Venezia, Vanoli: "Stiamo lottando contro squadre che hanno più mezzi, ma voglio sognare ad occhi aperti"

02.03.2024 13:40 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Venezia, Vanoli: "Stiamo lottando contro squadre che hanno più mezzi, ma voglio sognare ad occhi aperti"

Mister Paolo Vanoli ha parlato in conferenza stampa per presentare la sfida tra il Venezia e il Como di domenica, scontro diretto per il secondo posto. Queste le sue parole.

Prende subito la parola il mister:

"Parto con una polemica, ho letto sul Corriere del Veneto che alcuni dei miei giocatori sono stati chiamati rincalzi. Io non ho rincalzi, ho 20 titolari, Olivieri a Pisa subentra e decide la partita, Gytkjaer mi fa vincere la partita. Se saliamo in Serie A non è mica solo merito di Paolo Vanoli, io ringrazio dei complimenti ma ho un gruppo. E' brutto andare a leggere rincalzo per un giocatore, così come per me è brutto vederli definiti così. Oggi è un momento dove ho bisogno di tutti. Se oggi siamo secondi in classifica non è solo merito di Paolo Vanoli ma di un intero gruppo che sta lavorando. Voi non capite quanto per un giovane sia importante leggere per esempio una pagella. Quando scrivono che per dire mi vuole il Torino non mi interessa, quando di Tessmann si scrive che lo vuole il Bologna poi ci devo parlare".

Bjarkason post Cittadella ha parlato di sogni, ora come si affronta il Como?

"Io quando lavoro sogno, sempre, l'anno scorso sognavo di salvarmi. Il presidente questa estate ha settato gli obiettivi, ovvero fare meglio dell'anno scorso, lo stiamo facendo e ora possiamo sognare. Chiaro che Bjarkason parli di sognare, siamo secondi, siamo vicini alla matematica per i playoff, questa è la serenità che dobbiamo avere. Per il recupero di energie può incidere il giorno in meno, ma ormai siamo un gruppo maturo, la partita con il Cittadella ci tenevamo tantissimo a vincerla, per i nostri tifosi e per quello che significava in classifica, perchè questa classifica ci permette di essere lì guardando le cose con serenità e tranquillità vivendo qualcosa di bello. Il Como è una grande squadra, merita la classifica che ha, ha fatto un mercato di gennaio stratosferico, giocano in casa, il pubblico sarà carico, anche loro hanno vinto un derby. Ho solo detto ai ragazzi che scenari più belli di così ce ne sono pochi, ad averne di partite così. Noi dobbiamo giocare con leggerezza, intelligenza, acume, facendo una gara a livello tecnico importante, quello che è un po' mancato con il Cittadella. Penso però il Cittadella abbia fatto giocare bene poche squadre".

Una vittoria diversa dal solito nel derby:

"Se vuoi arrivare lassù in alto devi fare questi piccoli step, la vittoria con il Cittadella dimostra che questa squadra sa vincere in più maniere, poi tutti vorremmo vincere ogni gara 3/4 a 0, poi però ci sono le difficoltà tue, le difficoltà presentate dagli avversari. Però sono uscito dalla gara con il Cittadella veramente contento perché abbiamo dimostrato solidità di squadra, quando le cose non ti stanno andando bene e riesci a essere solido ben venga".

TVS Giuseppe Malaguti - Come sta fisicamente la squadra?

"Molto bene, abbiamo lavorato nell'arco dell'anno molto bene, normale che quando giochi ogni tre giorni quello è un po' un pericolo per quasi tutte le squadre di B tranne per quelle con una qualità tecnica tale da poter gestire le tre gare. Abbiamo una rosa dove tutti hanno fatto minutaggio e quindi stiamo bene, ci sono altre 11 partite e sarà importante stare bene".

TVS - Jajalo a che punto è?

"Mato è un giocatore importante, ha avuto quel che ha avuto ma per me è sempre importante. Piano piano abbiamo cambiato strategia di lavoro per riuscire a fargli fare quei minuti che servono, quando metti dentro Mato è giocatore che capisce la situazione, dialoga con i compagni. Tutti gli altri centrocampisti hanno fatto benissimo, sono cresciuti tutti tantissimo, ma non hanno l'esperienza come giocatori e come maturazione che ha Jajalo. A Pisa qualche minuto l'ho messo dentro, mercoledì uguale, mi può dare tanto equilibrio variando il centrocampo".

Lella?

"Potevo recuperarlo, è tornato ad allenarsi con noi, ma ho preferito fargli fare un bel lavoro per recuperarlo al meglio perché c'è ancora una parte di campionato importante".

