Venezia, Vanoli: "Contro la Cremonese cercheremo la grande impresa"

29.05.2024 13:30 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, Vanoli: "Contro la Cremonese cercheremo la grande impresa"

In occasione della vigilia della finale play off d’andata, è intervenuto in conferenza l’allenatore del Venezia, Paolo Vanoli. Di seguito le parole espresse ai giornalisti presenti in sala.

Sabato eri allo Zini ad assistere al match della Cremonese contro il Catanzaro? Cosa ti ha colpito della squadra di Stroppa?

"A me piace vedere le cose dal vivo. Sappiamo qual è la forza della Cremonese. Sin dall’inizio gli avevo messi come una diretta concorrente per andare in Serie A. Non gli ha funzionato qualche cosa però sappiamo benissimo che è la squadra con la rosa della Serie B a livello di ricambi. Quando ero seduto allo stadio ho letto solo la panchina e penso che quei giocatori se facessero un campionato di Serie B arriverebbero ai playoff. Abrego, Mayer, Lochoshvili, Johnsen, Falletti, Ciofani, Collocolo… basta vedere questi.

Il Venezia è arrivato qui con merito. Ci meritiamo questa finale. Sappiamo benissimo che dobbiamo fare una grossa impresa, ma le imprese ci piacciono. Dobbiamo essere concentrati su questo. Chi ha la pressione di salire in Serie A penso sia la Cremonese. Poi ho visto una squadra forte. A me piace capire l’ambiente e vedere un po' come si respirava queste situazioni qui. Sono uno a cui piace stare sul pezzo".

I tanti cartellini gialli sulle spalle del Venezia è un fatto che può mettervi pressione?

"No, ma la cosa assurda è che siamo la miglior squadra di fair play e abbiamo otto diffidati. Penso sia ingiustificabile il cartellino dopo 20’ minuti a Jesse Joronen (contro il Palermo ndr) che credo sia la persona più brava e per fargli perdere tempo devi arrabbiarti. Questa è una cosa che ogni tanto ti fa pensare. Ai ragazzi però ho detto che siamo un gruppo forte e dobbiamo andare a Cremona e non pensare a questo facendo una partita importante con lucidità, organizzazione tattica e in queste due partite qui fare un impresa. Come successo precedentemente con il Palermo, saranno due partite completamente diverse in base a quello che succederà nei primi 90’ minuti".

Come si prepara una finale? Qual è l’aspetto più importante da curare?

"Penso che le finali si preparano da sole. Ogni giocatore si deve preparare con i propri limiti, la propria preparazione. Stiamo facendo quello che dobbiamo fare. Ho sempre detto sin da quando sono arrivato qua, di essere squadra. Saper passare i momenti difficili, sapere che andiamo a Cremona a giocare a casa loro, la qualità tecnica dei loro giocatori importanti e saper sfoggiare le nostre armi migliori. Nelle finali ognuno deve guardare le proprie caratteristiche e cercare le proprie motivazioni. Poi serve organizzazione e infine un pizzico di fortuna per fare qualcosa di importante".

E’ corretto dire che la Cremonese è più forte negli uomini, ma il Venezia è più forte come squadra?

"Sì, lo penso anch’io. Sono giocatori, allenatore compreso, abituati a queste partite. Sono giocatori abituati a vincere campionati e si è visto già nella partita di ritorno contro il Catanzaro. Castagnetti, Vazquez, Coda, Bianchetti, Antov e Sernicola sono tutti giocatori che ormai conoscono benissimo questo tipo di partite. Noi le stiamo conoscendo e siamo arrivati qui con grande merito. Sarà una partita bella e poi come con il Palermo dovremo essere intelligenti, maturi, capaci di soffrire, capaci di essere cinici al momento giusto e non spaventarci se può succedere qualcosa".

Ti aspetti qualche novità rispetto a quella che hai visto contro il Catanzaro da parte della Cremonese?

"Hanno l’imbarazzo della scelta. Ha giocato Ciofani a Catanzaro e ha fatto gol. Può entrare Dennis (Johnsen ndr), può entrare Falletti… hanno venti titolari. Lo sappiamo, sappiamo che dobbiamo fare un impresa e sapendo questo forse abbiamo la mente un po' più libera. Dobbiamo essere bravi sapendo che sono due partite diverse e l’aiuto come è successo del nostro pubblico in casa è fondamentale".

TVS Malaguti – Sara una partita di duelli in tutte le zone del campo?

"Sicuro. Loro verranno a pressare uomo su uomo. Sarà il leitmotiv della partita. E’ un processo che loro hanno portato avanti e dovremmo essere bravi a capire le giocate, i controlli orientati, di non abbassare i ritmi perché loro vogliono questo".

TVS Malaguti – I ragazzi come stanno?

"Stanno bene. Sono tutti abili e arruolati".

E’ più facile giocare una finale da allenatore o da giocatore?

