Forte: "Arrivato in Serie A per restarci, ci sarà da battagliare"

09.08.2021 15:46 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Forte: "Arrivato in Serie A per restarci, ci sarà da battagliare"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Lo Squalo Francesco Forte è stato raggiunto dai microfoni del Gazzettino. L'attaccante ha fatto il punto della situazione in vista dell'imminente ritorno alle partite ufficiali, dove ogni gol sarà pesante. Queste alcune delle sue dichiarazioni e si parte con il cambio di look, un dettaglio forse, ma l'addio al capello lungo che lo aveva contraddistinto nell'ultima stagione non è passato inosservato.

"Veramente il capello lungo era una conseguenza della pandemia perchè durante il lockdown non si poteva andare dal barbiere. Ma adesso è arrivato il momento di tornare alle vecchie abitudini, diciamo che è un ritorno alle origini. Inter? Quando sono andato via dall'Inter sapevo che probabilmente non ero ancora maturo per affrontarla, specie giocando in una squadra fatta di fatta di campioni, c'era gente come Milito, Zanetti, Sneijder. Sono andato via e nella testa la mia visione era quella di fare un percorso per arrivare in serie A per rimanerci: quindi ora il mio obiettivo, come quello del Venezia, è salvarci. Esperienza? Penso che in un attaccante sia fondamentale. Perchè non dico che sai dove arriva la palla, ma i movimenti che facevo a 20-21 anni non sono quelli che faccio adesso. All'epoca cercavo di imparare, guardare le punte più esperte per vedere come si muovevano. Nel corso degli anni sono riuscito ad immagazzinare tutto questo, ogni compagno di reparto in questo senso per me è stato importante. Idoli? Sono cresciuto con i miei due idoli, oltre a Totti, visto che sono romano e romanista: Inzaghi e Vieri. Tutt'oggi continuo a guardare i loro video su YouTube, perchè sono due attaccanti che hanno fatto la storia del calcio italiano. Piú che alle caratteristiche guardavo al loro fiuto del gol, che sicuramente avevano in comune. Henry o Niang una manna? Assolutamente, così come tanti altri giocatori forti accostati al Venezia: più siamo competitivi e meglio è, perchè si alza il livello della squadra. Ma questo non toglie che qui c'è già gente forte. Che Venezia sta nascendo? Una squadra sulla falsariga dello scorso anno, anche se questo non basta, perchè per fare bene in A bisogna migliorarsi, crescere, io per primo. Bisogna sacrificarsi, sputare sangue fino all'ultimo perchè ci sarà da battagliare: la base è buona, ma serve di più, andare oltre l'ostacolo. Soprattutto mai sentirsi appagati".