Venezia, Vanoli: "A Marassi vittoria importante, ma possiamo ancora crescere nella mentalità"

02.09.2023 16:59 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Fonte: Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol
Venezia, Vanoli: "A Marassi vittoria importante, ma possiamo ancora crescere nella mentalità"
© foto di Credits: Giuseppe Malaguti

Mister Paolo Vanoli ha parlato in conferenza stampa per inquadrare la sfida di domani contro il Cittadella. Il Venezia giocherà al Tombolato alle ore 20.30.

Un commento al calciomercato?

“Sapete la difficoltà di lavorare con il mercato aperto, fortunatamente ieri si è chiuso. Il direttore ha fatto un ottimo lavoro non solo per la prima squadra, sapete quanti giocatori c’erano da dover sistemare quando abbiamo parlato di ristrutturazione economica. È stato bravo, abbiamo completato la rosa con un giovane interessante dal Torino come Dembele, sul mercato sono sempre stato abbastanza tranquillo perché Pohjanpalo ha sempre dato dimostrazione di voler rimanere, sono felice anche perché involontariamente il mercato disturba. Ora inizia il suo campionato. Anche per gli altri non ho mai avuto sentori di volontà di andare via, abbiamo lavorato sugli obiettivi che possono aiutare questa squadra. Il Cittadella sapete già dall’anno scorso cosa ne penso, è una società modello, direttore sportivo e allenatore ogni anno con poco fanno sempre qualcosa di importante, è squadra con idea chiara, portata avanti negli anni, con giocatori cresciuti in casa con un direttore che conosce benissimo la categoria, i giocatori che possono arrivare a Cittadella. Rispetto all’anno scorso quest’anno per quanto abbiano cambiato parecchio li vedo bene, aggressivi, sempre fastidiosa, anche l’anno scorso nonostante fossimo in vantaggio sono rimasti aggrappati alla gara. È una squadra con un’idea chiara, dovremo essere bravi a soffrire perché penso che sia una squadra che ti fa soffrire. I derby sono partite a parte, non c’è classifica, c’è il prestigio, la fame di vincere qualcosa di importante per i nostri tifosi, dovremo dare il massimo per una partita importante”.

TVS Giuseppe Malaguti – Com’è andato il lavoro in settimana?

“Stiamo bene, quello che un pochettino che mi lascia dubbioso è il calendario che è stato fatto. Non è una questione di avere tante partite, noi Como un giorno in più, Cosenza un giorno in più, Sampdoria un giorno in più, ci hanno anticipato lo Spezia che ho i nazionali che rientrano, poi dopo ho otto giorni per la gara contro il Brescia e solo due giorni per il Palermo. Non ha senso un calendario strutturato così, neanche in Champions League penso si giochi dopo due giorni, forse sbaglio a dire queste cose qua. Alla lunga è una montagna, oggi sei fresco ma poi queste cose le paghi, inizialmente possono anche avere un vantaggio le squadre scese dalla A, ma il Palermo non è sceso dalla A. Per me anche l’anticipo della partita contro lo Spezia non l’ho capito, ho i giocatori che rientrano dalle nazionali, per poi darmi otto giorni di allenamento e poi ammazzarmi dandomene solo due con il Palermo. Non è una polemica, ma un dato oggettivo. Sono lì, fanno i calendari, giocare dopo due giorni non ti permette di recuperare, soprattutto con il caldo che ancora ci sarà. Così sei costretto sempre a cambiare qualcosa per avere giocatori freschi, in un campionato come la B che ha un aspetto agonistico molto importante. Non è un alibi, ma una realtà. Vale anche per altre squadre, so che le televisioni comandano, però bisogna anche trovare un equilibrio, poi chi è che ha il vantaggio, la Sampdoria che ha un giorno in più di riposo? Va bene, poi non ci dobbiamo stupire se pariamo lenti noi. Ricordo anche con il Frosinone andò in modo simile. Ci sono energie nervose e fisiche, a un certo punto diventa difficile recuperare. Ci hanno anticipato Venezia-Spezia perché è un big match? Ce ne sono anche altri di big match, quando vogliono loro siamo da big match, le altre volte siamo una squadra normale. Il mio compito è guardare avanti e vedo che ci vengono già tolti tre giorni di allenamenti, è una montagna e queste cose poi le paghi”.

