Esposito: "Sono ancora molto incosciente. Quest'anno mi è servito per crescere e per farmi capire che non tutto è bello"

18.03.2021 14:14 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Esposito: "Sono ancora molto incosciente. Quest'anno mi è servito per crescere e per farmi capire che non tutto è bello"
© foto di Venezia FC

Sebastiano Esposito, si è raccontato ai microfoni de "La Giovane Italia", in onda su Sky Sport. Queste alcune delle sue dichiarazioni riportate fcinter1908.it: "Sono ancora molto incosciente, faccio delle cose e magari dopo averle fatte ci penso. Questo può essere un difetto ma anche un pregio, in campo sicuramente sarà un pregio fare le cose senza paura e senza pensarci due volte, fuori dal campo può essere un difetto perché bisogna pensare prima di fare le cose".

Il gol contro il Genoa? "Dico la verità: quando sono andato a calciare il rigore, prima avevo chiesto a Lukaku se potevo. Anche se ero il più piccolo in Primavera andavo sempre a calciare io, d'istinto sono andato vicino alla palla, poi ho visto questo "bestione" che l'aveva presa... Allora sono andato lì e gli ho detto: "Dai Rom, per favore, fammi calciare!". Lui ci ha pensato un attimo, ha sentito la Curva che diceva "Seba, Seba, Seba!", si è girato e mi ha tirato un missile nello stomaco, mi ha dato la palla e ho calciato. La verità è che, se dovessi calciarlo adesso, avrei 10 volte la paura che avevo prima. Non realizzo ancora oggi di aver fatto gol. Da lì sono iniziate tutte le pressioni del mondo: anche da lì il rendimento è calato sempre, la strada ha cominciato a farsi in salita, fino a lì era stato tutto bello, tutto rose e fiori, veniva tutto facile. Ora, a distanza di un anno e qualche mese, dico che quest'anno mi è servito per crescere e per farmi capire che non tutto è bello. Sono stato fortunato e bravo a sfruttare tutte le occasioni che ho avuto, in altre occasioni avrei potuto fare di più, ma adesso bisogna andare avanti".

Gli inizi? "Io sono stato fortunato, avevo un campo da calcio sotto casa mia: mi piace tornare lì, anche se ora il campo non è nelle migliori condizioni. Giocavo scalzo, dappertutto: spero che un giorno possa tornare com'era prima. Faccio una promessa: se un giorno dovessi essere riuscito a fare carriera, metterò a posto quel campo".