Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

11.05.2021 09:21 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Ecco a voi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

CITTADELLA - VENEZIAMESTRE 1-1

IL CHIEVO OLTRE LA SIEPE

Quinti. Dopo novanta godibili minuti e un torello finale pamplonesco, arrivò la tanto attesa sentenza. Sarà l’allegra brigata Campedelli, ispiratrice della serie “Diavoli”, la temuta e temebonda avversaria del VeneziaMestre nel primo turno dei play off per la Serie A. L’1 a 1 tra i nostri eroi in versione più rimaneggiata di un centro equestre e il “Sitadea” cristallizza le distanze tra le fazioni, mentre per gli ultimi due posti si è assistito ad una serie di ribaltamenti degna delle migliori soap operas latinoamericane, con l’ostico Brescia che fino all’ultimo sembrava dover essere il nostro più che sgradito avversario. D’altra parte di partite semplici a questo punto della stagione non ce ne sono più, e le preferenze di contendente sono al massimo dettate da gusto personale, kabala, visione del mondo e credenze tribali assolutamente opinabili. Un po’ come scegliere l’hit estiva preferita tra Baby K e Giusy Ferreri in un esercizio oltre che sciagurato, intrinsecamente carico di masochismo. L’Unione, come accennato, si presentava tra le Mura della Tebe dell’alta padovana con un mix di elementi poco utilizzati e innesti dalla nazionale cantanti, con l’obiettivo di far riposare i più in vista della battaglia di giovedì, imitata, forse in modo meno intensivo, dal Cittadella. Dico forse perché il Cittadella è un gioiello imperscrutabile, una sorta di App svuota frigo calcistica che promette di trasformare lo scalogno marso e le ultime due sottilette in piatti da Chef stellato. Ogni anno trasforma in futuri campioni, vendendoli a peso d’oro, giocatori delle serie inferiori e reduci dal Tag, per andare poi a pescare, grazie a Nonno Ippei Marchetti, altri scapestrati dell’oratorio in un circolo virtuoso che sembra impassibile al tempo. Tanto di cappello. Venendo al match, il risultato di tanta originalità tecnico tattica è stato per gran tempo apprezzabile, con l’Unione che ha avuto subito una grossa occasione quando una scampanilata di Fra Tac Felicioli è arrivata all’islandesino Bjarkason che, tutto solo davanti a Kastrati (un nome un pensiero doloroso) non ha potuto fare altro che sparare addosso all’estremo eunuco. Poco dopo Dezi, una specie di Gianluca Grignani mannaro, perdeva una palla sanguinosa, ma tutto si risolveva in una puntonata innocua a scaldare i guantoni del redivivo Pomini. Il record di sfiga di Di Mariano iniziava a traballare quando il Doge Boca non riusciva a capitalizzare un goffo e fortunato rimpallo difensivo. Per giustizia divina il bomber di Cannaregio aveva però presto la sua rivincita: filtrante di sublime bellezza di Grignani, scatto del Boca e pregevole sinistro a battere il re Virro. Una rete meritata per un giocatore tutto cuore che ha subito in questi mesi dai suoi concittadini e tifosi critiche, permettetemi di dirlo, ingenerose per l’impegno e l’attaccamento alla maglia dimostrati. Purtroppo per noi il vantaggio arancioneroverde durava il tempo del canonico tè caldo. Appena rientrati in campo Baldini riceveva appena fuori area e lasciava partire un esterno dalla traiettoria arcobaleno che si insaccava all’incrocio dopo aver carezzato il palo. A quel punto la partita cominciava a spegnersi come due amanti ingrigiti dal tempo. Aramu e Bocalon avevano due occasioni succulente per fare gol, mentre per il Cittadella Cassandro sussurrava messaggi di sventura colpendo la traversa con un bolide da fuori area. Ultimi sussulti, in ordine sparso, una punizione a fil di palo di Aramu e una parata plastica dell’agile Pomini. Il finale era la sagra del passaggio di Desenzano Calabro, fortunatamente interrotta dal triplice fischio dell’arbitro. 

Il campionato si è quindi chiuso, con una posizione da sogno per i pronostici della viglia su cui è forse addirittura lecito recriminare qualcosina vista la qualità non così irraggiungibile di chi ci ha preceduto in classifica. Ma è inutile parlare con il condizionale, come ci ricorda nonno carriola un po’ spazientito. C’è ancora una partita davanti a noi, difficile come il secondo album nella carriera di un artista. Un altro tango da ballare, sperando che il nostro sogno di una notte di mezza primavera possa andare ancora avanti.

