Conferenza stampa di Andrea Soncin dopo la sfida col Bologna: "Devo ringraziare i ragazzi per lo spirito"
Avete regalato una gioia ai vostri tifosi dopo tante sconfitte ed è arrivata in un modo abbastanza particolare. È stata una partita ricca di emozioni e adesso, in questa giornata così lunga, dovete aspettare un altro risultato.
È quello che avevo chiesto ai ragazzi: una prova d’orgoglio per cercare di riavvicinare i nostri tifosi: da tanto, troppo tempo stanno vivendo una situazione difficile. Era doveroso partire dando un segnale forte, un segnale di coraggio, così è stato. È stata una partita rocambolesca, penso che sia stato premiato il coraggio e la voglia dei ragazzi di andare a conquistare la vittoria sino alla fine. Vedremo cosa succederà sugli altri campi. Questo deve essere lo spirito della squadra anche nelle prossime due partite, indipendentemente dai risultati degli altri campi.
Dopo il primo gol del Bologna c’è stato un calo mentale, poi c’è stato un altro cambio di mentalità. Cosa è successo nella testa dei giocatori?
Nel corso della partita vi sono molte partite da vivere. Siamo partiti veramente bene, come volevamo; cercando subito la verticalità, dando un segnale a tutto l’ambiente, volevamo fare qualcosa di livello quest’oggi. Poi ci sono anche le qualità dell’avversario. Il Bologna è una squadra organizzata, una squadra che in mediana e in avanti ha interpreti di alto livello: ci sta soffrire. Dopo il 3-2 c’è stata una reazione importante, da squadra, da squadra viva. La mazzata di trovarsi sul 3-2 dopo lo 0-2 avrebbe potuto bloccare i ragazzi, invece hanno continuato a giocare con coraggio, attaccando. Vittorie così non arrivano per caso: negli ultimi minuti abbiamo portato sei giocatori nell’area avversaria.
Avete giocato con cinque punte però…
Sì, eravamo sistemati in campo con un 4-2-4 però nell’azione del gol di Johnsen in area c’erano anche Ceccaroni e Dor Peretz. Questi sono i segnali che arrivano all’allenatore, sono i ragazzi che mi incoraggiano. Io cerco solo di stimolarli: occupare l’area di rigore con più giocatori possibile. Quando al 93’ vedi sei giocatori in area avversaria è per me un motivo d’orgoglio. Devo solo ringraziare i ragazzi per lo spirito che hanno messo oggi.
Quel rigore che ha cambiato la partita l’ha rivisto?
Un episodio di questo tipo è stato altamente penalizzante per noi a Salerno, la VAR ha deciso un episodio borderline, come quello di oggi. Penso siano situazioni che possano accadere e che possano essere determinanti. Non ho ancora avuto modo di riguardarlo. Non sono in grado di rispondere. Se un arbitro fischia un rigore, viene richiamato, lo rivede e decide di darlo significa che si sta prendendo una grossa responsabilità perché è sicuro di quello ce ha visto.
Non è che il Venezia sotto la sua guida si sente libero di giocare? Durante tutto l’anno era più pauroso, prendeva gol subito, mentre adesso è più sicuro. Inoltre come ha schierato i suoi oggi: con un 3-3-3-1 o un 3-5-1-1?
Non sarebbe corretto nei confronti di Paolo Zanetti analizzare quello che è mancato al Venezia prima del mio arrivo. Posso parlare per quello che sto vedendo. Ho trovato un gruppo disponibile, responsabile, un gruppo che mi trasmette feedback positivi. Un gruppo al quale ho chiesto cose semplici: coraggio e fiducia. Io cerco di mettere i giocatori nelle migliori condizioni tattiche e psicofisiche. Il giocatore deve sentirsi libero di esprimersi, stando sempre al servizio della squadra. Così è stato oggi. L’idea era quella di occupare la zona di Črnigoj, Kiyine e Cuisance. Era un 3-1-3-1 con due esterni. Però la partita è stata preparata per cercare la zona alle spalle dei centrocampisti del Bologna e sfruttare le grandi qualità di Henry in duello su Medel.


