Venezia, Antonelli: "Rinnovi Svoboda e Busio in dirittura d'arrivo"
In occasione della chiusura del calciomercato invernale, ha parlato in conferenza il direttore sportivo del Venezia, Filippo Antonelli. Di seguito, il suo intervento in sala stampa e le sue risposte alle domande poste dai giornalisti.
"Il campionato è chiuso e il campionato non ci aspetta. Mi piace fare oggi il punto del mercato, per parlare del presente e soprattutto del futuro del Venezia e di quello che abbiamo fatto. Però, chiaramente il campionato non ci aspetta e abbiamo subito una sfida che ci misura e ci fa capire a che punto siamo. Abbiamo fatto questa sessione di mercato con la consapevolezza di aver allestito una squadra competitiva, di aver preso un allenatore molto preparato e molto forte, con l'intendo i lottare, partita dopo partita, per portare il Venezia nella massima serie.
"Il progetto tecnico nasce però da più lontano. Voi sapete benissimo che abbiamo iniziato l'anno con non poche difficoltà. Per questo devo ringraziare il gruppo di proprietari. Abbiamo lavorato con non poche difficoltà perché, seppur abbiamo combattuto fino alla fine, è arrivata una retrocessione. Quindi, non è stato facile ne per i nuovi che arrivano, che non sanno cosa li aspetta, sia per noi, per quello che dobbiamo fare e per come dobbiamo operare. Per questo ringrazio anche il mio staff e tutte le persone che mi hanno aiutato dall'inizio dell'anno, perché mi hanno seguito e sempre sostenuto. Come detto, ringrazio poi il gruppo di proprietari, perché mi hanno mostrato vicinanza, fiducia e libertà di operare anche con una certa velocità. Questo è un pò il cambiamento più importante di questi ultimi mercati.
Abbiamo cercato di allestire una rosa competitiva per essere protagonisti quest'anno in Serie B per un motivo ben valido, perché volevamo dare continuità, solidità e soprattutto per costruire qualcosa che duri nel tempo, sia per rendere orgogliosi i nostri tifosi e sia per far vedere il Venezia in un altra visione come club conosciuto sia a livello nazionale che internazionale. Per fare tutto questo abbiamo scelto una guida esperta e vincente e ne approfitto per fare i complimenti al mister per la Panchina d'Oro. Lui sta dimostrando e ha dimostrato di essere un allenatore che valorizza i calciatori e fa crescere la squadra. Il trend positivo di risultati sta dimostrando appunto questo e per questo motivo abbiamo operato inserendo alcuni calciatori come Dagasso, Lauberbach e Farji perché pensiamo che, con il giusto adattamento, possano essere importanti sia per il presente che per il futuro. Abbiamo scelto, in comune accordo con il mister, di non smantellare la rosa. A volte per migliorare non devi cambiare, ma a volte devi solo aggiungere, potenziare e mettere qualcosa di qualità anche per alzare il livello e cercare di trovare più soluzioni.
Poi, abbiamo lavorato su alcuni aspetti per il futuro, con ragazzi giovani tipo Mariani del 2008, Ligue del 2005 o Lamine Fanne del 2004. Occasioni di mercato per il quale abbiamo deciso di lasciarli giocare perché sicuramente, se un giocatore gioca, arriva più pronto per il nostro progetto. Abbiamo fatto lo stesso ragionamento con Fila e Condé, ma aggiungo anche Altare. Per noi Fila ha bisogno di giocare con continuità per far vedere il proprio valore, mentre Condé, reduce da un brutto infortunio come Altare. Per questo motivo, abbiamo agevolato queste cose qua, anzi, approfitto per fare in bocca al lupo a tutti i ragazzi in prestito perché se giocano e giocano bene, il primo a guadagnarci da questa situazione è il Venezia e il suo patrimonio cresce.
