Vanoli: "Dobbiamo essere l'orgoglio dei nostri tifosi, lottando e sudando. Un orgoglio anche avere un presidente che sa ammettere le sue colpe"

27.04.2023 21:00 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Vanoli: "Dobbiamo essere l'orgoglio dei nostri tifosi, lottando e sudando. Un orgoglio anche avere un presidente che sa ammettere le sue colpe"
© foto di Venezia FC

Paolo Vanoli, margine dell'incontro odierno con i tifosi, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole.

Siamo a poco più di un girone di distanza da quando sei arrivato a Venezia, un bilancio? Spesso ricordi la partita di Palermo al Barbera:

"Ho spesso citato Palermo perchè quando siamo entrati in campo a Palermo alle 15 il Perugia aveva vinto e ci aveva superato, in quel momento eravamo ultimi in classifica. Quel momento lì è stato una chiave, perché non avevamo più nulla da perdere per iniziare il nostro percorso di crescita per piano piano arrivare a un obiettivo importante, che oggi non è più quello dell'inizio ma quello di salvarci. Penso i ragazzi lo abbiano capito e che sia diventato una nostra forza, che ci ha permesso, con una base importante, con quanto fatto a gennaio e nonostante l'assenza di un giocatore importante come Jajalo, di essere dove siamo ora e con ottime prestazioni. I complimenti vanno alla squadra, perché ho sempre detto che dobbiamo essere l'orgoglio dei nostri tifosi, per esserlo dobbiamo fare quello che ci ha chiesto la nostra gente, lottare e sudare. Avendo dei ragazzi giovani e dando una responsabilità così importante a a ragazzi giovani gli vanno fatti i complimenti. Ora pensiamo alla prossima partita".

C'è una sinergia importante con il tuo staff:

"Bisogna fare i complimenti anche al mio staff perché sono ragazzi che hanno contributi in modo importante a far crescere questa squadra. Così come vanno fatti complimenti alla società, quando sono arrivato dopo una settimana è arrivato anche il direttore Antonelli e abbiamo creato insieme a tutto questo un percorso. Ho sempre detto che il mio staff doveva pensare giorno e notte agli obiettivi per crescere. Ho la fortuna di aver trovato persone che hanno a cuore il proprio lavoro e che sono preparate, come il sottoscritto, a far crescere un club. Sottolineo sempre il campo ma anche ciò che succede fuori dal campo, la mia esperienza mi ha insegnato che bisogna sempre guardare a tutto tondo per avere risultati".

Quanto pesa il ritrovato feeling coi tifosi?

"Penso un giocatore senta molto questo feeling, sono stati bravi i giocatori a recuperarlo, ma è stato bravo anche il nostro presidente, che ha ammesso errori che tutti insieme stiamo modificando e migliorando lungo un cammino tutti assieme. Penso sia stato motivo d'orgoglio un presidente che ammette le sue colpe, secondo me è stato un passo importante. Penso poi il tifoso sia la cosa più importante nel calcio. Durante il covid ho vinto lo Scudetto da collaboratore all'Inter e lì capisci che senza tifosi il calcio non è la stessa cosa, sta a noi farli divertire con il lavoro in partita e durante la settimana".