Com'è cambiato il Como rispetto all'andata?

"E' cambiato tatticamente e qualitativamente, quando prendi Strefezza, Verdi, ora rientra Cutrone, con Cremonese e Palermo hanno fatto mercato con giocatori di Serie A. Lo sappiamo, siamo lì, è una gara da giocare libera, sereni, abbiamo un'occasione importante come ce l'hanno loro, dobbiamo ancora arrivare al paletto e dobbiamo saper usare la testa".

Rispetto all'andata avete seminato tanto:

"Questo percorso mi ha aiutato tanto a crescere perché siamo passati attraverso tante cose, siamo partiti con un'idea, abbiamo avuto infortuni in difesa, abbiamo sistemato la situazione, il mercato l'ha ricambiata ancora. Nonostante tutti questi step però siamo riusciti a restare sempre squadra, lottando da squadra e meritandoci una posizione oggi straordinaria. Con mezzi inferiori rispetto agli avversari con cui combattiamo dobbiamo trovarne altri di mezzi, le battaglie si vincono anche con le strategie e quindi dovremo essere bravi a sfruttare bene le carte".

Il modulo:

"Siamo partiti con ragazzi abituati a giocare a 4 e ora si stanno adattando a giocare a 3, non è così immediato. Svoboda però per esempio può giocare bene anche a 3, ha la visione per farlo. Idzes non ha mai fatto il braccetto, Altare in passato lo aveva fatto ma con modalità diverse da quelle che piacciono a me. I quinti devono abituarsi a tornare un po' di più. In Serie B il livello è salito per tutti, ora tutti i giocatori devono dare a livello tecnico quel qualcosa in più, imparare a crossare con l'uomo davanti etc. piccoli step che dobbiamo fare. La mia forza e il mio credo da allenatore prima di tutto è la costruzione del gruppo. Il singolo vince la partita il gruppo vince i campionati, la strada per vincere qualche cosa e far partecipare il singolo ai successi del gruppo. Guardate le grandi squadre di A, quanta dinamicità c'è nelle rotazioni mantenendo l'equilibrio. Poi ci sono le strategie, oggi i dettagli fanno la differenza, devi lavorare ora sui dettagli tattici e sulle palle inattive, il gol fatto lo abbiamo provato, poi a volte chi tira fa la differenza".

Continua:

"Talvolta ci si dimentica da dove veniamo e che percorso abbiamo fatto per trovare i risultati. Noi abbiamo sempre fatto del gruppo la nostra forza, l'abbiamo dimostrato con Ullmann, non è mai stato considerato nei minutaggi ma è sempre stato tenuto in considerazione e appena ce n'è stato bisogno ha trovato minuti. Cheryhsev tanti scrivono cose ma è scelta mia tecnica se non gioca. A inizio mercato gli è stato spiegato che scenari ci sarebbero stati restando, ho promesso solo di fare di tutto per allenarli al meglio, poi ci sono scelte basate sulla rosa. Io sono convinto che Chery se un giorno mi servirà qualche minuto lui dimostrerà di esserci, ve lo garantisco perché lo so. Poi chiaramente per questione di numeri magari una volta non verrà in panchina con noi, ma questo non vorrà dire che non lo considero, assolutamente".

A un mese di distanza l'affaire Johnsen è stato metabolizzato?

"Noi riceviamo sempre lo stipendio, quindi difficoltà economiche per il gruppo non ci sono. A me dei ban FIFA è un discorso che non riguarda, però qui siamo tutti felici di come stiamo lavorando. Quanto successo prima non sono fatti miei, sapevo che questa avventura con i problemi ereditati dal passato avrebbe presentato qualche insidia, ma le modalità dell'operazione mi hanno dato fastidio. Poi sono il primo a dare il massimo per il presidente, la squadra e il club. Il presidente ha dimostrato più di una volta di voler bene a questa società, lo dimostra tutt'ora oggi, ha costruito la nuova casa, già dall'anno scorso ha ammesso gli sbagli, da quando sono qua penso di aver lavorato per questa società per fare il bene di questa società. Quando Paolo Vanoli se ne andrà vuole lasciare una squadra che ha fatto lo step successivo, sono convinto che il presidente sia molto bravo e sappia trovare soluzioni, noi dobbiamo solo preoccuparci di arrivare a un sogno che sarebbe qualcosa da incorniciare. Nello sport queste favole accadono poche volte, se Cremonese, Como e Parma vanno in A hanno lavorato molto bene ma non sono una favola. Per dove eravamo l'anno scorso stiamo vivendo una favola e ci tengo a sognare ad occhi aperti".