Discorso diverso devo fare per Nicolussi Caviglia perché, per varie vicissitudini, non ha trovato il giusto spazio o, comunque, la sua avventura alla Fiorentina non è andata come tutti volevamo. Per questo abbiamo lavorato su un progetto di continuità, più riferita all'anno scorso, di farlo giocare e con il Parma si è trovata questa soluzione. Nicolussi è un nostro patrimonio e, quindi, si spera che al Parma continuerà a giocare come è successo l'anno scorso al Venezia, nel quale si è valorizzato, con la speranza che venga riscattato. Con il Parma, come sapete, c'è un obbligo in caso di salvezza. Questo è quello che, a grandi linee, abbiamo fatto per il mercato.
Come dicevo prima, devo ringraziare il gruppo dei proprietari, ma anche le persone che lavorano con me e del core, quindi Andrea Rog, Giorgio Francia, Tancredi Vitale ma soprattutto il presidente Duncan. Insieme, ognuno nei rispettivi ruoli, ha cercato di costruire una squadra che ambisce a essere una squadra importante in Serie B e che ha il desiderio di arrivare alla massima serie e magari restarci. Questo è, secondo me, un obbiettivo per una squadra che vuole crescere a 360° e che deve far rendere orgogliosi i nostri tifosi che, devo dire la verità, ci sono sempre stati, sia nei momenti belli, come adesso, ma soprattutto in momenti bui.
Dal mio punto di vista da quando sono arrivato, in comune accordo con la società, ho cercato di creare un progetto che duri e che sia solido dal punto di vista tecnico prima e poi sportivo, cercando di essere anche equilibrato da quello economico e cercando la famosa stabilità che da sempre parliamo, anche guardando a un futuro importante. In questi giorni mi sono chiesto a che punto siamo arrivati: io penso che abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo cambiato tanto da quando sono arrivato però, con tanta lucidità io credo che ci sia ancora tanto da fare. Non riguarda solo il campo, sul quale ci aspettano delle sfide in tutti gli anni, ma anche per quanto riguarda complessivamente la società. Questo deve essere il nostro obiettivo, quello di continuare a crescere.
Ritornando al discorso della squadra, ci tengo particolarmente a dirlo, grazie al lavoro duro del mister, oggi la classifica ci sorride. Questa è una cosa che piace; che piace a tutti noi. Però, siamo arrivati lì grazie al duro lavoro e al sacrificio di questi mesi. Credo che ci siamo arrivati tramite tre principi chiave: l'equilibrio, perché comunque lo devi mantenere sia che vai bene, sia che vai male; il lavoro duro e la cura dei particolari e dei dettagli. Queste sono cose a cui il mister crede tantissimo e spesso gli sento dire che abbiamo bisogno di mentalità ed è quella che ci deve far arrivare al nostro risultato finale. Troppo spesso sento dire che siamo i più forti e i più belli, ma noi sappiamo che siamo arrivati quassù attraverso il sacrificio e, per continuare a starci, dobbiamo avere molto chiaro questo concetto di mentalità che dice il mister, a partire dalla partita con il Frosinone. Al concetto di mentalità tengo particolarmente perché noi saremo i più forti solo quando il nostro traguardo sarà raggiunto. Questo è quello che noi dobbiamo fare per i nostri tifosi e tutto quello che c'è attorno. Come dico sempre, per me Venezia non è una categoria, ma è un progetto e un sogno da realizzare".
Per capire come le cose sono cambiato basta pensare al mercato di due anni fa che non hai potuto fare perché bloccati, mentre adesso c'è stato un mercato di investimento, dove hai solo comprato senza dover vendere nessuno, anzi riscattando Altare e Bohinen:
"Questo è sempre quello che ho sempre detto. Per una società che vuole crescere, deve continuare a investire. Per questo dico grazie al gruppo di proprietari che mi sta seguendo in questa strategia. Sono proprio contento di essere arrivato a questo punto impensabile due anni fa. Abbiamo anticipato alcuni acquisti che non dipendono dalla categoria perché comunque continuiamo il nostro discorso, quello per il quale ci piace lavorare con i giovani di proprietà. Quasi tutti i giocatori sono di nostra proprietà, mentre con Bohinen abbiamo semplicemente anticato una cosa che sarebbe comunque avvenuta. Con Altare, in realtà, abbiamo anticipato per dare la possibilità al nostro ragazzo di mettersi in mostra in questi mesi, anche perché sarebbe andato fuori lista nella Sampdoria e di recuperarlo al Pescara dal brutto infortunio. Questo tipo di operazioni e questa forza nel mercato ci sta aprendo i rapporti non solo con la Serie C, ma anche con altre squadre di Serie B. Il nostro progetto continua".
