Fuori l’orgoglio, Unione!
Francamente inaccettabile un approccio simile. Una delle prime frazioni più imbarazzanti delle ultime annate. In una gara fondamentale, dopo due schiaffi che comunque avevano fatto intravedere un’idea di calcio, un metodo diverso, se vogliamo, di provare ad agguantare la salvezza, l’Unione non scende proprio in campo. Il grande caldo può in minima parte giustificare una condizione fisica tanto precaria, almeno di fronte a degli avversari che ci mettono all’angolo per 45 minuti senza nemmeno l’impressione di sputare sangue. Non so cosa sia successo, la mia speranza è che lo sappia almeno il mister. Perché, al netto delle assenze e dei malanni del reparto offensivo, quella del primo tempo non è nemmeno lontanamente una squadra in grado di avvicinarsi alla conferma in questa categoria. È mancato tutto, fin dal primo istante. L’intensità, le distanze, ma soprattutto, quella “garra” imprescindibile quando ti giochi un match del genere.
Poi però, c’è la ripresa. Ed il VeneziaMestre ritrova quantomeno un briciolo di ordine ed idee; appare meno pesante sulle gambe, le punte accorciano aiutando quantomeno ad uscire con il primo palleggio accendendo le uniche qualità che possono renderci pericolose, ovvero Yeboah.. punto. Ma quando riesci a rimettere in piedi una partita tanto brutta ed importante come questa c’è un’unica cosa che devi fare, tirare fuori tutto ciò che hai per portare a casa i primi punti della stagione. Ed invece, contro un avversario in evidente calo fisico e mentale, gli arancioneroverdi trovano il modo per perdere pure questa, regalando prima un palo clamoroso e poi il terzo incommentabile gol ad un Frosinone tutt’altro che inarrestabile. E se fino a qualche giorno fa sembrava semplice puntare il dito su una difesa in rodaggio che, come oggi, appare in totale confusione, dopo questo secondo scontro diretto perso è tutta la rosa a subire un inevitabile processo. È l’atteggiamento a fare infuriare la sud e tutta la città, quello di un gruppo che non riesce a rialzarsi dopo un diretto in faccia, e che quando lo fa, non è in grado di rendersi consapevole del momento della gara. Una sconfitta pesantissima, per la classifica e per il morale di una piazza che non si aspettava di certo una squadra tanto vuota di spirito e grinta. Troppi i duelli persi, esagerata la differenza di voglia tra noi ed i ciociari. Conta il progetto, ne siamo consci. Non è la testa di un mister che si pretende, ma la reazione di un gruppo che ancora appare in vacanza, sia con la testa che con le gambe. In settimana parlerà il direttore e spero ci farà sapere se questo Adams, questo Halal, questo Sohm (per non parlare di un Bella Kotchap stranamente ai box) sono realmente i giocatori che, crescendo nel tempo, pensa possano farci fare il salto di qualità. Poiché oggi, sinceramente, non vediamo quanto sia praticabile questa idea di calcio con l’organico a nostra disposizione.
Ma la fiducia di noi unionisti, si sa, non muore alla terza giornata, non si scalfisce nemmeno dopo un pomeriggio deludente come questo. Eppure serve che ci diate una mano.. perché cosi è dura.
Avanti Unione.


