VeneziaMestre un punto che non accontenta nessuno

19.01.2020 11:01 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
VeneziaMestre un punto che non accontenta nessuno

Non sarà stato il VeneziaMestre champagne delle prime giornate, ma nemmeno quello terrificante di Cittadella e Castellammare, ed è già una piccola, buona notizia. Dallo Zini di Cremona si torna con un punto che sta esattamente nel mezzo tra soddisfazione e rimpianto. Ancora una volta gli uomini di Dionisi perdono però lucidità ed equilibrio nel momento più bello, quando la pressione stava iniziando a portare pericoli per i padroni di casa ma soprattutto nel momento in cui si era trovata la superiorità numerica. Una sindrome da braccino corto che comincia a farsi cronica e preoccupante, alla luce di una gara giocata con personalità e grinta, ma che ha visto ancora una volta la casella vuota nello score finale.

Un avvio veemente dei grigiorossi ha spaventato gli appassionati unionisti, preoccupati da una possibile replica delle ultime prestazioni. Ma con il passare dei minuti gli arancioneroverdi hanno iniziato a trovare le giuste spaziature con una formazione cortissima ed aggressiva. L’esordio di Caligara dal primo minuto si è rivelata una buona mossa del tecnico toscano, mentre si è rivisto un Maleh tornato sui livelli di inizio campionato prima di lasciare il campo per un infortunio che appare piuttosto grave. L’atteggiamento di Modolo e compagni è piaciuto per coraggio e sfrontatezza, con un centrocampo che nonostante l’inferiorità numerica ha saputo soffrire per tamponare gli inserimenti sulle fasce dei lombardi. La retroguardia ha saputo reagire ad un inizio contratto, lasciando prima a Ceravolo e poi a Ciofani pochissimo spazio per agire. Il VeneziaMestre è riuscito a trovare buone trame attraverso un trio d’attacco apparso finalmente ben assortito, in particolare grazie ad un Montalto caparbio nel lottare su ogni pallone, ed abile a far salire la squadra ricercando con continuità lo specchio della porta, novità assoluta per un centravanti veneziano. Aramu ha offerto la solita partita di qualità mancando tuttavia il colpo decisivo, dimostrando una carenza di concretezza necessaria ad una squadra in disperata ricerca di punti salvezza. Da sottolineare anche la prova di Lakicevic, nel secondo tempo ala aggiunta nello scacchiere arancioneroverde, autore di una quantità inenarrabile di traversoni ai quali difetta però la precisione. Nel momento migliore degli ospiti è arrivato anche l’episodio costato l’espulsione al ds Lupo e la squalifica nel prossimo match di Fiordilino, quando quest’ultimo è stato atterrato in piena area di rigore da un evidente fallo, trasformato in simulazione da un direttore di gara non all’altezza della categoria. L’espulsione di Claiton pochi minuti dopo odora di compensazione ma col senno di poi avremmo di gran lunga preferito il penalty, considerata la confusione  dimostrata dai ragazzi di Dionisi una volta obbligati a vincere. E’ questa la vera nota dolente di giornata, una squadra che non palesa passi in avanti nella fase finalizzativa ma anzi appare perdere equilibrio quando molla gli ormeggi. Un emblema di come questo team si regga su fondamenta non solidissime con consapevolezza della propria idea di calcio, ma con forti limiti di autostima. Se questo tipo di calcio possa portare punti e salvezza sarà un dubbio che ci porteremo ancora per parecchi mesi, ma la voglia di esprimere gioco anche in un terreno difficile come quello di Cremona ci lascia propendere per un’ulteriore dose di fiducia in Dionisi e la sua filosofia.

Ciò che è sicuro è che domenica contro il Trapani ci andremo a giocare una fetta importante di stagione e che questi ragazzi necessitano di un pubblico caldo, numeroso ed unito.

Avanti Unione!