Duncan si vede poco, ma si sente molto: il giocatore tosto che serviva al Venezia

03.08.2024 16:59 di  Daniele Najjar   vedi letture
Duncan si vede poco, ma si sente molto: il giocatore tosto che serviva al Venezia

Il Venezia torna in Serie A e, questa volta, ci vuole restare il più possibile. Facile a dirsi, certo, ma ad ascoltare le voci dei protagonisti sembra esserci consapevolezza che serva molto lavoro e molta abnegazione da parte di tutti, oltre all'apporto che potranno portare i nuovi arrivi dal mercato. Svoboda  per esempio ha detto di sentirsi più pronto mentalmente e di percepire più pronta anche la squadra intorno a sé rispetto ad paio di anni fa. Lo stesso Di Francesco, appena arrivato in Laguna, sembra aver fatto tesoro dell'ultima esperienza al Frosinone e chiede ai suoi di immergersi per davvero nella causa arancioneroverde. 

Questa premessa è fondamentale per capire l'importanza dell'acquisto di Alfred Duncan. Un tipo tosto. Non siamo noi a descriverlo così, ma è stato lui stesso, due anni fa, a definirsi tale: "Sono cresciuto in un quartiere di Accra dove vivono l’80% mussulmani e il 20% cristiani. E’ un quartiere un po’ particolare, non è bellissimo, ma è lì che sono cresciuto" - ha raccontato ai canali ufficiali della Fiorentina. Spiegando poi: "Sono diventato un ragazzo tosto, grazie a questo quartiere. Un quartiere tosto, dove succedono anche delle brutte cose".

Insomma, una infanzia che lo ha forgiato ad essere il giocatore che è oggi, essendo cresciuto in strade dove "c’era tanta violenza. Ma oltre a questo c'erano anche tante cose belle". Sì, perché a Duncan interessano le cose belle e interessa guardare il futuro. Un po' come quando in conferenza stampa di presentazione ha fatto trasparire che qualcosa sulla precedente esperienza a Firenze avrebbe potuto anche dirla, ma per professionalità ha preferito tenere tutto per sé e concentrarsi sulla nuova avventura e sul calcio giocato.

Nel parlare per la prima volta alla sua nuova realtà il ghanese ha spiegato: "Ci sono un po' di responsabilità da prendersi, lo capisco e mi piace". La partenza di Tessmann in mediana sembra solo questione di tempo, indipendentemente dalla sua prossima destinazione, così come è questione di tempo l'innesto di altri giocatori che possano completare la mediana, sia dal punto di vista numerico che per innalzare il tasso qualitativo. Ma intanto c'è un ragazzo tosto, che porta la sua esperienza di 304 presenze in massima serie, oltre a 16 presenze europee fra Conference ed Europa League e quelle fatte in Nazionale.

A livello tecnico è un po' quello che serviva ad un centrocampo che in passato ha sofferto la mancanza di giocatori di peso come lui, che possano fare filtro ed al contempo non nascondersi mai. Una cosa che si vede davvero poco dagli spalti, ma che se chiedete ai calciatori si sente molto sul rettangolo verde. Soprattutto se si parla di una squadra con giovani e/o inesperti nella categoria. Da Duncan insomma non c'è da aspettarsi che risolva le partite, anche se qualche gol lo fa ogni anno, ma soprattutto che porti equilibrio e regali sicurezza ai compagni intorno. DI Francesco lo sa: sarà anche conosciuto come un tecnico che ama il bel gioco, ma ci vuole chi porti sostanza in mezzo alla tecnica. E soprattutto il carattere, che a Duncan non manca di certo.

Parlando di ruoli, sarà interessante capire se Di Francesco vorrà utilizzarlo più davanti alla difesa, ruolo potrebbe garantire copertura e tranquillità ai compagni di reparto o magari come mezzala. Lui si è detto disponibile a correre dove serve: la palla passa ora al tecnico.