Forza fioi!

IL PAGELLONE

POMINI: rientro da titolare in una bella giornata di sole per Albertone; può solo osservare quando Baldini scarica il tiro della vita all’incrocio dei pali e quando Cassandro va vicino a imitare il collega scheggiando la traversa con un’altra scaloppina dai trenta metri; per il resto un paio di parate plastiche, un cinque ai compagni e tante parole di stima. GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO voto 6,5

FERRARINI: inizia terzino, chiude centrale; in entrambi i ruoli gioca con una spavalderia ed una pace sensoriale fuori dal comune per un bocia della sua età. APPLAUSI PER FIBRA voto 6,5

MOLINARO: centosettanta grammi di esperienza in un bicchiere di sambuca. CAFFE’ CORRETTO voto 6,5

SVOBODA: da tempo non più una sorpresa, difende con autorità, sguardo truce e tanta tanta voglia di restaurazione asburgica. GENERALE RADETZKY voto 6,5 - MAZZOCCHI: mezzora per rovinare il manto erboso sulla fascia, ci prova con razionalità. CARTESIO voto 6

FELICIOLI: si risolleva dopo la prestazione caracollante coi tamarri, sbaglia poco, concede poco, crossa molto, a volte benino a volte insomma ecco no. I WANT TO BELIEVE voto 6 - RICCI: nei pochi minuti a disposizione si fa notare con una serpentina al fulmicotone terminata con un abbattimento premeditato. ORSO GRIZZLY voto 6

DEZI: se Lele Adani avesse visto quel paio di palloni persi da Jacopone sulla sua trequarti avrebbe senz’altro dato di matto; meno male che il capellonissimo numero 8 si fa perdonare con un lancio assai libidinoso che Bocalon trasforma in gol. VENI, VIDI, DEZI voto 6 - FIORDILINO: entra quando sulla partita è già scesa la sera ed il buio, annusa l’erba, gigioneggia sulla mediana, triplice fischio, e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti. MADRE HO IMPARATO L’AMORE sv

MALEH: ennesima prova di quantità e qualità anche nel soleggiato pomeriggio di Cittadella dove tutto sommato non ci si gioca granchè, ma mister Zanetti sa di poter contare sui suoi 17 polmoni. NGOLO KANTE’ voto 6,5 - ROSSI: si rivede il più giovane della compagnia, gioca con tranquillità e un filo di timidezza come si addice ad un giovane innamorato. ROMEO voto 6

STCLAIR: lo zar di tutte le Scozie è forse l’uomo col minor minutaggio stagionale e un po’ si vede; tenta di scrollarsi di dosso la ruggine con tanta corsa ma fa un po’ di confusione. GELTIX ANTIRUGGINE voto 6 - ARAMU: entra col piglio giusto e minaccia la porta avversaria con protervia. MAGO MAICOSUEL voto 6,5

BJARKASON: quando la formazione è stata diramata, ci siamo un po’ tutti domandati dove avrebbe giocato: mezzala? ala? Portiere volante? Guardia? La risposta è venuta quando con la sua rapidità ha messo in apprensione i legnosi centrali avversari per tutto il primo tempo. Una volta retrocesso in mediana perde in efficacia e si dissolve nella luce calda del meriggio. STELLA DEL MATTINO voto 6

JOHNSEN: gioca bene e mette in costante apprensione gli avversari col suo passo felpato e il suo capello biondo accecante, ma gli manca la zampata finale, sia essa un tiro, un assist, uno sguardo complice, un’intesa silenziosa. ORDIGNO INESPLOSO voto 6,5

BOCALON: gioca una partita di livello segnando finalmente un bel gol, non senza essersi tolto lo sfizio di sparacchiare sul portiere o sopra la traversa due palloni che sembravano più semplici di quello insaccato. BUONA FORCHETTA voto 6,5

ZANETTI: presenta una formazione che mette in crisi quelli che devono annunciarla sui social nonchè quelli che la devono presentare in televisione, ma non certo noi che abbiamo decenni di esperienza a football manager. Gioca spavaldo dando spazio a chi meno ne ha avuto e porta a casa la quinta piazza che significa primo turno playoff col Chievo. È arrivata l’ora di sognare. DREAMER voto 7