Il pagellone da uno a dieci di TuttoVeneziaSport: un 2023 di rinascita

06.01.2024 20:30 di  Davide Turco   vedi letture
Il pagellone da uno a dieci di TuttoVeneziaSport: un 2023 di rinascita

Il gioco è semplice. Dieci slot di voto. Da uno a dieci.

Le cose belle e le cose meno belle di un 2023 che ci ha regalato molte gioie dopo un 2022 da dimenticare. 

VOTO 1: La “vecchia” gestione

Il voto più basso se lo merita di sicuro quella che chiameremo la “vecchia gestione”. Tra rinnovi faraonici e contratti pluriennali hanno messo in difficoltà le casse del Venezia, il tutto condito da una squadra che sul campo si era dimostrata una delle ultime forze del campionato. Ad un passo dalla C si è costretti a cambiare: l’arrivo di Antonelli segna un punto di svolta a livello societario, anche se ancora per qualche anno dovrà fare i conti con gli errori del passato, e non ha mai avuto paura ad ammetterlo. 

VOTO 2: Cuisance

Il suo valore dovrebbe essere da Serie A, ma non lo dimostra. Lo prende in prestito di 6 mesi la disastrata Sampdoria, dove di occasioni per mettersi in mostra ne ha parecchie. Al termine dei 6 mesi retrocede per la seconda volta di fila, e le squadre interessate a lui sono poche. Per una sessione di mercato intera rifiuta il Rizespor (Serie A turca) perchè vorrebbe di più, per poi finire all’ultimora senza una squadra. Sul gong è costretto ad accettare l’Osnabruck neopromosso in Bundesliga 2, che ora giace sul fondo della classifica. Tra 6 mesi ce lo ritroveremo ancora una volta a Ca Venezia, pronto per una nuova avventura. 

VOTO 3: Ceccaroni e Crnigoj

Due addi diversi, ma che hanno lasciato un segno nel popolo unionista. Sembrava l’inizio della fine, ma alla fine si è rivelato l’inizio della rinascita. Ceccaroni lascia la barca che affonda con la fascia al braccio, prende in corsa il treno Serie A ma gioca ben poco, e a giugno torna alla base, venendo poi regalato al Palermo. Crnigoj in campo sembra l’uomo perfetto di Vanoli, ma fuori dal campo qualcosa si rompe e anche lui coglie il treno Serie A. Ha qualche possibilità con la Salernitana, ma alla fine dei sei mesi torna inesorabilmente alla base. Nemmeno in B c’è la fila per lui, e alla fine finisce in prestito alla neopromossa Reggiana. 

VOTO 4: Ceppitelli

Vista la sua esperienza Vanoli lo responsabilizza dandogli la fascia di capitano dopo l’addio di Ceccaroni. Lui lo ripaga con errori e sbavature, e piano piano finisce ai margini con Svoboda che gli prende il posto. A giugno nessuno pensa di rinnovargli il contratto, e finisce alla Feralpi. Capitano infelice. 

VOTO 5: Cheryshev

Doveva essere il colpo top, si rivela il colpo flop. Il suo 2023 è impalpabile, entra ogni tanto ma gioca praticamente da fermo. Il piede si vede essere di un’altra categoria, ma a questi ritmi risulta pressochè inutilizzabile. L’impegno e la professionalità non mancano, ma al termine del 2023 la cosa che pesa di più è il suo ingaggio, ben per lui, meno per le casse del Venezia. 

VOTO 6: Svoboda

Il voto è la media tra un 8 per il finale di stagione scorsa e un 4 per la sparizione nel corso di questa. Vanoli non è carino con lui in conferenza stampa, facendogli pesare i mesi passati in vacanza anzichè a curarsi, che lasciano la squadra senza un difensore di cui avremmo avuto tremendamente bisogno. Si rivede nel finale dell’anno e gioca 45 minuti di buon livello nell’ultima partita a Piacenza. Ora deve dimostrare a tutti di meritare la fiducia che Vanoli gli ha riconsegnato e il rinnovo di contratto che Antonelli sembra disposto a offrirgli.

VOTO 7: “Magic” Johnsen

2023 in crescendo per Dennis Johnsen, a cui Vanoli consegna da subito le chiavi dell’attacco alle spalle di Pohjanpalo, dopo un 2022 da ‘desaparecido’. Lui lo ripaga con grandi prestazioni e giocate da giocatore di altra categoria, anche se alcune volte se lo dimentica e fa infuriare Vanoli. Chiude l’anno in crescendo, tanto da sembrare l’unica luce in grado di accendere il Venezia un po’ spento di fine anno. Ci si aspetta un 2024 di fuoco per un giocatore che ha estremamente bisogno di conferme. 

VOTO 8: Tessmann e Busio

A centrocampo è senza dubbio l’anno del duo americano, che trova finalmente continuità e dà in parte ragione a chi aveva deciso di investire così tanto su di loro. Tessmann con l’arrivo di Vanoli e l’infortunio di Jajalo deve prendere in mano il centrocampo, in un ruolo, il regista, che non è nemmeno il suo. Lo fa alla grandissima ed è per 365 giorni il faro del centrocampo arancioverde. Busio invece ha bisogno di un’esate in più, ma da settembre ritroviamo un giocatore diverso. Usando le parole di Vanoli “ha capito cosa vuole fare da grande” e per fortuna ha scelto il calciatore. E’ l’uomo ovunque del centrocampo, quantità e qualità, conditi anche da goal e assist. 

VOTO 9: Joel Pohjanpalo

Il 2023 è sicuramente l’anno del Bomber Joel Pohjanpalo. Da gennaio in poi è il vero e proprio trascinatore di questa squadra, di cui eredita meritatamente anche la fascia da capitano in assenza di Modolo. Un anno da 17 goal e 6 assist, nessuno meglio di lui in Serie B. Ma Joel non è solo questo: è anche la birra coi tifosi post-partita, la casa a San Polo, i giri in ‘barchin’ per il centro storico, il rinnovo a Rialto in mezzo alla sua gente. Da tanto questa piazza non si innamorava in questo modo di un giocatore, ma ormai è decisamente Pohjanpalo-mania.

VOTO 10: La “nuova” gestione: Vanoli e Antonelli

Se il voto minimo era per la “vecchia gestione”, il massimo se lo aggiudica quella “nuova”. Post-Sudtirol si guardano negli occhi e, con una sola settimana di mercato rimanente, decidono di fare la pazzia e rivoluzionare la rosa. ‘Mea libera tutti’ per chi non ha intenzione di lottare, al loro posto giovani affamati. La squadra sembra perdere valori tecnici, e probabilmente è così, ma si ritrova perfettamente nello spirito del suo allenatore, che prende una squadra ultima in classifica e la porta prima ai playoff e poi stabilmente nelle prime due posizioni. Anche fuori dal campo cambia tutto, con Antonelli a cui vengono affidati dei compiti quasi presidenziali, gestendo il tutto a 360 gradi. Risana il rapporto tra tifoseria e società, migliora la comunicazione, mette pezze agli errori passati in qualunque settore. Senza libertà economica allestisce una rosa da primi 4 posti, anche se per il completamento della sua opera di “ristrutturazione economica” servirà aspettare ancora un po’. Non sempre le rivoluzioni portano a qualcosa di buono, ma spesso ciò accade quando ci sono persone competenti a guidarle. Antonelli e Vanoli, voto 10.

 

Sperando in un anno storico, auguriamo a tutti i lettori un caloroso 2024.