Javorcic: "Prendere certi schiaffi non è mai semplice, dobbiamo ripartire dalla determinazione vista nel finale"

22.10.2022 16:54 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Javorcic: "Prendere certi schiaffi non è mai semplice, dobbiamo ripartire dalla determinazione vista nel finale"
© foto di Jure Šadl

Mister Ivan Javorcic ha commentato in conferenza stampa il pareggio per 1-1 del Venezia contro il Brescia. Queste le sue dichiarazioni.

Il match:

“Siamo una squadra che gioca questo tipo di partite per caratteristiche, siamo imprevedibili. Poi viviamo un periodo dove gli episodi non ti girano sempre bene. Siamo partiti convinti, creando pericoli. Il Brescia con il suo gioco e la sua fisicità crea sempre un certo tipo di pressione, poi abbiamo preso gol alla prima occasione come già successo altre volte e a livello di stato d’animo incide. Dopo quello che è successo con il Bari o con il Frosinone quando prendi certi schiaffi non è semplice gestirla. Poi nella ripresa la gara poteva andare in ogni direzione, con la traversa nostra e la grande parata di Joronen su Moreo. Abbiamo avuto il giusto carattere di riprendere il risultato e abbiamo finito con la determinazione anche di portarla a casa, da questo dobbiamo ripartire”.

I cambi di modulo del Brescia ti hanno sorpreso?

“Penso che la partita all’inizio sia stata quella che ci aspettavamo, sapevamo le caratteristiche del Brescia cercando di creare qualche problema. Nella strategia è stata la gara che ci aspettavamo. Nel secondo tempo abbiamo cambiato qualcosa anche noi nella costruzione, volevamo uscire un po’ meglio dalla pressione dei loro tre, nell’ultimo quarto d’ora volevamo anche un po’ forzarla, nella ripresa le partite possono anche diventare meno pulite a seconda di come vuole gestire le cose la squadra”.

Joronen per la prima volta da avversario al Rigamonti:

“Joronen ha portato la sua esperienza e cultura, è un professionista importante. Ha sempre voglia di migliorarsi, è un portiere che si fa sentire e può diventare decisivo, siamo molto contenti dell’apporto del ragazzo nel nostro organico”.

Emozioni per il ritorno al Brescia? Amici e parenti sugli spalti?

“Amici sì tanti, i parenti purtroppo no ma è stata un’emozione grande, per me Brescia rappresenta quasi metà del vissuto italiano. Qua è nata mia figlia, ho esordito in Serie A, ho allenato nel settore giovanile e la prima squadra. C’è un grande legame professionale e umano. Ho avuto una casa qui che ora non ho più, ma è stata casa mia per tanto tempo. Il Rigamonti sicuramente mi suscita emozioni particolari”.

Come vedi ora il campionato di B dopo la decima giornata?

“Non è un campionato chiaro nella sua lettura, ci sono tanti valori da rispettare, c’è grande fisicità nelle squadre ed equilibrio, ogni domenica può succedere di tutto. Il messaggio che arriva al campionato è che i gruppi che sanno lavorare come collettivi, sacrificarsi e lavorare sulle proprie qualità sono in alto in classifica. Penso che continuerà a essere un campionato imprevedibile anche se penso che un due o tre squadre usciranno alla distanza per qualità. Il Venezia? Deve fare un suo percorso, che è particolare, non penso che faccia parte di quelle due o tre squadre, ci vorrà più pazienza. Il nostro vissuto era più difficile e diverso, dobbiamo imparare ogni domenica cosa ci serve, abbiamo tanti giocatori come Cheryshev e Ceppitelli che devono ancora arrivare alla condizione migliore, ci sono tanti ragazzi che non conoscono la categoria e devono ancora assimilarla e c’è ancora da togliere il vissuto dell’anno scorso. Penso che i risultati si vedranno più in là. Brescia? Deve fare il suo percorso, è partito bene ora è un po’ in flessione ma può fare bene in questo campionato e far parte di questi collettivi solidi che possono proporre qualcosa in B”.