Venezia, Zanetti: "Tutt'ora legato a questa città. Vanoli e Antonelli stanno facendo cose eccezionali"

22.03.2024 18:56 di Davide Marchiol Twitter:    vedi letture
Venezia, Zanetti: "Tutt'ora legato a questa città. Vanoli e Antonelli stanno facendo cose eccezionali"

Paolo Zanetti, in attesa di una nuova avventura dopo aver terminato quella all'Empoli, ha parlato ai microfoni del Corriere del Veneto per dire la sua sul Venezia. L'allenatore è rimasto nel cuore di tutti per la cavalcata di tre anni fa fino in Serie A e anche il mister conferma di essere rimasto legato ai colori arancioneroverdi a livello affettivo, continuando a seguire la squadra: "Sì, ho visto quasi tutte le partite. Ho mantenuto un legame fortissimo con la città, provo un grande affetto per i veneziani. E spero che Paolo Vanoli ce la faccia e riesca a portare la squadra in Serie A a fine stagione".

Qual è il punto di forza del Venezia?

«Si è ricreato un legame intenso con la tifoseria. Ho visto che ci sono state partite in cui sono venuti novemila tifosi al Penzo, numeri da Serie A. Se riescono a fare lo stadio nuovo, può svoltare la storia di questo club».

Il parallelismo con Antonelli e Vanoli:

«In loro rivedo un po’ me e Mattia Collauto. Antonelli ha fatto un lavoro superbo, ha costruito in modo magistrale una squadra forte. L’opera di Vanoli è sotto gli occhi di tutti, stanno facendo cose eccezionali. Spero davvero, lo ripeto, che riescano a tornare in Serie A, se lo meriterebbero e lo meriterebbe la piazza».

Busio e Tessmann?

«Busio arrivò in Italia giovanissimo, era più pronto di Tessmann e il girone d’andata in Serie A fu memorabile. Ha qualità importantissime, facemmo di tutto per portarlo a Empoli in estate ma senza riuscirci. Tessman si vedeva che sarebbe diventato un giocatore di spessore e secondo me crescerà ancora».

Pohjanpalo e Gytkjaer possono giocare insieme?

«Mi pare di aver letto una statistica che quando hanno giocato insieme dall’inizio il Venezia ha fatto 15 punti su 21. Sono due ragazzi intelligenti, quando hai certi valori in mano devi provare a farli coesistere e Paolo lo ha fatto».