Venezia, Rogg: "Bosco dello Sport progetto che parte da lontano, ma gli investimenti non si fermano"

05.10.2026 21:43 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Venezia, Rogg: "Bosco dello Sport progetto che parte da lontano, ma gli investimenti non si fermano"

Andrea Rogg, Director of Operation del Venezia, ha parlato nel corso del lancio dei primi 25 candidati al premio European Golden Boy, per parlare degli investimenti che il club sta facendo in ottica futura tanto per il nuovo stadio, quanto per le strutture d'allenamento del centro sportivo.

Il "Bosco dello Sport:
"Un progetto che parte da lontano, da una strategia molto chiara della nostra proprietà che ha investito molto nelle infrastrutture. Il mio primo passaggio al Venezia è avvenuto 10 anni fa, l'allenatore era Filippo Inzaghi. Provavo ammirazione per il fatto che allenava in un campo dove l'erba veniva tagliata 2-3 giorni prima che la squadra rientrasse dalla pausa estiva, in quello che era un bellissimo prato di erbe mediche (sorride, n.d.r.). Oggi abbiamo un centro sportivo d'eccellenza dove si allenano tutte le nostre squadre in sei campi, tre appena fatti misti, gli altri in erba naturale. La proprietà ha costruito una casa per il Venezia con uffici, due palestre, gli uffici e gli spogliatoi per il settore giovanile".

Poi annuncia un'ulteriore novità:
"Gli investimenti non si fermano, ci hanno appena approvato una 'House of Venezia' con delle camere interne e qui - con l'arrivo poi del secondo investimento infrastrutturale in partnership con il Comune, che è il nuovo stadio - la prima squadra farà i ritiri interni, così come il settore giovanile. Il progetto parte da molto lontano e i risultati si vedono: negli ultimi sei anni siamo saliti tre volte in Serie A. Pensiamo che questo sia dovuto a questi investimenti. Il centro sportivo ha attratto investimenti, bisogna meritarseli. A Venezia abbiamo avuto moltissima fortuna trovando un'amministrazione comunale lungimirante che ha reso possibile che questi investimenti venissero sfruttati, visto che ci sono casi in cui ci sono molti paletti per i quali gli investimenti si perdono."

Una riflessione sul percorso fatto in questi anni:
"Prima dell'ultimo decennio della proprietà americana Venezia ha avuto alti e bassi, con molti fallimenti e ripartenze da zero. L'ultima stagione di Serie B è stata di vertice, con diversi record: abbiamo fatto più 'tutti esauriti' in B che nell'anno precedente in Serie A. Poi l'Academy: abbiamo portato tutto dentro al club, speriamo che questo crei l'ultimo anello di congiunzione con le famiglie e il territorio. Vogliamo attrarre anche tutti quei tifosi 'religiosi', che possano considerare il Venezia la loro prima squadra in futuro, visto che oggi ce ne sono molti che magari tifano anche il Milan, la Juve e via dicendo".

Sulla possibilità che potrebbero avere i tifosi di giocare nei pressi del centro sportivo:
"Questo è vero parzialmente. Giocare all'interno del centro sportivo non è semplice, ma abbiamo acquistato 7mila metri quadrati nei pressi del centro sportivo con l'idea di creare una hub che possa essere vissuta da ragazzi e famiglie prima e dopo gli allenamenti. Ma ci sono delle zone che devono rimanere off limits".