Questa Unione sa anche lottare
Che fadiga.. ma che soddisfazione. Se pensavamo di poter comandare su ogni campo, in particolare su quello del Penzo, oggi abbiamo avuto la controprova di come questo torneo non perdoni, mostrando sempre la sua faccia imprevedibile quanto fastidiosa ogni fine settimana. Un Entella che appariva come facile preda delle ambizioni arancioneroverdi si è così trasformata nella più classica squadra di categoria, quella che grazie all’aggressività e all’agonismo riesce a tramutare un risultato già scritto in una vera e propria sofferenza per i nostri colori. Eppure sarà il post pranzo natalizio, questo clima di festa, oppure la sensazione che questa Unione ci trasmette da settimane, io la paura di non vincere questa gara non l’ho mai sentita. Perché la crescita di un gruppo passa anche da queste sfide, in cui ci si rende totalmente conto di non essere nel momento migliore, quando la stanchezza degli ultimi mesi si presenta pesantemente alla tua porta. È proprio in giornate così che si può ammirare la crescita di un VeneziaMestre che, partite così, una volta le avrebbe gettate al vento senza grandi resistenze. Invece i ragazzi di Stroppa hanno avuto il merito di leggere la gara, coscienti di un ago che, in particolare in mezzo al campo, puntava decisamente verso la Liguria. Non avevamo mai visto i lagunari così in difficoltà a livello fisico, con gli ospiti che nella ripresa hanno praticamente vinto ogni duello individuale, costringendoci ad un match di puro ed esclusivo controllo. L’assenza di Busio, ma soprattutto di Adorante, ha rotto l’armonia della fase offensiva, relegata alle iniziative estemporanee di uno Yeboah di altra categoria. Ma nemmeno la rete dell’ecuadoriano ha scosso gli ospiti che hanno saputo rimanere in partita, mettendo sotto per parecchi minuti i più quotati avversari. Ciononostante l’Unione non è mai parsa in affanno, gestendo con efficacia la predominanza atletica dei virtussini. Abbiamo faticato, in primis, a trovare le punte; Casas prima ma Fila in particolar modo, non sono stati in grado di sostenere le folate veneziane, anticipati quasi costantemente dai difensori biancoblu. Ed una domanda va fatta, ora, che siamo alla vigilia di un mercato che appare già delicatissimo. Poiché serve di più, molto di più, per pensare di poter sostenere l’attacco arancioneroverde nelle giornate di assenza di Adorante, che magari non avrà ancora espresso tutto il suo potenziale, ma che sa essere il vero e concreto punto di riferimento per l’attacco. Dietro invece si è vista una retroguardia precisa ed attenta, all’altezza di una pressione che nei secondi 45 si è fatta decisamente costante. Non è stata la miglior serata sia di Kike che di Duncan, sebbene la loro voglia di lottare si sia dimostrata decisiva nei momenti chiave. Il solito preciso Hainout ha portato a casa la pagnotta, mentre per Sagrado persistono i dubbi sulla sua capacità di prendersi con costanza l’out di sinistra.
In poche parole, questa è una vittoria fondamentale nel nostro cammino. Tre punti che segnano un solco tra l’unione deconcentrata e sprecona di qualche settimana fa, e quella pragmatica di chi è ben conscio dell’unica cosa che contava veramente. Vincere. La classifica si accorcia, la graduatoria ora è ben definita. Siamo la, e ci staremo fino all’ultimo. Ora però, c’è l’assoluta necessità che la società risponda presente ad un mese che, negli ultimi anni, ci è costato sogni ed autostima. Una punta, un esterno sinistro, tutto ciò che il mister chiederà va soddisfatto. Perchè questa gente, questo Penzo pieno di entusiasmo ed orgoglio, merita di vivere il sogno fino alla fine. Un passo alla volta, verso quel VeneziaMestre maestoso che abbiamo mostrato di poter diventare. Forza ragazzi, avanti Unione!


