Unione, il derby è tuo
Non c’è stata storia. Mai. Dal primo istante l’Unione ha fatto capire cosa avrebbe concesso ai patavini. Nulla.
Una squadra, quella di mr Giovanni Stroppa che sta leggendo, perfettamente, il momento della stagione. Non c’era tempo per attendere, per carpire i punti deboli degli avversari. C’era solo da vincere, e vittoria è stata. Netta, sicura, come se il derby fosse una qualsiasi partita da affrontare, quasi che le incognite che una sfida del genere potesse far nascere fossero state estinte ancor prima di veder luce. Certo, ci avete privato di qualcosa di importante oggi. Avete scelto di far vivere a quasi 11 mila persone uno spettacolo monco, in cui l’atmosfera è stata defraudata del naturale contesto che un VeneziaMestre-Padova avrebbe meritato. E ci piacerebbe sapere il perché 11 mila persone non hanno potuto vivere lo spettacolo di una serata che aspettavamo da tanto. Alla fine, tutto sommato, i tre punti li portiamo a casa, la classifica si fa semplicemente splendida, ed il calcio italiano andrà avanti comunque. Peccato, solo peccato.
Detto questo io non so se stiate minimamente godendovi ciò che sento io, un’Unione talmente dominante da render quasi banale un 3-1 in un derby che, a tratti, avrebbe potuto prevedere margini ancor più ampi. Busio e compagni sono scesi in campo con l’assoluta necessità di prendere il controllo, di dettare i ritmi, senza concedere ai cugini la benché minima sensazione di poterci fare male. Una retroguardia perfetta, una mediana combattiva ma attenta come nelle migliori vesti, un attacco che anche a marce ridotte è stato in grado di sostenere la manovra con precisi appoggi e ragguardevole iniziativa. Da subito gli arancioneroverdi hanno dato l’impressione di poter colpire sia alle spalle dei biancoscudati che attraverso la manovra ragionata. L’assenza di bomber Adorante non si è fatta notare grazie al lavoro di un Lauberbach incisivo, ma è grazie alla superiorità in mezzo al campo che si son trovati gli spazi giusti. Il VeneziaMestre di Stroppa vola sulle ali, non solo del suo straordinario pubblico, ma anche di una compattezza che, a questo punto della stagione, lascia i rivali quasi spaesati dalle alternative della capolista. Se questo è il sogno più bello che abbiamo mai fatto non lo riesco ancora a dire, ciò che provo, e provo da inizio anno, è che comunque, qualsiasi cosa accada, sarò grato a questi ragazzi per ciò che mi stanno facendo vivere. Non penso che serva altro per convincervi a seguire questa squadra anche a Monza, solo, forse, la consapevolezza che questa stagione è tinta di arancioverde, e noi siamo gli artisti di una storia che capita poche volte.
Avanti Unione!


