Una piacevole brezza

Fonte: Manuel Listuzzi
Una piacevole brezza

Basterebbe aver vissuto per qualche minuto il ritiro di Falcade, magari durante una delle due amichevoli, avvolto dalla marea arancioverde che aveva invaso la vallata agordina; oppure esser passato per caso a Ca Venezia, o allo store di Rialto, il giorno di apertura della campagna abbonamenti. Forse era sufficiente anche solo dare un occhiata ai numeri social, alle interazioni, ai click ed ai nuovi influencer che nascono come funghi intorno ai nostri colori, per renderci consapevoli di esser davanti ad una nuova pagina per il VeneziaMestre ed i suoi tifosi. Quel senso di eterna inferiorità che sembravamo subire ogni qualvolta ci ripresentavamo ai massimi livelli del calcio italiano, quella frustrazione che ci si impossessava quando di fronte trovavamo il gotha del pallone nazionale appare meno densa, meno viscosa. Non sto dicendo che la nostra epopea di saliscendi sia terminata, o che la lotta salvezza non sia più la vera dimensione di questa piazza, sia chiaro; ma è la percezione che si respira intorno al club da dodici mesi a questa parte a lasciarci in bocca il dolce gusto dell’ambizione. Un mercato finalmente degno, certo, ha aiutato e sta aiutando la piazza a togliersi di dosso quell’aria d’eterna Cenerentola, ma non è l’unico segnale di un mondo diverso. E’ la voglia di Unione a disegnare qualcosa di più stabile o, se vogliamo, più normale per una città tanto unica. Quella strada abbracciata da un lustro da una società che faceva del brand e dell’immagine mondiale la strada maestra si è fusa negli ultimi due anni con la necessità di correre unita al proprio popolo, attraverso un’apertura che porta il nome, in particolare, di Filippo Antonelli.

E la sensazione è che sia finalmente giunto il momento della raccolta, dopo che la semina, per motivi diversi, non sempre ha portato frutta matura. Lo step fondamentale è quello di sembrare, e farci sentire, un top club. Il merchandising sempre più identitario, il coraggio nel raccontare la VERA storia di questa maglia (ora la aspettiamo anche sul sito..), le amichevoli internazionali, uno stadio sempre più colorato e caloroso ed infine, ovviamente, la prospettiva del nuovo impianto. Tutto questo c’ha portato agli albori di una nuova stagione di A con uno spirito diverso, quello di chi sa che, stavolta, non ci siamo per caso.

Certo sarà come sempre il campo a parlare e la costruzione di questa nuova versione unionista non può dirsi ancora completa. Ma seppur dinnanzi ad un Galatasaray con evidentissimi problemi interni, ieri sera un piccolo assaggio di quel che vogliamo diventare lo abbiamo provato. Una squadra apparsa già in linea con la mentalità sfrontata ma matura del suo condottiero, conscia del proprio stile di gioco e caparbia nel voler portare a casa un risultato prestigioso. Nel primo vero test di alto livello sono piaciuti sia i nuovi, con Bella Kotchap e Basic su tutti, ma anche gli atteggiamenti dei “vecchi”leader come Hainout, Kike ed ovviamente Yeboah; encomiabili anche le prove di chi sa di giocarsi in questi giorni la chance di una conferma, a testimonianza di un gruppo che sembra già mentalizzato per una stagione decisiva per la storia di questo club.

Giovedì sarà invece il turno della presentazione della squadra ai tifosi, sebbene la scelta della location non permetterà quel bagno di folla che si sarebbe visto in piazza.. ma è comunque l’occasione per caricare i nostri ragazzi facendo pregustare ai nuovi arrivi l’atmosfera che li aspetta ogni volta che scenderanno in campo al vecio Penzo. A pensarci qualche anno fa…

Avanti Unione!