Benvenuti a Stroppalandia!
È come se tutto quello che abbiamo passato finora nella nostra storia, dal ratto di Pergine in poi, passando per i fallimenti, le umiliazioni, le sonore sconfitte, avessero finalmente presentato il conto. Come se il Kharma negativo che abbiamo accumulato in tutti questi anni avesse finalmente deciso di restituirci tutto, e tutto in una volta sola. Certo, abbiamo anche festeggiato in questi lustri, abbiamo vissuto splendide stagioni e memorabili serate, ma così, così belli, no, non lo siamo mai stati. Nè in campo, ma nemmeno negli spalti. Ciò che stiamo vivendo è qualcosa di indimenticabile, comunque andrà a finire questa stagione. Un’estasi collettiva dal quale non si riesce a staccarsi nemmeno per un minuto, nemmeno per chi, come il sottoscritto, ha vissuto questi novanta minuti in una camera d’hotel dalla parte opposta del mondo, perché, di questa Unione, non si riesce proprio a farne a meno. E se da un lato vorrei che questo torneo finisse questa sera lasciandoci festeggiare come questo popolo, questa società e questi ragazzi meriterebbero, dall’altro mi dispiacerebbe metter fine ad una stagione che ci regala una gioia dietro l’altra. Ed oggi non era di certo una di quelle giornate già scritte, di fronte ad una compagine che, solamente due annate fa, aveva tarpato le ali di un VeneziaMestre targato Vanoli lanciatissimo verso la promozione diretta. Ma gli arancioneroverdi attuali sono di un’altra categoria, di un’altra pasta. Sono una squadra in totale missione, un’armata capace di superare i piccoli momenti difficili tornando ogni volta più forte e più completa. Due reti, quattro pali, almeno altrettante nette occasioni da gol. L’Unione di Giovanni Stroppa è uno spettacolo per gli occhi, ed un incubo per palermitani, padovani e soci che da mesi sperano in un crollo. Anche questo pomeriggio i lagunari sono partiti dando l’impressione di voler gestire le energie, forse un pochino limitate visto i ravvicinati impegni. Gli ospiti hanno provato a giocarsela sulle ripartenze, trovando nei primi minuti qualche spazio. Ma quando i padroni di casa hanno deciso di spingere sull’acceleratore la musica è cambiata e la storia si è scritta da sola. Un monologo fatto di inserimenti, conclusioni da fuori, pressing e raddoppi che ha costretto gli emiliani ad una gara di semplice speranza. Mai, in tutta la sfida, l’Unione ha dato l’impressione di non avere in pugno la gara, andando nella ripresa a chiuderla come una grande squadra sa e deve fare.
Tutti gli interpreti hanno quest’oggi giocato una partita perfetta, lasciando intravedere quel minimo di stanchezza quantomai legittima in questa fase, ma totalmente presenti e concentrati nel raggiungere il proprio obiettivo. La testa con cui sono subentrati poi Sagrado, Lella, Lauberbach e Dagasso sono emblematici su quanto questo gruppo voglia e pretenda il trionfo, condizione necessaria per lottare fino alla fine.
L’ovazione della sud per il mister è poi il naturale epilogo di una piazza che, da sempre, sa rendere merito a chi mette l’anima per la nostra maglia, facendola brillare al di là dei risultati. Grazie per quello che ci stai regalando, grazie ragazzi per questa cavalcata che è tutt’altro che conclusa, ma che ci vede ora autori indiscussi del nostro destino. Avanti Unione mia, avanti curva sud, avanti veneziani e mestrini, vi vogliamo tutti a Genova perché perdersi un minuto di questa squadra, stavolta, è un peccato che rimpiangerete!