Un parere sul mercato delle altre?

“Difficilmente guardo agli altri, il Palermo ha lavorato bene, la Cremonese ha scelto giocatori importanti, già ne aveva, aggiungi ai Sernicola, i Bianchetti e i Castagnetti una ciliegina come Coda. Il Parma come noi ha aggiunto giocatori che servivano. La Reggiana si è mossa per me bene anche, la FeralpiSalò ha preso giocatori di categoria, esperti, la Serie B è difficile, molto difficile, chi scende ha rose già forti, chi sale ha entusiasmo e questo entusiasmo lo porta a fare bene, poi ci sono squadre come il Cittadella che sanno ogni cosa devono fare. La B la vinci o con una rosa molto più forte delle altre, come Genoa e Cagliari l’anno scorso che sono partite piano ma poi sono uscite, o con l’entusiasmo, sto vedendo il Catanzaro, ha un allenatore bravo, ha giovani interessanti, forti, il Cittadella anche non dimentichiamoci che ha fatto tre finali. Dico umiltà perché in questo campionato appena alzi la testa partono gli schiaffi, contro la Sampdoria è uscito il carattere, la voglia, il gruppo, a fine anno scorso abbiamo iniziato ad avere questo. Nel primo tempo siamo andati in difficoltà per bravura loro e difficoltà nostre, poi però nella ripresa siamo usciti bene, l’anno scorso reagire non era facile, oggi invece andiamo a vincere, siamo andati oltre. Su questo dobbiamo ancora migliorare, possiamo ancora crescere dal punto di vista della mentalità, a volte commettiamo ancora qualche ingenuità. A centrocampo lo Jajalo ci manca, il giocatore che sa quando rallentare, quando velocizzare, Tessmann sta crescendo ma deve migliorare ancora, con il Cosenza perde palla e prendiamo gol  con la Sampdoria ha preso subito un rischio nei primi minuti. È un giovane a cui va dato tempo, non è comunque un caso se è tornato in nazionale dopo tempo”.

TVS – L’importanza del gruppo già si percepisce:

“Con il direttore abbiamo lavorato su questo, due anni fa sono stati presi tanti giocatori d’alto livello, stavolta abbiamo preso giocatori con fame. Non voglio undici titolari, ma di più, devono giocarsi il posto. Abbiamo cercato giocatori che magari anche sono giovani Lella ha vinto un campionato, Altare ha vinto un campionato, Olivieri ha fatto i playoff, Gytkjaer ha vinto un campionato. Questo un po’ ci mancava l’anno scorso, il come si fa a vincere andava inserito, volevo gente con voglia di crescere ma che aveva già vinto. Guardate l’entusiasmo che hanno avuto Altare e Lella sotto la curva. Quello che siamo andati a cercare è questo, perché sono anche io un po’ così, poi ci saranno momenti di fatica, ma questo è lo spirito che deve esserci. Abbiamo fatto una grande partita vincendo in uno stadio come Genova. Ora ci sarà il Cittadella che sarà una partita completamente diversa. Ogni squadra è diversa, lo Spezia ha un tecnico dalla filosofia aggressiva, Cremonese e Sampdoria giocano la palla, l’anno scorso c’era Castori, vi ricordate quanto ero arrabbiato dopo aver perso a Perugia, non eravamo capaci di affrontare quello stile di gioco e anche oggi contro quello stile di gioco facciamo un po’ fatica”.

Jajalo e Svoboda come stanno?

