Modolo: "Mi sento al centro di questo progetto, ma è il risultato di tanti anni di lavoro e di sacrifici"

21.06.2021 15:52 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Modolo: "Mi sento al centro di questo progetto, ma è il risultato di tanti anni di lavoro e di sacrifici"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Capitan Marco Modolo ha parlato a La Nuova Venezia della promozione in Serie A, ottenuta da unico superstite di quella squadra che ripartì dalla Serie D per ora arrivare alla massima categoria. Queste alcune delle sue dichiarazioni.

"Quando sono ritornato al Venezia, ero consapevole di "sposare" un progetto ambizioso, ma la Serie A era lontana, tanto lontana. Era un sogno, ma quel giorno che sostenni il primo allenamento da solo a Scorzè, il Venezia era in Serie D, ripartiva dopo l'ennesima estate in cui era stato costretto a salutare il calcio professionistico».

Il primo pensiero guardandosi indietro?
«Abbiamo percorso tanta, ma tanta strada, a livello di squadra, ma anche sul piano personale. Ricordo quel primo pomeriggio di metà agosto a Scorzè, l'allenamento sotto 40º, il colloquio con Perinetti. È stato un percorso con tantissime gioie e poche delusioni, per fortuna, anche se non sono mancati i momenti bui, soprattutto dopo i primi tre anni con la doppia promozione, la vittoria della Coppa Italia in Serie C e la semifinale playoff con il Palermo. Quando ho deciso di ritornare al Venezia, non ho avuto dubbi, alla resa dei conti, è stata la scelta giusta».

Modolo bandiera del Venezia?
«Magari per i tanti anni in cui ho indossato questa maglia. Mi sento al centro di questo progetto, ma è il risultato di tanti anni di lavoro e di sacrifici, ho affrontato ogni allenamento a mille all'ora, mi arrabbio anche quando perdo la partitella al Taliercio».

Sensazioni a essere il capitano del Venezia promosso in Serie A come Gianluca Luppi?
«È un valore in più, anche perché sono veneziano anch'io, seppur della terraferma, questi colori li ho nel cuore e nel sangue. Avevo centrato la Serie A anche a Carpi, ma allora ebbi un ruolo marginale. Questa promozione l'ho vissuta da protagonista, in prima persona, la sento veramente mia».

Zanetti valore aggiunto?
«Senza alcun dubbio, sono felicissimo che il tecnico sia rimasto con noi. È stato il primo a credere ciecamente nel gruppo che si è presentato in ritiro a San Vito di Cadore, ci ha trasmesso le sue certezze. Sarebbe stato diverso affrontare la Serie A senza Zanetti, adesso ci conosciamo bene, ripartire con un altro allenatore, sarebbe stato più complicato».