"Da giocatore. Da giocatore te la carichi te, hai i tuoi riti e ti concentri. Da allenatore hai mille cose da pensare prima, dopo e durante la partita. Però a me questo mi appassiona e mi piace. Ho detto ai ragazzi che nonostante qualcuno abbia giocato di meno, la vita è anche questa. Con otto ammoniti può succedere di tutto. Nonostante qualche ragazzo sia arrabbiato con me perché ha giocato poco sono convinto che a volte la vita può regalarti il sogno di una finale e lì non devi sbagliare e devi essere pronto".

Anche lei deve stare attento al cartellino?

"Io sono meno importante di loro (ride ndr)".

TVS Malaguti – C’è proprio la gioia a venire a vedere la tua squadra:

"Questo fa piacere. L’ho detto anche ai ragazzi e gli ho fatto i complimenti. Penso che la partita più bella sotto questo punto di vista è stato il ritorno con il Palermo. Gli ho detto che questa partita qua si vince dal sottopassaggio, nel fargli capire cosa vogliamo, cosa cerchiamo in campo e l’hanno fatto benissimo. Sotto quell’aspetto lì, nell’arco del mio anno e mezzo, una cosa che anche a me fa venire la pelle d’oca. I ragazzi sono stati bravi a capirmi. Noi siamo una squadra che difficilmente è capace a gestire e dobbiamo andare a cercare qualcosa di nostro. Questo fa parte della crescita di questi ragazzi che poi avranno il vantaggio di emozionare. Se oggi abbiamo il sold out è merito di questi ragazzi e loro devono essere orgoglioso di aver trascinato queste persone. Questa è la cosa più bella".

Qual è il tuo rito per la finale?

"A volte pensi a tante cose, ma a questo non ho pensato. Quando hai fatto gavetta con grandi allenatori ti insegnano solo a vincere. Quindi ho detto ai ragazzi che bisogna vincere e di non accontentarsi mai. Dalle delusioni che abbiamo passato dovevamo trarre vantaggi e i ragazzi sono stati bravi. Dopo l’ultima delusione con lo Spezia siamo tornati qua, ci siamo risollevati le maniche e siamo ripartiti. Questa è stata la bellezza di questo percorso. I ragazzi che sono giovani devono fare vedere solo il loro valore perché c’è anche il loro futuro, della società e di un intera città. E’ bello avere questa responsabilità".

TVS Malaguti – Hai sentito Antonio Conte in questi giorni?

"No, ma i grandi allenatori devono stare sul campo e non a casa. Come diceva un mio direttore sportivo, cosa stai a fare? Rompi a tua moglie (ride ndr). I grandi allenatori devono stare sul campo perché insegnano e sono uno stimolo".

TVS Zane – Zampano e Bjarkason la stanno mettendo in difficoltà positivamente?

"Stanno facendo benissimo. Francesco (Zampano ndr) a volte lo ammazzerei perché non è possibile vedere un giocatore della sua forza e qualità ancora in Serie B. Se sei ancora qua allora c’è qualcosa e quel qualcosa deriva a volte dall’accontentarsi ed è quello che non voglio. Secondo me Bjarki (Bjarkason ndr) lo sta aiutando a trovare qualcosa per non stare seduto. A volte il giocatore che capisce di essere sempre titolare si esalta e un altro invece tende un poco a sedersi. Francesco a volte è un po' così. Ogni volta che lo vedo mi fa venire le vene sul collo. Quello che ha fatto al ritorno con il Palermo è stato strepitoso. Quello deve essere il suo minimo. A volte è un pochettino pigro. A volte è stato il suo limite in quella fame di dire che la Serie B mi è stretta.

Ho avuto la fortuna con Bjarki a fare il quinto. Fare il quinto è un lavoro molto faticoso e dispendioso e avere l’alternativa che dia un attimo di respiro è importante. Bjarki si merita per tutto quello che sta facendo. Perché è un ragazzo che ha passato e ha capito oggi cosa vuol dire stare in Serie B e giocare in qualsiasi ruolo perché ha fame. E’ un jolly perfetto. Ha motore, ha gamba, ma soprattutto ha passato la Serie C e oggi vedi un ragazzo che vuole andarsi a giocare qualche cosa. Io voglio questi giocatori. Poi l’errore ci sta.

E’ quello che sto cercando di segnare a Mike (Ellertsson ndr) e a Olivieri, che secondo me è un grande giocatore. Però lo step è mentale. A volte si dice che dobbiamo fare giocare i giovani, ma il giovane se lo deve meritare. Non per l’errore, ma per quello che fa ogni giorno in allenamento. Il giovane l’allenamento non lo può sbagliare. Se non lo sbagli diventi grande. La tua opportunità è di giocare cinque minuti e fare gol, poi giocarne dieci e fare una grande prestazione. Poi quando hai il posto non lo devi lasciare. E’ lo step che sta facendo Pierini. E quando ti sei conquistato il posto, allora ti massacro. Non me ne frega niente se stai sotto pressione. Ad alti livelli c’è solo la pressione. Se non vuoi stare a grande pressione non giochi nelle grandi piazze. A questi ragazzi ho messo pressione perché abbiamo l’opportunità di fare qualcosa di grande e bisogna prenderla. Come? Con l’organizzazione, con la determinazione, con la voglia e la cattiveria. Poi incontriamo una squadra forte. Chi vincerà non lo so, ma fino all’ultimo ci credo".