Modolo: "250 presenze un sogno, tutti vogliamo la salvezza per il Venezia, abbiamo bisogno di tutto lo stadio che ci sostenga"
Capitan Marco Modolo ha parlato quest'oggi in conferenza stampa dopo le 250 presenze con la maglia del Venezia, traguardo tagliato contro la Lazio. Queste le parole della bandiera arancioneroverde, che ha fatto il punto della situazione in casa lagunare.
Le 250 presenze con il Venezia:
"È una bella soddisfazione, mai avrei pensato di arrivare a fare 250 partite con questa maglia e di farle in Serie A all'Olimpico, non era neanche nei sogni più belli. C'è rammarico perché la speranza era di farle facendo anche punti importanti per la squadra".
Tra i pochi che hanno fatto queste presenze dalla D alla A:
"Sono tante ed è per me una cosa veramente speciale, il come sono state fatte queste 250 partite e il percorso. Abbiamo iniziato dalla Serie D, un passo alla volta con tanto lavoro abbiamo fatto sì che la 250esima fosse in uno degli stadi più belli d'Italia. Dentro ci sono anche anni di sofferenza perché ricordo gli inizi, magari non c'era un progetto così importante. Vedere il Venezia in D senza un progetto importante era brutto, però allo stesso tempo in questi ultimi sette anni c'era la sensazione si potesse fare qualcosa di importante".
Giuseppe Malaguti - Il morale della squadra?
"Siamo consapevoli del momento difficile, ma lo stiamo attraversando nel modo più giusto, ovvero confrontandoci per uscire al più presto da questo momento e lavorando sodo. La voglia di aiutarci, di sacrificarsi che c'è stata nell'ultima partita credo sia l'unica soluzione per ottenere la salvezza. Questa voglia di sacrificio è fondamentale, abbiamo visto che in Serie A se non hai questa forza caratteriale non ti viene perdonato nulla. Abbiamo allo stesso tempo dimostrato che quando ce l'abbiamo possiamo mettere in difficoltà qualunque avversario".
Come stai dopo gli ultimi infortuni?
"Ho avuto molti acciacchi fisici quest'anno, i più vecchi mi dicevano sempre che col passare del tempo meno giochi e più problemi hai e lo confermo, ho avuto qualche problema di troppo ultimamente. Ora sto bene, il mister ha la stima e la fiducia di tutto il gruppo, il mio obiettivo è di essere pronto da qui la fine per poter essere pronto quando mi chiamerà in causa".
Con te in campo spesso il Venezia ha fornito grandi prestazioni, c'è un effetto Modolo?
"Credo conti relativamente, nel senso che ho un attaccamento alla maglia, qualcosa dentro in più lo sento, ma allo stesso tempo sono arrivate grandissime prestazioni quest'anno anche senza di me. Quando vengo chiamato in causa cerco di fare del mio meglio, aiutando i compagni con la mia esperienza".
250 presenze quindi tanti attaccanti affrontati, il più forte? Che ricordi hai di quella gomitata di Dzeko contro l'Inter?
"Di attaccanti forti ne ho affrontati tanti, molto sta nell'adattarsi al ritmo della categoria. Immobile posso dire che mi è piaciuto molto, lo stesso Dzeko mi ha dato una sensazione di grande forza. Ma come in B mi ha impressionato Coda per esempio. Questi sono i più bravi che mi vengono in mente. Immobile contro di noi non ha toccato molti palloni ma ha fatto due gol, uno annullato e quello della vittoria, in A magari non li vedi tanto ma sono molto cinici. Sull'episodio sicuramente non c'era la volontà di Dzeko di far male, ma con un gomito così largo praticamente sempre l'arbitro ferma il gioco, il colpo era evidente. Mi è dispiaciuto perché dall'episodio è nato il gol e non siamo riusciti a chiudere il primo tempo in vantaggio, avrebbe reso la partita dura per l'Inter".
Che ricordi hai di quell'esordio 13 anni fa con Collauto che ti faceva i cross e i tuoi otto gol?
"Ricordo che di quegli otto gol sette siano arrivati su assist di Collauto, era il top player della squadra, non dico che partissimo già in vantaggio, ma partivamo sapendo che avremmo avuto almeno quattro chance clamorose perché Mattia aveva un piede clamoroso. Quando riparti così, ricordo che era agosto, è difficile. In ritardo di un mese rispetto alle altre è tosta assemblare la squadra, infatti poi nonostante la seconda parte importante di stagione non siamo riusciti ad arrivare tra i professionisti. Ho bei ricordi però di quelle prime esperienze in prima squadra, hanno aiutato a formarmi come calciatore".
Giuseppe Malaguti - In queste ultime partite i tifosi saranno fondamentali:
"Sicuramente, siamo i primi responsabili e consapevoli che in alcuni momenti delle partite non siamo stati presenti nel modo giusto in campo. Allo stesso tempo mancano dieci partite, stiamo vivendo tutti un sogno e abbiamo bisogno di tutto lo stadio che ci sostenga. La promessa che mi sento di fare a nome della squadra è che l'atteggiamento non verrà sbagliato in queste prossime dieci partite, se daremo tutto fino all'ultimo minuto potremo compiere il miracolo".
I giocatori con più esperienza possono fare da trascinatori del Venezia in questo finale di stagione? Penso a te oltre a magari Vacca, Fiordilino...
"Tutti ci teniamo allo stesso modo alla salvezza perché ne va della carriera di tutti, dal primo che è Molinaro che non è in rosa ma che ci dà un contributo a livello emotivo incredibile tutti i giorni, è il primo a stimolarci, fino all'ultimo arrivato. Chiaro che chi è qui da qualche anno in più può avere quel qualcosa dentro per aiutare il compagno più giovane nei momenti più giovane per tenere duro, ricordando l'importanza di cosa significhi salvarsi a Venezia in Serie A. Sicuramente noi possiamo dare qualcosa in più dal punto di vista dell'esperienza, non diretta in A ma in generale durante la partita, c'è bisogno ogni tanto di spingere i più giovani. Credo allo stesso tempo che a dieci giornati dalla fine devono aver capito l'importanza di queste gare, dal primo all'ultimo sappiamo di dover dare tutto noi stessi, sia i giovani che i più esperti".
Che valore aggiunto dà avere persone come Collauto o come te che sono del territorio?
"Collauto è una persona fantastica, ha sempre una parola positiva, d'aiuto per il compagno al tempo e per i giocatori adesso, sa sempre toccare i tasti giusti nei momenti giusti. Allo stesso tempo essendo veneziano ha a cuore questa maglia, ci tiene più di tutti e pretende tanto, soprattutto sotto l'aspetto degli atteggiamenti. Lo fanno un po' tutti i direttori ma si sente il suo attaccamento alla maglia. Aiuta quindi ma allo stesso tempo pretende, è un valore aggiunto e lo sarà ancor di più in queste prossime dieci partite. Per quanto riguarda me oltre a San Siro, l'Olimpico e la A in generale che è un altro mondo, ricordo che a scuola da me tutti tifavano Inter, Milan o Juventus, adesso invece sento spesso bimbi che tifano Venezia, anche allo stadio ne vedo tanti, credo sia la cosa più bella che abbiamo fatto in questi anni. Fa capire che dietro a ciò che stiamo facendo c'è un mondo, abbiamo permesso alle famiglie di riavvicinarsi alla squadra, deve darci forza in queste ultime dieci partite, per me che sono del territorio è la cosa più bella".


