Frosinone-Venezia 3-2: UP&DOWN degli arancioneroverdi
Il Venezia rimedia una nuova sconfitta al Benito Stirpe contro i padroni di casa del Frosinone con il risultato di 3-2, portando a tre i risultati negativi in altrettanti incontri di campionato. Scioccante l'approccio alla gara degli arancioneroverdi, meritatamente sotto per 2-0 dopo 45' minuti su doppietta al 21' e al 39' di Raimondo su assist di Oyono e Masini. Nella ripresa la reazione, in particolare con Yeboah, autore del gol del 2-1 con, ricevuto un pallone da Busio, scocca un bel tiro a effetto sul secondo palo al 66' minuto. I Leoni Alati sfruttano l'onda positiva pervenendo poi al pari con Sagrado, bravo nell'inserimento sul rasoterra di Hainaut al 74'. Lo stesso esterno francese ha poi l'occasione della rimonta completa in un 2 contro 1 con Kike Perez, ma il suo tiro è frettoloso e si spegne a lato. Nel finale il Venezia paga lo sforzo per riprendere il risultato e la compagine gialloazzurri si rifà sotto pericolosamente. Dopo il palo di Oyono al 78', arriva anche il gol di Kvernadze al 83' che sfrutta un tocco di Halhal che taglia fuori Schingtienne in marcatura. Inutile l'arrembaggio finale, con i padroni di casa sempre più pericolosi: l'ultima occasione è per Cicchella che, al 92' minuto, chiama Stankovic alla parata.
UP
3) SAGRADO
Ci aveva messo molto a trovare il primo gol in Serie B dopo molti tentativi, in Serie A invece lo trova praticamente alla prima occasione grazie a un inserimento perfetto sul servizio dall'altro lato di Hainaut, anch'egli tra le poche note liete della prova del Venezia sul campo del Frosinone. Un gol pesante e prezioso che la squadra arancioneroverde non ha saputo poi proteggere, capitolando nel finale partita a causa delle tante energie spese per recuperare una partita approcciata per 45' minuti come peggio non si può. Anche l'esterno, nel primo tempo, subentrato al quarto d'ora a freddo, soffre come i compagni, ma ha al merito di riaccendersi quando la squadra va e, vedendo altri elementi in campo, è un aspetto non scontato. Chissà che, anche nelle prossime partite, dopo essere stato a un passo dall'addio nell'ultimo giorni di mercato, possa invece rivelarsi una risorsa in più a disposizione.
2) STANKOVIC
Ancora una volta tra i migliori in campo della sua squadra. E' l'elemento più affidabile della retroguardia ed è giusto considerarlo così visto quando cercato dai compagni nella prima costruzione. Che la squadra lo cerchi così è sicuramente sintomo di qualcosa che non funziona ma, d'altro canto, lui risponde presente e adeguatamente. Meglio ancora fa quando chiamato a fare il suo ruolo, evitando un gol nell'immediato inizio su un tiro indirizzato sul secondo palo di Calò. E' il suo intervento più difficile, ma non l'ultimo visto che, un pò paradossalmente, è maggiormente impegnato nella ripresa, special modo su conclusioni da fuori, come quella di Cicchella al 92', o velenose come quella di Kvernadze ancora prima. Sui gol, invece, non può far nulla.
1) YEBOAH
Il suo ingresso cambia radicalmente il volto della squadra. Trasuda voglia di spaccare il mondo e, considerando il suo apporto nell'arco di almeno mezz'ora, non da mai la sensazione di soffrire di qualche problemino fisico. Il suo ingresso è un incubo per il Frosinone e la sensazione è quella che se il fantasista ecuadoriano possedesse un pizzico di più di cinismo, i guai per i gialloazzurri potrebbero essere maggiori. D'altro canto, a volte i difetti plasmano anche i pregi, e la sensazione è che l'imprevedibilità di Yeboah sia un aspetto imprescindibile per compagni e avversari. Segna un gol bellissimo, dalla preparazione al tiro, e non è forse un caso che sia proprio lui a cancellare lo zero dai gol fatti dalla squadra in campionato e quanto sia importante che giocatori di classe siano imprescindibili per pensare di fare quella differenza in un campionato dal livello della Serie A.
DOWN
3) ADAMS
Sicuramente i compagni devono trovare il modo di servirlo ed esaltarne le sue caratteristiche; altrettanto certamente l'attaccante nigeriano deve salire di prestazioni personali. In un momento difficilissimo per la squadra, dove ne difesa e ne centrocampo sono stati in grado per 45' minuti di trovare delle soluzioni per contrastare pressing e gioco avversario, un altro aspetto desolante è stata lo scarso contributo degli attaccanti a supporto. Un approccio e una capacità di sacrificio non all'altezza forse, ma per l'ex Siviglia anche qualcosa di diverso. Infatti, l'attaccante ha fatto estrema fatica in praticamente qualsiasi situazione di gioco, sbagliando molto in tempi e giocate e risultando quindi non di supporto per permettere ai compagni anche solo di respirare un poco. Musica cambiato troppo poco anche nella ripresa, non riuscendo comunque ad approfittare della nuova verve della squadra, collegandosi poco e male.
2) SOHM
Il giudizio sulla prova del centrocampista è alquanto difficile, come è difficile non cadere in considerazioni sin troppo dure. Da un certo punto di vista, contro il Frosinone non commette neppure degli errori eclatanti, questo anche perché la sua partecipazione al gioco della squadra è quasi assente, quanto è trascurabile il suo contributo senza palla o a supporto della difesa. La realtà è che oggi, almeno sotto l'aspetto della condizione fisica, il giocatore non pare tra quegli elementi che nel breve periodo possano incidere o essere utili alla causa arancioneroverde.
1) HALHAL
Similmente al centrocampista svizzero, anche per il difensore marocchino ogni giudizio rischia di essere impietoso. Tra tutti probabilmente è il giocatore che tra tutti, rispetto a quella che è la sua condizione fisica generale, oltre che le conoscenze dei meccanismi del gioco di mister Stroppa, è chiamato a dare il suo contributo per una necessità generale che, in questo caso, vede il Venezia senza alternative più pronte e consolidate. Dopo Sverko, Franjic, Moreno e ora Bella-Kotchap (e se vogliamo dire anche Svoboda...), ad Halhal tocca partite dal 1' a sinistra e poi convergere al centro, con il ritorno di un adattato Haps al fianco sinistro. Una difesa inedita che per il Frosinone, già in controllo della partita, sin troppo e che infatti ha pesato molto, specialmente sul primo gol.
Nella ripresa le cose sembravano poter girare e persino l'ex Mechelen è parso timidamente crescere per poi intervenire goffamente su un pallone piuttosto lineare, consentendo a Kvernadze di puntare agevolmente alla porta per il conseguente gol del 3-2. Nel complesso, a lasciare quantomeno perplessi, oltre a una certa legnosità nelle giocate e negli interventi è l'insicurezza che ne deriva. E se per Sohm forse, per qualche tempo, potrebbe essere il caso di farne a meno aspettando una condizione migliore, la preoccupazione è che, vista la condizione degli elementi che compongono il reparto difensivo, questo discorso possa non coinvolgerlo. Così fosse, è urgente che il giocatore possa essere messo nelle condizioni per sopperire a quelle che possono essere oggi alcune mancanze, senza più esperimenti o soluzioni provvisorie.


