L’Unione cade nella trappola dell’Entella

11.04.2026 17:14 di  Manuel Listuzzi   vedi letture
L’Unione cade nella trappola dell’Entella

Ve lo chiedo con tutto il cuore. Andiamocene da questa Serie B, da questo torneo di clown, di arbitraggi indegni e senza senno, via da questi campi in cui la sana competizione, il giusto agonismo ed il rispetto che uno sport dovrebbe insegnare non è nemmeno contemplato. Doveva insegnarci qualcosa l’eliminazione dell’Italia dall’ennesimo mondiale, quantomeno sotto il profilo della lealtà, invece assistiamo a “spettacoli” raccapriccianti come la sceneggiata sull’episodio del rosso e l’accomodante genuflessione di un arbitro che ha sbagliato mestiere. Detto questo, calma. Grande calma. Perché se l’Unione non porta a casa i tre punti che avrebbero probabilmente messo la parola fine alla nostra rincorsa, è stata colpa di un atteggiamento che non si è riusciti a mantenere per tutti i novanta minuti. Dopo una prima frazione pressoché perfetta, sia sotto il punto di vista tecnico che nervoso, la ripresa ha invece riproposto un VeneziaMestre a volte distratto e supponente, che col passare dei minuti è caduto nella trappola degli avversari, capaci di rimanere nel match grazie alle loro armi, quelle della garra e del teatro. Sembrava effettivamente una gara già chiusa, se non sotto il profilo del punteggio, almeno dalla superiorità mostrata dagli arancioneroverdi per larghissimi tratti. Invece un Entella caparbia ha sfruttato al meglio le leggerezza in appoggio dei lagunari trovando prima una rete “strana” e poi andando anche vicini al clamoroso vantaggio. Ma su questo campo tutte queste prevedibili difficoltà apparivano ammaestrate da mister Stroppa che aveva disegnato la solita gara di possesso e strappi. È mancata la verve di Yeboah e la presenza di Adorante ad anestetizzare una manovra che fino alla trequarti si muoveva disinvolta ed ispirata. Ottima la partita di Busio, più ad intermittenza sia Kike che Doumbia, con il primo che non si è mostrato sicuro come al solito in palleggio. Gli esterni hanno offerto una gara sostanziosa ma raramente ficcante. Dietro, invece, dopo 45 minuti perfetti si è persa la sicurezza necessaria per portare a casa la vittoria, condita dalla sciocchezza di Schingtienne che ci costerà quantomeno altri 180 minuti di lotta e sofferenza. La classifica, con la probabile vittoria del Monza, torna così a farsi cortissima, ma se c’è una cosa che questi ragazzi ci hanno insegnato, è che la reazione immediata ad un mezzo passo falso è nelle corde di questo gruppo. Bari non sarà una passeggiata di salute, ma non c’è un solo motivo al mondo per non avere fiducia in questo VeneziaMestre, alla luce di un percorso che, anche attraverso giornate come quella odierna, si è trasformata nella corazzata che abbiamo dimostrato di essere. Senza paura fioi, fino alla fine.

Avanti Unione!