Venezia, l'ultima magia di Vanoli: il ritorno di un nuovo Busio

Dopo un anno difficile, Gianluca Busio pare essere tornato finalmente importante nelle gerarchie del Venezia di mister Vanoli
11.10.2023 08:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, l'ultima magia di Vanoli: il ritorno di un nuovo Busio
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Nell'entusiasmante vittoria del Venezia contro la capolista Parma nell'ultima giornata di Serie B, tra i giocatori che hanno il merito di essersi presi i riflettori della scena è difficile non annoverare Gianluca Busio. La rete siglata dopo una manciata di secondi dall'inizio della ripresa, di pregevolissima fattura sotto ogni aspetto, si aggiunge a una altrettanto positiva performance. L'americano è infatti parso finalmente un giocatore totale e moderno capace di eseguire al meglio ogni fase di gioco. Un Busio così, se non addirittura migliore, non lo si ammirava da probabilmente quasi due anni, ovvero dal suo primo periodo in laguna dopo l'approdo dal Kansas City.

Il diciannovenne proveniente dal Nord Carolina ma dal nome italianissimo (il padre è originario di Brescia) al tempo della Serie A con in panchina mister Zanetti ebbe fin da subito un buonissimo impatto con la squadra e con la massima competizione italiana. Paragonato ad Andrea Pirlo, più per le sue movenze in campo che per il ruolo interpretato, nonostante il giocatore non paresse ancora possedere una fisionomia chiarissima a livello tattico, questi compensava con personalità e dinamismo, oltre che per una discreta qualità di palleggio. Tutte caratteristiche che al momento potevano considerarsi sufficienti tenendo conto si stesse parlando di un giovanissimo classe 2002.

Dopo il positivo periodo iniziale, a cui va menzionato un gol contro il Cagliari alla Unipol Domus e valso l'1-1 finale, il giocatore è però gradualmente involuto, così come d'altronde la quasi totalità del resto della squadra colata a picco nella seconda parte di stagione. Se da un lato sarebbe ingiusto attribuire grandi responsabilità a un giovane yankee alla primissima esperienza in un campionato difficile come quello italiano, dall'altro la sensazione generale che il giocatore non stesse dando il massimo per invertire il trend è divenuta sempre più consolidata con il passaggio alla stagione successiva in cadetteria.

Così come tanti altri suoi compagni, l'approccio alla Serie B fu più paragonabile a quello di un turista in gondola più che a quello di un affamato giovane professionista in rampa di lancio. Così come per il caso di altri, l'impegno profuso per la causa del Venezia non parve emergere nel corso del tempo. Le sue prestazioni, per lo più scolastiche, evanescenti e non zeppe di errori specialmente nel posizionamento, creavano sempre più insofferenza nel pubblico sugli spalti.

Se pochi mesi prima si parlava addirittura di un interesse del Sassuolo, club abituato a puntare su astri nascenti, il rendimento a dir poco sottotono del giocatore in campo aveva provocato velocemente la scomparsa del anche più piccolo rumors di mercato. E così, mentre a gennaio i vari Cuisance, Crnigoj e Ceccaroni trovavano casa altrove, per Busio non ci fu altra soluzione che la permanenza.

Rimasto tra le fila arancioneroverdi, Busio, in parte rallentato anche da un infortunio che lo ha limitato per diverso tempo, non è riuscito a cambiare le sorti del suo corso, scivolando all'ultimo posto nelle gerarchie dei centrocampisti utili con l'avvento di mister Vanoli. Nonostante anche, con l'arrivo del tecnico ex Spartak Mosca, diversi giocatori parvero rifiorire e con loro lo stesso Venezia. Magia a cui Busio sembrò essere immune. 

Dopo altri sei mesi da quasi desaparecidos, il calciomercato estivo non ha visto comprensibilmente cadere dal cielo offerte a sorpresa e, tra le smorfie o, nei migliori casi, tra l'indifferenza dei supporter arancioneroverdi, l'americano, pur sempre patrimonio della società, è rimasto tra i ranghi della squadra. Quello che però era sfuggito ai non addetti ai lavori è stato il diverso atteggiamento con cui Busio è tornato dalle ferie e germogliato già nelle partite con gli USA e nelle prime amichevoli estive.

"Merito di aver cominciato prima la preparazione". Questa è stata la giustificazione più comune serpeggiante tra alcuni dei tifosi più scettici di fronte alle prime uscite di Busio. Una verità effettiva ma non sufficiente. Come raccontato dallo stesso mister Vanoli in alcune conferenze, per Busio, così come per Johnsen, era arrivato il momento di capire cosa voler fare da grande. Parole di stimolo e di sprono quelle dell'allenatore del Venezia, parse ampiamente recepite da un giocatore presentatosi al ritiro con una luce differente negli occhi. Ed ecco che la magia di Vanoli aveva finalmente sortito i primi effetti anche sul calciatore americano.

Non a caso, nella prime nove giornate di campionato, mister Vanoli ha "premiato" Busio con otto titolarità, in un reparto, quello di centrocampo, effettivamente senza gerarchie precise e consolidate. L'americano è così riuscito a riconquistare il posto da titolare ad appannaggio di Kofod Andersen, colui che era diventato a suon di buone prestazioni e assist la prima scelta nel ruolo di mezzala nell'ultimo periodo della scorsa annata. Busio è stato sinora anche il giocatore che l'allenatore del Venezia ha inserito in minor misura nelle rotazioni tra i centrocampisti, anche meno, per esempio, di Mikael Ellertsson, tra le migliori rivelazioni della squadra nell'ultimo anno.

In cambio Busio ha fornito prestazioni più o meno positive, ma sempre o quasi con la garra giusta. A mancargli era forse stato, prima di tutto, un momento di svolta che gli permettesse di acquisire ancora più fiducia in se stesso. In un paio di occasioni, l'americano ha centrato il palo, mentre in alcune altre ha litigato con il gol proprio sul più bello. Situazioni che avevano fatto aumentare i dubbi sui limiti strutturali prima ancora che sulle sue capacità atletiche. 

Contro il Parma il momento è arrivato: un gol bellissimo, come lo è stata altrettanto la sua partita, sporcata solo da due, in parte sfortunate, situazioni in occasione dei gol avversari. Non la prima buona partita di Busio, ma sicuramente la più esaltante. Quella che innalza finalmente le speranze e gli auguri che questo possa essere un punto di partenza per un proseguo di stagione a questi livelli.