Venezia-Cittadella, la crisi ora è aperta

27.12.2019 16:15 di  Andrea Iannazzo   vedi letture
Venezia-Cittadella, la crisi ora è aperta

Eccoci all'indomani dell'ennesimo risultato negativo, è arrivato il momento finalmente di prendere atto che la crisi c'è e va affrontata, non bisogna più fare gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia. Questo Venezia non vince da 7 giornate, e se si esclude la vittoria contro il fanalino di coda Livorno (con cui si è anche faticato), sono ben 11 le partite da cui non si aggiungono 3 punti alla propria classifica.

Pensare che la squadra aveva fatto ben sperare ed era arrivata a ridosso della zona play off seppur essendo afflitta da una pareggite acuta. Questa squadra aveva dimostrato carattere, di sapersela giocare con squadre anche più blasonate, notasi la bella parità seppur sofferta com il Frosinone ad esempio. Soprattutto c'era quella solidità che aveva garantito 5 goal subiti nelle prime 7 giornate. La consapevolezza nei propri mezzi faceva sì che la squadra anche non esprimendo il miglior gioco possibile riusciva quasi sempre a trovare un modo in cui segnare,  ora quella consapevolezza si sta smontando piano piano, partita dopo partita.

Inizia così a venir meno la fiducia nei propri mezzi e gli errori aumentano inesorabili, in più l'assenza di Zuculini a centrocampo si sta facendo sentire e non poco, lui che grinta ed intensità ne aveva da vendere, quella che sta iniziando a svanire nel nulla. I risultati negativi stan portando solo negatività e ieri lo si è notato ancor di più. La squadra non pressa più come ad inizio stagione ed è comprensibile visti i tanti impegni con un organico così ristretto (ormai ruotano sempre gli stessi e le squalifiche, oltre che gli infortuni, stanno fioccano);non è comprensibile la svogliatezza dimostrata soprattutto nei primi minuti di gara!

Le altre squadre ci affrontano iniziando sempre aggressive e pressando molto, così da mettere subito le cose in chiaro e in modo tale da poter gestire la partita stabilendo sin dall'inizio chi è il cacciatore e chi la preda. Ci aggiungo poi la poca lucidità in molte scelte, oltre che il mancato dialogo tra i due centrali! Le partite passano e l'affinità non arriva mai, in poche parole la difesa non c'è, se non si sbaglia di testa ci si fa imbucare da passaggi mal coperti o da lanci mal gestiti. Inoltre i terzini non danno la giusta spinta, malgrado Lakicevic ci provi, i piedi abbiamo visto essere quelli che sono, mentre Ceccaroni lascia partire sempre troppi cross, accendere un cero nella speranza che soprattutto Felicioli torni al più presto non si sa se basterà o se sarà ormai troppo tardi, passare alla difesa a 3 forse sarebbe una scelta da prendere in considerazione.

Passando al centrocampo, ormai manca di brio, e l'unico in grado di poterlo dare con qualche giocata, ovvero Vacca, era purtroppo indisponibile. Si dice che la miglior difesa è l'attacco e malgrado gli errori dei centrali sembra alquanto normale che se non si attacca mai ma si subisce solo, prima o poi il goal lo si prende, e iniziare le partite sempre sotto significa dover remare il doppio. Ricordiamo poi che senza Lezzerini il risultato sarebbe potuto essere molto più amaro nonostante la mezza papera sul goal dello 0 a 2.  Ecco che così si finisce sempre ad attaccare quando ormai è troppo tardi, nell'ultima mezz'ora, con discreto insuccesso visto che con le premesse espresse finora l'attacco risulta essere isolato e non adeguatamente assistito, le occasioni vengono misurate con il contagocce.

È vero, ieri si è perso con la terza in classifica, ma con un campionato così aperto vuol dire poco o nulla, oltre al fatto che ci si porta semplicemente dietro gli strascichi delle altre partite. Prestazioni del genere non meritano l'affetto del nostro popolo arancioneroverde, urge un cambiamento ma se il nostro capitano, il quale dovrebbe dare l'esempio, continuerà su questa strada (e rifaccio notare la finta di infortunio dopo il secondo goal, vergognosa a mio modo di vedere), beh, sarà dura. Non si può trovare una scusa per tutto, magari il dolore c'era ma questo non è l'atteggiamento giusto con cui rialzare la testa, è il momento che Dionisi prenda le redini di questa squadra e soprattutto che ogni giocatore capisca che nessuno ha la maglia garantita, bisogna sudarsela e guadagnarsela.

Le frecce a disposizione del proprio arco sono poche ma vanno scagliate tutte, un cambio di modulo sarebbe un tentativo quantomeno auspicabile e con il mercato ormai, per fortuna, alle porte, è giunto il momento di rimediare.