Zanetti: "Troppa paura in questo momento. La mia posizione? Darò tutto per il Venezia e la A, sono disposto anche ad ammalarmi"
Mister Paolo Zanetti ha commentato in conferenza stampa la sconfitta per 1-4 del Venezia contro il Sassuolo.
L’analisi del match:
“Quando perdo, al di là del risultato, è impossibile per me non essere frustati, la partita va però analizzata con lucidità. Se regali un gol subito la metti in salita. La giornata a livello di episodi è stata completamente no, è paradossale parlare di spirito dopo l’1-4 è difficile ma è stato un atteggiamento diverso rispetto a Verona. Non abbiamo creato meno del Sassuolo, ma loro hanno segnato e noi no, quindi il risultato nei numeri è bugiardo. Sicuramente l’avversario ha più talento, questo ha detto il campo, però è una partita che ci deve far tanto male, siamo arrivati a un punto della stagione dove non ci possono essere più alibi, non ci può essere la scusa dell’inesperienza, dobbiamo dimostrare chi siamo, ad oggi stiamo dimostrando di meritare la posizione in cui siamo. Spero che questa partita dia a tutti uno scatto d’orgoglio, che ci deve far tornare convinti delle nostre capacità, con comunque la giusta paura, in questo momento ce n’è tanta, ci tremano le gambe, quando invece c’è da reagire perché siamo acqua alla gola ci siamo, anche se abbiamo in quel momento subito il rigore che ha richiuso la partita. Su tutte queste cose dobbiamo fare un passo in avanti”.
I problemi sono ultimamente ridondanti, anche oggi la prestazione non è stata tutta da bocciare ma sono arrivati ancora una volta due gol subito:
“Noi abbiamo un problema psicologico importante, non è vero che subiamo sempre il gol all’inizio, nelle ultime due gare abbiamo avuto due approcci importanti calando nella ripresa, oggi è diverso. Parliamo di approccio però abbiamo preso gol dopo veramente un minuto e non è colpa solo di chi fa l’errore, c’è tutta una serie di errori nelle nostre ultime partite, anche col Torino il gol arriva abbastanza presto e poi la ribaltiamo. Noi abbiamo questo problema e caratteristica, spesso nei primi minuti c’è un errore, questo non ci fa già essere già retrocessi, ci fa essere ancora in corsa e mette a nudo però le nostre difficoltà e non è che non ci lavoriamo, tutti i giorni cerchiamo una soluzione. C’è chi dice che con l’esperienza si migliora queste cose, secondo me però l’esperienza la fai sbagliando e se continui a sbagliare in questo senso qualcosa non va. Oggi nel primo quarto d’ora ci siamo messi in difficoltà da soli, perché c’è il gol preso subito e il fallo di mano. Andare subito sotto di due e quindi fare tre gol diventa dura, poi abbiamo tentato di riprenderla, contro una squadra che è forte e ha dimostrato di esserlo”.
Si sono sentiti rimproveri importanti nel primo tempo, un “sei sempre in ritardo” si è sentito distintamente, cos’è successo nell’intervallo?
“No quanto detto all’intervallo non lo dico qua, l’urlo che si è sentito nel primo tempo era per Haps, che non accorciava ma perché aveva paura. Nel primo quarto d’ora eravamo preoccupati ma perché l’episodio pesante era già successo e quindi la condizione mentale si è fatta subito difficile, ci è voluto un altro spezzone di gara per poi reagire, il fatto è che l’avevamo già compromessa. Alla fine la squadra è effettivamente uscita con i crampi, ha dato tutto, non è stato quel tipo di giornata in cui è mancata la volontà, anzi oggi abbiamo rincorso continuamente sia il gol che i nostro errori, ci sono tanti episodi, il rigore non dato a Henry, quelli annullati per fuorigioco, il rigore sbagliato, quindi il Sassuolo qualcosa ha concesso, ma le due squadre attualmente sono queste. Devo dire un’altra cosa, non è un alibi, abbiamo avuto diverse defezioni, Crnigoj e Ampadu hanno avuto la febbre, Johnsen una distorsione, Cuisance e Busio problemi fisici, sono cinque giocatori importanti, non è un alibi, ma sono assenze pesanti per noi”.
Hai avuto l’impressione che l’arbitro avesse due pesi e due misure?
“Non ho detto nulla di che, non l’ho neanche offeso, ma negli altri rigori è stato convintissimo anche su quello mezzo e mezzo, sul nostro ci ha pensato cinque minuti. Non voglio rincarare la dose, anche perché mi ha già buttato fuori, ma la conduzione è stata discutibile, questo mi sento di dirlo”.
Un commento sulle parole prepartita del ds Collauto?
“Non so cosa abbia detto Collauto prepartita, ma credo volesse consolidare la mia posizione. Conosciamo il calcio, in un momento di difficoltà il tecnico va nel mirino, io ci sto e non è un problema. Ho fatto scelte pesantissime di vita per restare qua, amo questa piazza e in generale sono stato uno dei pochi disposto a fare certe scelte per restare dove mi sento amato. Voglio il Venezia in Serie A, finchè sarò in grado di dare un contributo sarò qui, in questo senso conta solo il giudizio del presidente Niederauer con cui mi sento tutti i giorni. Vorremmo tutti essere al punto del Sassuolo, che però è da anni che lavoro, la base è stata creata ancora da Di Francesco, poi migliorata da De Zerbi e Dionisi, poi è chiaro che se ti salvi prendi altri soldi, costruisci e migliori. Io sono al 100% al lavoro per aiutare il Venezia a mantenere in A, sono anche disposto ad ammalarmi, a dare tutto per questa maglia e questi colori, questo però devono farlo anche i calciatori”.