“Sono processi ancora un po’ lunghi. Meglio perdere un po’ di tempo ora per recuperare i giocatori al meglio, per Svoboda sapete già che gli abbiamo permesso di curarsi in una struttura scelta da lui, i nostri fisioterapisti ora saranno in Germania. Jajalo procede bene, in questa fase vedere i compagni ti fa venire anche un po’ di fame per recuperare ancora più velocemente”.

Pohjanpalo ora resterà ed è un valore aggiunto:

“Come mi ha fatto soffrire lui per due mesi ora appena firma lo aspetto al varco (ride ndr). Sotto questo punto di vista siamo tutti contenti, è un gran giocatore. Sappiamo però che siamo in Serie B, ora iniziano a conoscerti, sanno di incontrare il più forte, dev’essere bravo anche lui a capire che sarà un altro campionato. Gytkjaer? Sono contento per come sta lavorando, ha dimostrato di essere un bomber come a Monza, è entrato e ci ha risolto in parte la gara. Sa giocare a calcio. Oggi per arrivare a fare certe cose dovremo trovare un assetto un po’ più stabile che ci permetta di supportare certi giocatori. Piano piano però l’importante è trovare un equilibrio sempre più stabile, da lì arriverà la chiave per far giocare tutti”.

Ellertsson restava più alto per uscire in pressione, era una cosa voluta?

“Sì Ellertsson stava un po’ più alto per fare la prima pressione e in quella fase lì inizialmente siamo stati troppo passivi, nella ripresa quando lo abbiamo capito abbiamo invertito l’inerzia. Volevamo prendere il secondo centrale con la mezzala. Dobbiamo essere bravi ad avere le nostre idee, ma cambiando strategia quando serve, Ellertsson non riusciva a capire i tempi in cui portare la pressione. Ogni squadra ha un’identità, loro avevano i terzini che giocavano dentro, Pierini e Johnsen così non riuscivano a correre. Quando prepari le partite e hai poco tempo può essere anche difficile lavorare su certi aspetti, nell’intervallo ho chiesto di spiegare bene cosa fare. Doveva uscire Ellertsson perché volevo che Busio restasse su Verre, un giocatore che ritenevo molto pericoloso. Nel primo tempo siamo stati macchinosi, dobbiamo essere un po’ più leggeri di testa e andare. I giovani spesso quando iniziano un certo lavoro pensi a quello che fai, ma così perdi un tempo di gioco, l’anno scorso nell’ultimo mese volavamo perché andavamo in automatico. Penso che anche la Sampdoria non faccia quel gioco con leggerezza ancora”.

La partita dagli spalti:

“Una sofferenza maggiore, quando vedevo Ellertsson che restava ad aspettare l’avversario che non usciva… (ride). Stiamo lavorando tanto con i match analyst dall’alto, devono avere le tue idee di gioco per aiutarti guardando la gara dall’altra, io preferisco stare in panchina perché sono sanguigno. La traversa? Mi dà più fastidio essere remissivo, le traverse ci possono stare, mi dà più fastidio il non giocare a calcio. Quando pensi a un processo nuovo serve un po’ di tempo e lo sappiamo. Mi ha dato fastidio l’atteggiamento iniziale perché così abbiamo aiutato la Sampdoria, spinta poi da quel pubblico. Gli abbiamo dato morale, gli abbiamo dato un paio di occasioni e i loro hanno subito galvanizzato i tifosi, questo gli dicevo quando preparavo la partita, bisognava andare forte, se vai piano vai inevitabilmente in difficoltà a Marassi. Nella ripresa siamo usciti e il loro entusiasmo è calato. Anche con il Cittadella dovremo essere aggressivi, con la palla se saremo lenti sarà un problema, dobbiamo sapere che partita andranno a fare loro, in quello dovremo essere bravi, se non capisci la partita vai in difficoltà. Cambi? Sicuramente qualcosa cambierò, quando giochi ogni tre giorni la terza partita diventa più pericolosa, vale per tutti, secondo me è giusto dare opportunità anche agli altri”.