Reyer Venezia, Wiltjer: "Mi sento fortunato ad essere in Italia, bello essere allenati da Spahija"
Kyle Wiltjer ha parlato ai microfoni del canale YouTube della LBA commentando il suo arrivo e ambientamento alla Reyer Venezia. Queste le sue parole.
Come ti stai trovando in Italia?
“Sto molto bene, mi sento fortunato ad essere in Italia, giocare qua è stato un mio sogno per un po’ di tempo. I ragazzi qui a Venezia sono fantastici, molti personaggi divertenti, molte personalità… Sicuramente Tucker è molto divertente. Ma a parte questo, buoni giocatori, d’alto livello, molto talentuosi e Venezia è bellissima, era una delle destinazioni nella mia lista desideri”.
L’approccio con la Serie A italiana?
“Il campionato è molto duro, ci sono tanti giocatori forti. L’inizio è stato ottimo e speriamo di portare avanti questo momento in campionato, dobbiamo affrontare una partita per volta e goderci il processo”.
Tuo padre ha un passato da giocatore anche in Italia:
“Sì, lui appena ho firmato in Italia mi ha detto che era uno dei suoi posti preferiti per giocare, era entusiasta e condivido il suo entusiasmo, appena ho firmato in Italia tutti i miei familiari mi hanno chiesto di venire per vedermi giocare”.
C’è un giocatore che potrebbe farti da mentore nell’ambientamento alla Reyer?
“Penso probabilmente Marco Spissu, è un play con molta esperienza in nazionale, ci ho giocato spesso contro in questi anni, è un giocatore fantastico, altruista, ma sa segnare. Spero di imparare da lui di più sul campionato italiano”.
La tua precisione nel tiro da tre è una dote innata?
“Penso sia qualcosa con cui sono nato, quando avevo una certa età ho imparato a tirare e c’è voluto molto lavoro. Mio padre non tirava mai da fuori, giocava vicino canestro, quindi quand’ero piccolo mi ha fatto tirare, tirare e tirare. Quindi penso che ora sia una cosa facile e natura, ma è sicuramente qualcosa che ho imparato da giovane”.
Obiettivo stagionale?
“L’obiettivo principale è il campionato, speriamo di vincerlo e non puoi saltare dei passi per farlo, devi affrontare una partita alla volta, imparare dagli allenatori, ci saranno alti e bassi ma devi continuare a lottare ogni giorno”.
L’approccio con coach Spahija? Lo conoscevi già dall’esperienza in Spagna:
“Sì lo conosco molto bene, prima allenava in Cina, poi è andato in Spagna, abbiamo avuto delle conversazioni, è un grande uomo, ha un animo competitivo, speravo di giocare per lui un giorno, quindi sono fortunato che abbia alzato il telefono e che la Reyer Venezia mi abbia chiamat”.


