L’Unione non sbaglia ed ora è vicinA

25.04.2026 21:16 di  Manuel Listuzzi   vedi letture
L’Unione non sbaglia ed ora è vicinA

Io non lo so se sono questi i tre punti decisivi. Chi può dirlo in fondo come finirà questo torneo, se il destino renderà il giusto merito a questa armata eccezionale. Chissà se questi ultimi 180 minuti scriveranno la storia più bella mai realizzata. Però so una cosa, che ogni momento, ogni minuto ed ogni partita che abbiamo vissuto tutti insieme quest’anno non le dimenticherò mai. Questa è l’Unione più bella di sempre, la squadra più tosta, caparbia e coraggiosa che ho mai ammirato. In una sfida in cui ci si gioca buona parte di un anno intero di lavoro e fatica, le gambe dei nostri ragazzi non sono mai tremate, la loro mente non è mai stata scossa dal brivido di non farcela. La mentalità dimostrata quest’oggi è quella di una corazzata, un gruppo in missione per conto di una città che proprio oggi festeggiava la sua più bella ricorrenza. L’orgoglio che i nostri hanno gettato sul terreno del Penzo, la rabbia con cui hanno preso possesso del gioco dal primo minuto, la convinzione con la quale hanno asfissiato un avversario che ad inizio campionato non partiva così lontano da noi, è qualcosa che, stasera, non possiamo nè dobbiamo dare per scontato. La truppa di Stroppa sta facendo qualcosa di unico ed inimitabile, sta componendo una sinfonia fatta di calcio totale, concentrazione ed una qualità che mai si era vista a queste latitudini. La sfida di oggi era di quelle che definire “trappola” sarebbe stato un eufemismo, con un Empoli nel guano fino al collo a cercare di placare le velleità arancioneroverdi. Ma il VeneziaMestre, seppur in un’atmosfera ancora sospesa a casa del condivisibile sciopero del suo tifo più caldo, scende in campo con la verve di chi non vuole buttare tutto al vento. Il classico uno contro uno a tutto campo figlio della filosofia stroppiana risalta le grandi prestazioni del trio difensivo, incluso il miglior Franjic della stagione. In mezzo al campo è invece LA partita di Doumbia, tornato assoluto protagonista proprio nel momento più decisivo, troppo superiore fisicamente rispetto a tutti gli altri. Preciso e tremendamente cazzuto il Gianluca nazionale, in ripresa per voglia e precisione Kike nostro. Sulle fasce si martella per novanta minuti, con entrambi gli interpreti sempre coinvolti dalla manovra avvolgente dei lagunari. L’estrema brama di gol di Yeboah limita alcune idee del fuoriclasse sudamericano, a volte un po’ troppo testardo nella giocata, ma la cui grinta ed esplosività restano il pericolo numero uno per i toscani. Adorante, lo ammetto, uno dei miei pupilli, sblocca il match siglando una rete di pesantezza inequivocabile, un gol che dimostra la differenza tra chi in alcune partite si esalta, e chi invece sparisce dal campo..

Ma è dalla panchina che stavolta escono i jolly giusti, con un Compagnon finalmente protagonista e coraggioso nelle giocate. La grinta di Casas e l’abnegazione di Sagrado disegnano così un successo chiave per il finale di percorso. Ed io, in realtà, non so nemmeno come concluderlo questo pezzo, poiché ritengo veramente superfluo invitarvi tutti a La Spezia, futile spingervi a vivere assieme una di quelle giornate che potremmo ricordare per tutta la nostra vita. Per cui.. fate voi fioi.. intanto viva San Marco, viva la nostra inimitabile città, viva la liberazione, ancora un piccolo passo per scrivere un altro capitolo alla nostra millenaria storia.

Avanti Unione mia!