Siamo tornAAAAAAAti!!!!!
25 maggio 2025. L’Unione saluta il massimo campionato del paese cadendo tra le proprie mura contro la Juventus. La curva arancioneroverde reagisce con un lunghissimo applauso, un ringraziamento ad un gruppo che, in mezzo a mille difficoltà, ha saputo onorare una maglia, la nostra maglia, fino all’ultimo minuto.
Primo maggio 2026, il VeneziaMestre impatta a La Spezia, ma grazie alla contemporanea sconfitta del Monza festeggia insieme al suo popolo il ritorno in serie A.
Poco meno di dodici mesi. Un fiato in meno di un singolo giro del pianeta Terra intorno al sole, e tutto ha un altro gusto. È il sapore di chi ha realizzato un obiettivo, forse un sogno, di certo un gradino fondamentale nella crescita di questa storia.
Per chi, come me, ha creduto fin dall’inizio nelle qualità di questo gruppo, oggi è solamente una ics sul calendario, un appuntamento col destino che non poteva essere evitato. Alla fine, però, non tutto nella vita va come dovrebbe, lo sappiamo bene, e il rischio della beffa dopo un campionato dominato restava sempre un fantasma difficile da scacciare. Ma la squadra di Stroppa è qualcosa di più. È un masso di granito che non è mai stato scalfito, la realizzazione di una idea calcistica semplicemente perfetta, quella fatta di competenza e passione, di unità con la città, di crescita costante di tutto l’ambiente. Le sconfitte, i passi falsi, hanno sempre avuto il sapore della lezione, la stessa di chi è consapevole di avere la qualità per prenderselo, questo torneo, ma che a volte pecca di supponenza, o almeno, di concentrazione. Alla lunga, tuttavia, i valori escono, sia quelli in campo, che quelli di una piazza che in questi dodici mesi è esplosa sia dal punto di vista dell’entusiasmo che della maturità. Il futuro, finalmente, per la prima volta dopo tanti, tanti, anni, appare luminoso per la nostra città. Tutto si è allineato nel momento e nel modo giusto; lo stadio nuovo, la squadra più forte di sempre, l’ingresso di un socio pesante. L’atmosfera a Venezia e terraferma è quella di chi non vede l’ora di vedere il proprio futuro, una strada che ora ci porta ancora una volta a giocarsi la serie A, ma molto più preparati rispetto al passato.
Oggi è stata la giornata degli unionisti. Gente che si è svegliata presto per riempire auto e pullman con l’unico obiettivo di rendere omaggio ad una stagione fantastica, ad una realtà magica. Le lunghe ore che ci hanno avvicinato in Liguria ci hanno fatto ricordare i tanti anni passati attorno a questi colori, alle domeniche più deprimenti, ai risvegli più memorabili. Mezzocorona come San Siro, Sacile come l’Allianz Arena, Rovigo come l’Olimpico. Siamo sempre stati noi. Spesso in pochi, a volte pochissimi, oggi, una legione. Venezia, come tante squadre in questa nazione, ha vissuto i suoi anni di gloria, ma la memoria del suo popolo era troppo impregnata da tutte quelle epoche nere. Questa sera, invece, ci riappropriamo di una dimensione che ci spetta, ci appartiene. Siamo la città più bella del mondo e l’unica tifoseria che ha saputo unire due anime divise e rivali della stessa terra. 39 anni dopo la fusione il popolo unionista festeggia un’altra data fondamentale della propria storia. I nostri ricordi si riempiranno ora dei visi di Giovanni Stroppa, dei sorrisi di Yeboah e Busio, della voglia di vincere di Svoboda ed Adorante. Si espandono grazie alla competenza e la voglia di entrare in questa terra del direttore Antonelli. Si scrive oggi l’ennesima pagina di una leggenda che, poco alla volta, ogni nostro ragazzino sta imparando a conoscere. Abbiamo sempre avuto rispetto di tifoserie come Verona e Vicenza, popoli che prima di noi hanno vissuto i “bei tempi”. Ma oggi, oggi, è il momento di prendersi il proprio posto. Questa Unione è qualcosa di più. E’ l’abbraccio di una città ad un gruppo di ragazzi che tirando calci ad un pallone ci fa vivere attimi di orgasmo, l’apice di una passione che non conosce la parola “resa”. Siamo tornAti, e siamo più belli che mai! Avanti Unione, avanti ragazzi, grazie per questi dodici mesi di puro godimento! Vi aspettiamo tra pochi mesi per un’altra pagina che possa avvicinare sempre più ogni veneziano e mestrino al suo orgoglio.
Il VeneziaMestre 1987!