In questo mercato hai seguito a lungo Ambrosino che, con altre caratteristiche, poteva fare il vice-Yeboah, ma poi hai dovuto virare per forza di cose per la resistenza del Napoli e di Conte nel cederlo: è un pò un rimpianto? Manca adesso il sostituto di Yeboah?
"No, non è un rimpianto. Dico che quando i tempi non collimano, e noi abbiamo subito l'anno scorso questa cosa, è giusto andare su quella che non è una seconda scelta ma un opzione valutata da tutto il mio staff e dal mister e che poteva darci delle soluzioni diverse. Al mister piace lavorare con certi giocatori offensivi in più ruoli e l'avete visto con Pietrelli e Compagnon, mentre adesso lo sta facendo con Farji. Sono sicuro che, inoltre, alcune volte lo può fare con qualche centrocampista. Lauberbach ci da delle caratteristiche che non abbiamo e, quindi, non ho nessun rimpianto ma, anzi, abbiamo un'altra freccia al nostro arco da utilizzare. Il mister troverà sicuramente le soluzioni eventualmente per capire come fare a farlo giocare a sua richiesta. Questo non è un problema mio e ho sicuramente grande fiducia in lui. Non è una seconda scelta, ma i tempi di Ambrosino e del Napoli non sono stati uguali ai nostri e non vogliamo che questa dinamica si ripeta nel mercato perché l'anno scorso ne abbiamo pagato".
Hai ricevuto delle offerte per cui hai fatto fatica a dire di no e in particolare per Doumbia?
"Offerte reali e concrete no. Interessamenti tanti però, per non essere ripetitivo, in comune accordo con la società e con gli agenti dei rispettivi calciatori, perché poi sembra che la volontà non sia comune, si è deciso così. Non senza alcune difficoltà all'inizio, perché su dei rinnovi e alcune cose da sistemare, sebbene non posso dire niente a questi ragazzi, c'era l'idea per qualcuno magari di voler andar via o magari c'era l'agente che diceva al ragazzo che poteva avere questo o quest'altro. Queste cose a volte ti fanno perdere tempo. Invece, noi abbiamo lavorato costantemente con i ragazzi e gli agenti, dando dei messaggi all'esterno che il gruppo, chiuso il mercato di Agosto, doveva arrivare fino alla fine dell'anno".
TVS - Per i rinnovi di Busio e Svoboda a che punto siamo?
"Mi piace che mi fate costantemente questa domanda (ride ndr). Mi piace perché non ci siamo mai fermati e quando finisce il mercato di Agosto cominciamo a lavorare sui rinnovi. E' vero che ce ne sono stati due-tre più semplici, mentre questi sono un pò più complicati, ma siamo in dirittura d'arrivo. Non vedo assolutamente problemi e, da qui a pochi giorni, vedrete che andrà tutto a buon fine. Abbiamo lavorato su questo e dopo su ciò che eventualmente c'era da fare su questo mercato. Noi siamo sempre in attività, anche se a volte sembra di no. Apprezzo il fatto che me lo chiedete, ma ci abbiamo lavorato in questi mesi, sia con Svoboda che con Busio, i quali sono due ragazzi importanti".
TVS - Sulla corsia di sinistra si è parlato con Haps?
