Scibilia: "Preoccupazione per Vacca è stata naturale"

21.04.2020 16:29 di  Davide Marchiol  Twitter:    vedi letture
Scibilia: "Preoccupazione per Vacca è stata naturale"
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© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Durante l'intervista di Tuttomercatoweb.com ad Antonio Vacca, il DG Dante Scibilia ha fornito alcune precisazioni circa la posizione della società: "I ragazzi, i calciatori, in questa storia non sono dei privilegiati. Sin dai primi sintomi il ragazzo è stato seguito dal medico sociale, col quale era in contatto due volte al giorno. Da tempo avevamo interrotto gli allenamenti. Non c'era bisogno di altre misure di contenimento, i ragazzi erano isolati. C'è stata preoccupazione, però, naturale. Temevamo che altri due ragazzi avessero contratto il virus: hanno fatto i test, sono risultati negativi nonostante febbre e tosse. Magari altri possono averlo avuto ed esser stati asintomatici. Questo lo verificheremo quando capiremo i protocolli medici in modo più specifico, ci sarà uno screening più completo, appena avremo i test".

Il club è stato molto tempestivo nel seguire il ragazzo in difficoltà: "Inevitabilmente. Stiamo vivendo in un mondo dove il virus non è pienamente conosciuto ma la dottrina prevalente dice che comporta anche conseguenze respiratorie, cardiovascolari, renali. E' opportuno fare verifiche, da subito, coi medici del club sui ragazzi. Però, specifichiamolo nuovamente: non parliamo di privilegiati. Non abbiamo corsia preferenziale, tanto è che il tampone è arrivato dopo la sparizione dei sintomi. E' che abbiamo insistito usando i canali che usano tutti, con tanta determinazione. C'erano tutti i sintomi, era necessario. Oggi i tamponi non sono facilmente reperibili, la struttura sanitaria è oberata dalla situazione del paese".

Ripartenza? "Non ci sono le condizioni per ripartire. Oggi farlo rappresenta una serie di rischi non eliminabili. Le probabilità di contagiare altri sono alte. Detto questo andremmo a gravare su una struttura sanitaria già in tensione. Chiedere un percorso privilegiato sarebbe inevitabile e pure ingiusto, poiché sarebbe un danno per gli altri. Per ultimo, ci sono le tematiche già apparse oggi: il rischio di ripartire e fermarsi, il calcio non può correrlo. Sarebbe rovinare questa stagione e pure la prossima. Non ragioniamo nella logica secondo cui siamo noi che decidiamo, per favore. Dobbiamo valutare le cose e capire la cosa migliore da fare. Le condizioni sono oggettive: non dico di non ripartire a ogni costo, ma farlo solo nelle condizioni sanitarie opportune. Se non ci saranno, è giusto trovare un piano B. E a farlo dovrà essere la Federazione, che sia con un annullamento, di contemperamento di logiche tra club e leghe. E' un ruolo del Consiglio Federale, serve certezza al futuro del calcio".

Le manca il calcio? "Chiaro, ma il mio pensiero è coerente. Sfruttiamo questo tempo per trovare opzioni alternative. La non applicazione delle linee guida in modo letterale è di tipo penale. Quando non si rispettassero in modo rigido, se si dovesse accendere un focolaio, la magistratura valuterà se siano state applicate o meno. E in Serie B non ci sono strutture ad hoc, non ci sono medici dedicati ma che si dividono nella gran parte dei casi con strutture ospedaliere e sarebbero soggetti primi portatori di contagio".