Frosinone-Venezia 1-2, UP&DOWN degli arancioneroverdi

La rubrica dedicata agli Up&Down delle partite del Venezia: gli arancioneroverdi si aggiudicano in rimonta la sfida tra le prime della classe
08.02.2026 08:00 di  Flavio Zane   vedi letture
Frosinone-Venezia 1-2, UP&DOWN degli arancioneroverdi
© foto di Venezia FC/s.fornasini

Nella ventitreesima giornata di Serie B, il Venezia fa suo il big match in scena al Benito Stirpe contro i padroni di casa del Frosinone spodestato dal trono di primo della classe proprio nell’ultima giornata dalla compagine lagunare. Una vittoria, l’ottava meraviglia consecutiva dei ragazzi di mister Stroppa, non senza difficoltà, specialmente considerando il primo tempo di gioco di grande sofferenza e chiuso in svantaggio per il gol dell’ex Raimondo al 43’ minuto. E’ diversa, invece, la musica nella ripresa, con una squadra capace di ribattere colpo su colpo con un prontissimo Stankovic ad opporsi a Kvernadze e ancora a Raimondo e dall’altra parte l’autogol di Cittadini al 63’ minuto, propiziato dall’asse Kike Perez-Sagrado e poi da Doumbia che al minuto 77’ fissa il risultato sul 2-1 su assist di capitan Svoboda. Nel finale, Busio e compagni sfiorano il tris con Lauberbach e rischiano con Ghedjemis che fallisce la sua chance. Per gli arancioneroverdi è dunque nuovamente una giornata di festa in difesa del suo primato in classifica

UP

3) SVOBODA

Non è una partita ineccepibile quella del capitano del Venezia contro il Frosinone, per lui come per molti altri. Tuttavia, esattamente come il resto della squadra, si risolleva man mano che la partita prosegue, con nervi saldi e fiducia nelle capacita della propria squadra. Sono diverse le sbavature difensive, una delle quali costa il gol di Raimondo, lasciato sin troppo libero di calciare, ma alcune delle quali dovute alla smania di incidere di più e di recuperare palloni da fornire a centrocampo e attacco. Infatti, quando Svoboda riesce a trovare i tempi e lo spazio di condurre palla, ha la possibilità di mettere in mostra tutta la sua tecnica e visione di gioco. Non soprende, dunque, che la giocata decisiva della partita, l'assist dalla trequarti per Doumbia in area di rigore, sia appunto una sua invenzione.

2) DOUMBIA

Dall'autore del passaggio a quello del gol: l'uomo che determina la partita è il centrocampista italiano degli arancioneroverdi tanto ambito nel calciomercato invernale internazionale appena concluso. E come per Svoboda, anche per lui vale il medesimo discorso, quello di una squadra che, a sorpresa, approccia in diversi elementi non al meglio la partita. Tanti gli errori tecnici, molti così semplici da risultare incomprensibili e che tolgono un pò di fiducia, ma non abbastanza da comunque impedirli di essere l'uomo più pericoloso dei suoi nel primo tempo e, infine, colui che sigla il gol del definitivo 2-1.

1) STANKOVIC

E' obiettivamente il migliore tra i giocatori scesi in campo in maglia arancioneroverde e, probabilmente, anche fra tutti quelli scesi sul rettangolo di gioco del Benito Stirpe. Nel primo tempo compie due interventi importanti, su Raimondo e soprattutto su Ghedjemis, scappato via a Franjic in velocità. Nella ripresa è attento ancora una volta sul primo palo su un nuovo tentativo dell'esterno francese, mentre è spettacolare su uno straripante Kvernadze e nuovamente su Raimondo. Insomma, se ce ne fosse bisogno, dissipa definitivamente ogni scoria della leggerezza commessa contro la Carrarese costata con il gol.

DOWN

1) FRANJIC

In una partita difficile e sofferta, nel quale il Venezia ha il merito di invertire le proprie sorti, cambiando l'inerzia e portando gli episodi dalla propria parte, va detto che un'altra componente, una dose di fortuna, ha certamente aiutato la compagine arancioneroverde. In questo senso, ha avuto un pò di buona sorte la squadra di mister Stroppa quando Franjic ha dovuto fronteggare un giocatore con il motore e della qualità di Ghedjemis, almeno considerando le due occasioni eclatanti sui piedi di quest'ultimo. In un caso, nel primo tempo, è stato Stankovic a metterci una pezza, mentre nella ripresa è lo stesso attaccante a non riuscire a colpire in porta nonostante completamente lasciato libero dalla mancata marcatura del difensore croato.

Quest'ultimo, tra le proprie fila, è forse l'elemento che più ha faticato a rientrare nel match, con appunto delle attenuanti, quelle di dover sfidare uno dei migliori elementi, se non il migliore, del suo ruolo in questo campionato. In realtà, dopo la prima mezzora di apnea generale, anche Franjic è riuscito in alcune situazioni a uscire bene palla al piede o a intervenire efficacemente in fase difensiva. Tuttavia, le difficoltà e gli errori commessi rimangono da matita rossa, nonostante fortunatamente, appunto, non abbiano pesato sull'economia della partita e sul risultato.