno: è la legge dello sport di squadra.  Dopo l’ultimo scudetto, con grande sorpresa ora è ufficiale, MarQuez Haynes non vestirà più la canotta Orogranata della Reyer di Venezia. Non sarà semplice sostituire il capitano dei neo Campioni d’Italia per  tanti motivi. La sua leadership, il suo talento, la sua esplosività, la sua abnegazione al lavoro quotidiano, il suo coraggio sono tutte doti rare, ma in particolare è sempre stato la mente in campo di Walter De Raffaele. Quello fra il Coach e il Capitano è un rapporto indelebile ed unico, attestato dalle parole dell’allenatore livornese  appena finita gara 7:  “ieri con Quez ci siamo scambianti molti messaggi, sotto i 70 punti subiti la portiamo a casa”; e ancora: “il primo ringraziamento per il tricolore appena cucito sul petto va ad Haynes“. De Raffaele e MarQuez, la sintesi di una simbiosi perfetta, anche nelle parole usate dal capitano: “la squadra è stata dentro a tanti su e giù, la nostra qualità migliore in tutto l’anno è il fatto di rispondere quando conta”.  A Venezia, il nativo di Irving nella contea di Dallas, ha disputato tre stagioni vincendo tutto: due scudetti, una Fiba Europe Cup e una partecipazione alle Final4 di Champions League. Arrivato, tra lo scetticismo generale, al posto di Mike Green nella stagione 2016-2017 ben presto è diventato un giocatore determinante e imprescindibile. Un dato, inequivocabile, su tutti gli altri fa comprendere bene il suo “status” con la Reyer: una stagione in Francia con Elan Chalon, una in Spagna a Gran Canaria, mezza stagione all’Olimpia Milano, poi la seconda parte alla Mens Sana Siena, una stagione in Israele al Maccabi Tel Aviv, il ritorno in Italia a Sassari e poi il finale di campionato in Grecia al Panathinaikos, ed infine, la lunga esperienza in laguna, dove trova continuità di rendimento grazie al suo Coach e alle sue indubbie qualità.  Dispiace,  perché dopo tre anni vissuti da vicino, ti affezioni ad un giocatore così carismatico, nonostante una sua timidezza e riservatezza di fondo si siano tradotti in un rapporto poco  espansivo con la stampa. Ora al Taliercio , durante i warm up prima del match, torneremo ad ascoltare la musica di prima, quella tanto “odiata” dal Capitano.