Di Mariano: "Guai a riapprocciare la ripresa così. L'infortunio il primo anno mi ha ucciso e non dovevo nemmeno giocare..."
Francesco Di Mariano ha parlato oggi in conferenza stampa partendo dall’analisi del match col Brescia: “Abbiamo sbagliato un po’ l’approccio a inizio secondo tempo, eravamo una delle migliori squadre per occasioni concesse e concedere sette palle gol in venti minuti contro una squadra come il Brescia, che è in fondo nonostante sia una grandissima squadra, non va bene. Per quanto dimostrato negli ultimi due mesi sinceramente dobbiamo stare più attenti ed evitare tutte queste palle gol contro squadre così importanti anche se magari in un momento difficile, è vero che abbiamo recuperato quasi tutte le gare in cui siamo andati sotto, talvolta non ci riesci e queste sono squadre importanti a cui è difficile far gol, se ti puniscono subito poi è difficile recuperarla”.
Dove siete mancati?
“Fino al gol abbiamo avuto le chance di Johnsen, Maleh, Modolo, Bocalon… per mezz’ora siamo stati una grande squadra, poi abbiamo preso quel gol e andando nuovamente sotto non era facile recuperarla, soprattutto perché davanti c’era una grande squadra. Quello che è stato sbagliato è l’approccio della ripresa, quello non deve succedere di nuovo”.
Siete andati in svantaggio 13 volte su 27 come l’anno scorso, come te lo spieghi?
“Il mister ha detto che siamo la squadra che concede meno e che subisce gol alla prima chance, è anche vero che facciamo altrettanto. Credo poco francamente alla sfortuna e a quelle cose là, sull’anno scorso non so dire, ora è tutto diverso. Sarà importante nelle prossime gare concedere poco, affrontiamo squadre che sanno farti male come Lecce e Monza”.
Cos’è cambiato in te con l’arrivo di Zanetti?
“Tre anni fa sono arrivato a otto gol a febbraio e l’infortunio mi ha ucciso, grazie a Zenga avevo trovato fiducia. Poi è successo quello che è successo, non ho potuto dare in quei mesi, poi con Dionisi ho recuperato ma c’era una situazione complicata. Zanetti ha cercato di tenere alta la competizione tra tutti noi e mi ha permesso di mettermi a lavorare per conquistare il posto, grazie a lui sono cresciuto a livello mentale”.
La ricaduta contro il Pescara forse è stata la vera mazzata:
“Contro il Pescara non dovevo giocare, la vecchia proprietà mi ha costretto, ho giocato ma nonostante gli sforzi non ce l’ho più fatta. Potevo essere pronto per giugno o luglio e invece l’infortunio si è prolungato fino a dicembre, a gennaio sono state fatte altre scelte nonostante volessi restare”.
Ora si lotta per i primi posti e non più solo per salvarsi:
“E’ bello stare lassù, il primo anno col Novara ero arrivato ottavo, è bello lottare per i Play-Off, per qualcosa di importante. Anch’io negli anni in cui dovevamo salvarci guardavo le big in modo diverso scendendo in campo, c’era tensione. Ora sono gli altri a guardarci in modo diverso, quando giochi ti senti importante, è uno stimolo in più e quello ti fa fare meglio, le tue qualità si esaltano di più, quando invece hai solo due o tre occasioni nelle partite per un attaccante è tosta”.
Contro l’Ascoli come la vedi? Quanto vi manca Forte?
“Sarà una partita difficilissima, ci esprimiamo al meglio contro squadre che ti lasciano spazi per creare, so come giocano le squadre che lottano per salvarsi. L’Ascoli è stato rivoluzionato a gennaio e cercherà di difendere al massimo la partita almeno per non perderla. Anche loro però hanno qualcosa da perdere, prima o poi un po’ di spazio ce lo lasceranno e dovremo essere bravi a sfruttarlo. Forte sappiamo quant’è importante, sono fiducioso sul suo recupero”.


