Venezia, Mattia Compagnon: il tuttofare chiamato alla consacrazione

20.07.2025 14:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, Mattia Compagnon: il tuttofare chiamato alla consacrazione

Nella prima amichevole stagionale con il Real Vicenza, Mattia Compagnon, terzo acquisto in ordine di ufficializzazione del Venezia, è sceso in campo con i "titolari", poi naturalmente usciti in toto al termine della prima frazione di gioco. Un buon auspicio, a cui si aggiunge quello del gol realizzato al 41' minuto, quinta segnatura del complessivo 8-0, per un giocatore che, ancor più dello stesso Andrea Adorante, rappresenta ad oggi il colpo d'entrata del club arancioneroverde con maggiore effettiva esperienza in serie cadetta tra tutti gli arrivi.

Nella sgambata di Falcade, Compagnon è stato provato in quella che potrebbe essere la sua zona di competenza in questa stagione, ovvero da quinto di centrocampo sulla destra sfruttando, considerando l'attuale ampia concorrenza nel ruolo, le sue doti poliedriche. Infatti, nella sua carriera, il classe 2001 si è distinto per la sua velocità e il suo dribbling secco sulla fascia destra del campo, in particolare in posizione di ala a piede invertito. In realtà, nel suo percorso, Compagnon ha anche giocato porzioni importanti di partita anche sulla fascia opposta come centrocampista centrale o, più come variante a sorpresa, sulla trequarti, come seconda punta e persino come attaccante centrale.

Insomma, dalla cintola in su, il calciatore italiano cresciuto nelle giovanili dell'Udinese, ha praticamente iniziato almeno una manciata di partite in qualsiasi zona del campo. Tale duttilità estrema aveva convinto la Juventus a puntare fortemente su di lui tanto che, nel gennaio 2021, la società bianconera convince il club friulano a interrompere il prestito al Potenza per cederlo alla società torinese folgorata dal suo talento, che su di lui investe poco meno di 4 milioni di euro.

Compagnon promessa Juve: il "tirocinio" in Serie B

Nella stagione successiva, Compagnon ha confermato quanto di buono dimostrato già nella prima annata in bianconero, aggiungendo 33 presenze, 6 gol e 4 assist al suo curriculum. Da quel momento, il rendimento del giocatore ha convinto la Juventus a privarsi di lui per permettergli di accumulare maggiore esperienza salendo di categoria, passando innanzitutto in prestito secco al FeralpiSalò neopromosso. In serie cadetta, il jolly di centrocampo non ha sortito alcun tipo di scotto, tanto che anche in Serie B il calciatore ha ribadito il suo record di 5 gol anche in un campionato di livello superiore.

Se le sue prestazioni e le sue reti non sono valse la salvezza della matricola lombarda, le sue performance sono comunque state all'altezza per ottenere la conferma in serie cadetta anche nella stagione sportiva successiva, questa volta al Catanzaro, realtà ambiziosa di Serie B, già outsider della categoria da neopromossa nella stagione precedente, ancora attraverso la formula del prestito, ma con diritto di riscatto per il club calabrese e l'obbligo di riscatto condizionato, comunque con la possibilità per la Juve di esercitare la contro-opzione a proprio favore. Con la compagine giallorossa, il livello di prestazioni del calciatore rimane di buon livello, seppur con appena 2 gol realizzati, contribuendo alla squadra di ribadire la grande annata passata con una semifinale play off Promozione. Al termine della stagione, ecco un nuovo salto di qualità, quello odierno permesso dall'arrivo al Venezia retrocesso dalla Serie A, ancora una volta in prestito, questa volta con obbligo condizionato e riscatto fissato a un milione di euro.

La stagione del bivio: il Venezia come salto di qualità

Nel corso dei suoi primi anni di carriera, Compagnon ha sicuramente effettuato una crescita di rendimento, adattandosi sempre meglio alla serie cadetta e specializzarsi maggiormente nel ruolo di ala a piede invertito, bravo nell'accentrarsi ma anche nei cross radenti e a mezza altezza. Accortezze che, in qualche modo, eludono alcuni suoi limiti perché, nonostante il calciatore sia uno dei giocatori più prolifici della storia della Juventus U23, questi non avrebbe dimostrato nel corso del tempo una grande capacità di finalizzazione sotto porta. Difficoltà che in parte possono trovare spiegazione nelle sue doti fisiche non particolarmente strutturate per un ragazzo di 171 cm e tutto ciò che ne può comportare come, ad esempio, una limitata capacità di difendere il pallone spalle alla porta e, in minor misura, una ridotta predisposizione alla fase difensiva nel suo complesso.

Tali limiti avrebbero ridotto gradualmente le prospettive della Juventus nei suoi confronti, regalando al Venezia un occasione interessante. Attualmente, la squadra allenata da mister Stroppa presenta proprio nelle corsie laterali i maggiori interrogativi: un paradosso, considerando il gioco sulle fasce una delle armi principali che lo hanno contraddistinto nella sua carriera da allenatore. Se la rosa arancioneroverde appare ad oggi più che adeguata per affrontare la categoria con alte prospettive, le maggiori incertezze sono forse proprio rappresentate dai giocatori disponibili sulle corsie. Per vari motivi, i vari aspiranti al ruolo, come ad esempio CandelaSagrado e aggiungendo anche Haps, il quale però da il meglio nella fascia opposta di campo, o varianti come Bjarkason, per motivi diversi non rappresenterebbero ad oggi delle certezze.

Infine, l'uscita di Francesco Zampano, la quale segue quella di Ellertsson e Zerbin, ad oggi metterebbero Compagnon nelle condizioni ideali di candidarsi come titolare quasi indiscusso della corsia destra. Dopo due anni di "apprendistato" in categoria, al Venezia, considerando le chiare ambizioni di promozione del club, è chiamato a un ulteriore salto di qualità al fine di puntare al riscatto. Da un punto di vista personale, con Stroppa alla guida tecnica, Compagnon sarebbe messo nelle circostanze di esaltarsi ulteriormente, magari avvicinandosi a quel prospetto che la Juventus aveva cercato quando aveva deciso di investire su di lui quattro anni prima. In questo senso, il giocatore potrebbe porsi come ulteriore stimolo quello di far rammaricare la sua vecchia società ancora detentrice del cartellino vista la possibilità di poterlo perdere per una cifra che, di contraltare, permetterebbe al Venezia di mettere a segno un vero e proprio affare.