Sampdoria-Venezia 0-0, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Sotto l’incessante pioggia scesa sullo stadio Marassi, si conclude a reti bianche la sfida della trentesima giornata di Serie B tra Sampdoria e Venezia. Fra le due squadre, è certamente quella di mister Stroppa ad andare più vicina al pieno bottino, costruendo alcune occasioni interessanti, in particolare con Hainaut nel primo tempo e con Busio nella ripresa mentre, per i ragazzi di Lombardo, l’unico vero brivido arriva su una conclusione di Begic nella prima frazione su un pallone perso a centrocampo. Nel complesso, l’imprecisione sotto porta costa la mancata vittoria agli arancioneroverdi che però, con il pareggio, conservano il primato in classifica, mantenendo sostanzialmente invariate le distanze con una giornata in meno da disputare.
UP
2) SVOBODA
Il cambio di guida tecnica da sicuramente una scossa alla Sampdoria la quale, sia nel primo che nel secondo tempo, mette in campo ordine e determinazione. Inoltre, il nuovo allenatore ha la capacità di leggere e interpretare la partita e, dopo una prima frazione di attesa e resistenza, stretti nella propria trequarti campo, nella ripresa offre uno spartito molto più audace, con un pressing più alto e la voglia di impensierire dalle parte di Stankovic. Nella sostanza però questo non avviene perché il lavoro della difesa guidata da capitan Svoboda è puntuale. I rifornimenti per Brunori vengono stoppati di volta in volta e anche Cherubini e, leggermente meno, Begic, vengono limitati piuttosto bene, tanto che i doriani non riusciranno mai o quasi ad affacciarsi pericolosamente nei pressi della porta, con il Venezia che, dal canto suo, può così portarsi a casa il terzo clean sheet consecutivo.
1) BUSIO
Il centrocampista americano è probabilmente il giocatore a risultare più frizzante non solo per il proprio reparto, ma anche dell'intera squadra. Il gioco e la tecnica del Venezia, rallentata dalla pioggia che per novanta minuti accompagna la partita, sempre accompagnare la compagine arancioneroverde ad eccezione proprio di Busio, la cui capacità di distribuire palloni per il campo pare rimanere invariata. Nel primo tempo complessivamente di controllo, a tratti un pò sterile, è quello che più di tutti si prende la licenza di suggerire dei palloni a favore degli inserimenti del giocatore di turno, mentre nella ripresa sembra pronto a sfruttare i maggiori spazi concessi dalla Sampdoria, da quel momento molto più offensiva.
D'altronde, se non manca l'intensità e le giuste idee, queste non vengono eseguite sempre adeguatamente, considerato che, con appunto una partita complicata da condizioni atmosferiche avverse, anche lui, seppur meno di altri compagni, non si distingue per precisione così come freddezza sotto porta. Proprio lui ha l'occasione più nitida della ripresa, su un passaggio questa volta perfetto di Adorante, ma il tiro troppo centrale trova l'opposizione di un ottimo Martinelli. Un occasione fallita che non inficia la sua prova complessiva, ma che fa certamente crescere il rammarico per una partita nel quale non sono mancati i presupposti per la vittoria.
DOWN
NESSUNO
Può apparire insolito che, in una partita contro una delle squadre più in difficoltà della zona sinistra della classifica, non ci siano bocciature tra le fila della squadra prima in classifica. Eppure, sebbene il Venezia offra una prova con qualche spunto in meno e con diversi giocatori meno brillanti, non c'è un elemento sugli altri del quale si possa chiaramente indicare negativamente. Anche al Marassi, scende in campo una squadra non solo volitiva, ma organizzata e pugnace, ma che questa volta fatica più del solito a trovare la chiave per aprire il lucchetto di un avversario deciso a non sfigurare davanti al proprio pubblico dopo un periodo molto difficile. Ci provano gli esterni, su tutti Hainaut, che però questa volta difetta di freddezza sotto porta, con un Adorante altrettanto poco ispirato seppure sempre molto attivo. Inoltre, continua il periodo meno brillante di Kike Perez, inizialmente impiegato da vice-Yeboah come contro l'Avellino, ma anche Casas e Lauberbach non riescono a pungere più di tanto nella loro mezz'ora a disposizione dal loro ingresso. Non è dunque la serata giusta per molti, almeno a livello offensivo, ma da contraltare c'è la prova complessiva comunque convincente e che denota come la squadra sia in salute, sia sul piano atletico e sia su quello mentale.


