Venezia, cosa succede? Il modulo uno dei problemi!

07.02.2019 08:00 di Onorio Ferraro  articolo letto 258 volte
Venezia, cosa succede? Il modulo uno dei problemi!

“Ripartire da zero” – Questa il concetto più chiaro di Walter Zenga alla prima conferenza stampa dopo l’esonero di Stefano Vecchi sulla panchina dei lagunari.

“Voglio lotta, anima e ferocia” – continua l’ex allenatore del Crotone dopo aver preso la panchina degli arancioneroverdi in cerca dei playoff. Il risultato più adatto, e che tutta Venezia aspetta, dopo l’eliminazione dello scorso anno.

Un fine anno (con gennaio compreso) che è in sordina per il Venezia se si guarda a ritroso prima della vittoria nel derby arrivata nei minuti finali. A questo Venezia cosa manca? E’ questa la domanda che riecheggia tra i tifosi veneziani e tra gli addetti ai lavori. Il modulo è forse quello che più di tutti ha tradito l’allenatore milanese. Partiti con il solito 4-3-3, il marchio di fabbrica di Zenga, regge per buona parte della spedizione dei lagunari, poi difesa a 3 – vista anche a Benevento con Domizzi, Modolo e Coppolaro e un nuovo disegno strategico sulla trequarti con Bruscagin e Besea a fare da esterni e Zampano ad alternarsi (fase difensiva e offensiva) vista anche contro il Padova-. Dal 4-3-3 al 4-2-3-1  senza mai avere un terminale offensivo con Citro e Vrioni ad alternarsi tra “falso nueve” e prima punta, forse il più grande problema del Venezia. Una squadra che fatica a trovare il gol con facilità, una squadra – quella vista nelle ultime occasioni e in tutto il mese di dicembre – costretta a macinare più gioco prima di arrivare alla conclusione.

Che l’arrivo di Bocalon vada a sbloccare la situazione? Con un 4-3-3 più sciolto e con l’attaccante veneziano unico terminale il Venezia ha l’occasione di tornare a sorridere vista una classifica che inizia a diventare pericoloso.