Non svegliateci
Non ci crederete mai. Ma il momento più memorabile di questa Pasquetta 2026 resterà l’inizio dei brano targato Pitura Freska “pink floi ”, quando, guardandomi intorno, mi sono sentito parte di qualcosa di speciale, un intero popolo che cantava e gioiva sulle stesse note, quelle di una città che si riconosce in questi colori, che soffre e poi esplode per essi, percependo lo stesso spirito, la stessa voglia, che contraddistingue questa terra da 1600 anni.
L’Unione ha reso possibile tutto questo, compattare tre generazioni intorno a questa storia e questi colori. Comunque andrà a finire questa stagione nulla, nulla, potrà cancellare ciò che ci siamo conquistati in questi mesi, il timbro di una provincia che forse, per la prima volta nella nostra epopea, ha messo l’arancioneroverde sopra ogni cosa. Solo così, esclusivamente marciando uniti nel nostro ideale, nella nostra identità, potremo andare a prenderci qualcosa che, adesso, ci spetta. E di certo non era scontato trasformare questo pomeriggio in una giornata epica, soprattutto quando di fronte si presenta una squadra vera, leggera ed affamata allo stesso tempo, che per 45 minuti offre una delle migliori versioni di sé, costringendo il VeneziaMestre ad una gara complicata. Sono gli ospiti infatti ad esordire con il piglio migliore, portando in un paio di situazioni i il loro centravanti davanti alla porta. Una retroguardia, quest’oggi, non impeccabile lascia al caloroso pubblico presente la sensazione di un lunedì difficile, ma allo stesso tempo ogni volta che l’Unione attacca si percepisce il disagio gialloblu. Ed è su una meravigliosa giocata di Kike che si sblocca il match, certificando come la qualità superiore di questo gruppo, con un solo tocco, può cambiare le sorti di un confronto. La Juve Stabia però non molla, e la rete del pari è il meritato premio ad una squadra coraggiosa e con qualità. Okoro, in particolare, appare come l’ennesima buona idea di un direttore in stato di grazia. Il secondo tempo decide però l’esito della gara, con i lagunari in grado di prendere in mano il ritmo, schiacciando gli stanchi avversari in area.
L’errore dal dischetto di Adorante è solo un velo prima della doppietta personale di un bomber sempre presente nella manovra. Come il suo compare Yeboah, ancor più ad intermittenza del solito, ma capace di illuminare come nessuno in questa categoria. Il controllo totale degli ultimi venti minuti santifica una squadra che non sembra avere nessuna intenzione di mollare la preda. E l’apoteosi del Penzo dedicata al mister è sola l’ennesima fotografia di un’annata irripetibile, in cui un gruppo di giovani ragazzi ci sta regalando una delle soddisfazioni più grandi della nostra vita. Manca poco, ma non si molla nulla. Tutti a Chiavari! Avanti Unione


