Un super Stankovic salva l’Unione

28.02.2026 17:37 di  Manuel Listuzzi   vedi letture
Un super Stankovic salva l’Unione

Si, forse c’eravamo un po’ tutti dimenticati di quanto fosse complicata questa serie b, io per primo. C’eravamo illusi che la nostra superiorità tecnica potesse colmare il gap fisico ed atletico anche in giornate come questa, quando gli avversari non mollano un centimetro di campo ed appaiono lanciati totalmente in missione contro i nostri sogni di fuga. Ma questa è la cadetteria e questo è mister Castori. Un allenatore che sa leggere benissimo gli avversari e su di essi costruisce una gabbia dal quale è veramente complicato liberarsi. I complimenti agli avversari, questo pomeriggio, credo siano d’obbligo nell’analizzate una gara nel quale l’Unione ha saputo trovare pochissime controffensive, rendendo evidente un momento perlomeno diverso rispetto ad un mesetto fa. Ma fa parte del gioco, soprattutto quello di chi è davanti e deve fare il ritmo, sapendo che lì dietro spingono come forsennati ed ogni sforzo fatto finora è stato solamente un passo della nostra cavalcata. Portare a casa un punto in sfide come questa dev’esser comunque visto come qualcosa di positivo, in particolare quando il tuo portiere compie un vero e proprio miracolo a tempo quasi scaduto. Nella nostra piazza le montagne russe emotive fanno parte del percorso, ed è è normale che in pochi siano soddisfatti dopo un pareggio contro un avversario sulla carta più debole. Ma sulla carta ogni avversario di questa serie b appare meno attrezzato, in particolare dopo ciò che abbiamo fatto vedere fino ad oggi. Ciò che invece preoccupa di più è vedere i nostri ragazzi costantemente superati negli scontri fisici, nei duelli individuali, quegli uno contro uno che abbiamo accettato, e vinto, per larghi tratti di campionato. Quando una rivale ti affronta con questo spirito ed intensità, se non riesci trovare, per motivazione o condizione fisica, la voglia di dominare, allora diventa tutto, tremendamente, difficile. Questo è ciò che ci ha detto il campo oggi, consegnandoci un VeneziaMestre a mio parere con il giusto atteggiamento, ma che non è stato in grado di vincere alcun duello, trasformandosi in una squadra prevedibile e poco efficace. Ma voglio comunque trovare i lati positivi di un pomeriggio che, in ogni caso, ci vede mantenere la vetta della classifica. E sono quelli di un gruppo che non va in panico dopo esser andato sotto, di una rosa che ha compreso la rudità del confronto, provando a calarsi in un’ambiente che poco ci appartiene. Certo, le prestazioni individuali non sono state di quelle memorabili. Un evanescente Yeboah ci è costato quella fantasia che spesso ha deciso i nostri successi. Al suo fianco Laueberbach ha faticato moltissimo nel ruolo di pivot, ed in mezzo al campo nessuno è sembrato nella sua giornata migliore. Anche dietro non siamo sembrati la corazzata ammirata fino a metà gennaio, in particolare con i due braccetti che poco hanno dato sia in fase di marcatura che di giro palla. L’unico veramente sopra le righe è stato il nostro portierone serbo, tornato decisivo. Dalla panchina si è ottenuto poco o nulla, ma significativo è stato l’ingresso di Lella, segnale di come mister Stroppa fosse alla disperata ricerca di quell’aggressività che tanto è mancata nei novanta minuti.

Tuttavia l’amarezza di tornare in laguna nonostante la mancata sconfitta ci dovrà far riflettere su quale sia la fase della nostra stagione. Ovvero un momento complesso in cui bisognerà credere ancora di più nelle nostre qualità. Un calo fisico totalmente prevedibile che ha colpito ogni big di questo torneo; ora però mancano solo due mesi e poco più al suono del gong, ed in quello spogliatoio, guardandovi negli occhi, dovrete decidere se avete voglia di buttare tutto al vento o di tornare a comandare come avete dimostrato di saper fare. Io la risposta credo di conoscerla già, ma sta a voi farci vedere di che pasta siete fatti e se qualcosina, di pallone, la capisco. 

Avanti Unione!