"Sì, anche con Haps. Con lui abbiamo fatto la nostra offerta e ne abbiamo parlato. Non vedo problemi su questo argomento. Una cosa che mi è dispiaciuta l'anno scorso, senza polemica, è che si è pensato che la società possa incidere sulle scelte degli allenatori nel far giocare un giocatore in scadenza oppure no. Noi non abbiamo mai detto una cosa del genere e neanche pensata. Questa è una mentalità che deve cambiare perché, secondo me, un giocatore deve essere professionista fino all'ultimo dei suoi giorni e, fino a che una società lo paga, deve poter utilizzare quel giocatore. Non ho mai pensato di mettere un ragazzo fuori o dire a un allenatore che questo giocatore non gioca perché non rinnova. Non penso sia la strada migliore per ottenere un risultato".
TVS - A sinistra, oltre ad Haps, Bjarkason è infortunato, mentre Sagrado sta facendo bene: avete cercato un giocatore di alto profilo per quella posizione?
"All'inizio del mercato scorso sì e avevamo individuato Felici che, per tanti motivi, non è arrivato. Abbiamo provato a vedere se potevamo trovare qualcosa, ma nulla ci è sembrato più forte di questi qui che sono in costante crescita. Pensiamo che Farji, dopo un percorso, potrebbe fare anche lui qualche partita lì, ma non lo devo dire io bensì il mister. Pensiamo che ci aspettiamo tanto dallo stesso Haps, che ha dimostrato e può dimostrare di essere un giocatore importante per il Venezia. Poi, abbiamo fatto un investimento importante per il futuro con Ligue, giusto per prendere un altro mancino e farlo crescere nel Mantova. Siamo sempre in evoluzione".
Come siete arrivati a Farji? Da quanto tempo lo seguivate?
"E' un pò che lo seguivamo perché il campionato norvegese finisce a Dicembre però, durante l'estate, giocano e sono profili che vengono fuori. Anche qui approfitto per ringraziare la mia squadra di scouting che lavora intensamente a questo. Sono operazioni, quelle del mercato scandinavo, che sono più facili da fare a Dicembre piuttosto che nel mercato di Luglio, quando sono in piena attività. E' un pò come il nostro Gennaio per loro".
Non si è bene capito cosa si è fatto Bjarkason: cosa ha avuto e quali sono i tempi di recupero?
"E' in fase di recupero. Non sono dottore e non mi voglio sbilanciare, però non è qualcosa che si risolve in un paio di settimane. Ha avuto un problema al tendine dell’adduttore".
Pensi che la lotta per la promozione diretta si sia ridotta a quattro squadre?
"La classifica dice questo. Il campionato è ancora lungo e nei prossimi quarantacinque giorni ci sono ben sedici partite. Quindi, è ancora molto presto per dirlo ma sembrerebbe così".
TVS - Il mercato si chiude quando in campo il Venezia si trova in grandissima forma con due mesi di vittorie, tre mesi senza sconfitte e adesso il Frosinone: quanto vi aspettavate un rendimento così alto della squadra o sta superando anche le vostre attese?
"Rispetto al Frosinone è un'altra big della Serie B e sarà una sfida avvincente che ci misura da questo punto di vista, facendoci capire a che punto siamo. Per il resto, noi abbiamo l'ambizione di vincere tutte le partite come è normale. Quindi, sapevo che avremo potuto avere delle difficoltà all'inizio con Giovanni per il suo credo e il suo modo di vedere il calcio, però avevo grandissima fiducia che, mantenendo un gruppo con una storia potevamo recuperare qualche cosa per strada. Devo dire che il lavoro di Giovanni ad oggi è stato eccezionale e possiamo dire che non me l'aspettavo, ma ci speravo".
TVS - Qual è stato l'impatto di mister Stroppa nell'ambiente? Rispetto a due anni fa, l'anno della promozione con mister Vanoli, vi sentite più pronti al salto di categoria?
"In passato c'era una situazione completamente diversa. E' stata una stagione travagliata e sofferta. In questa sicuramente, rispetto a quella, siamo più preparati e anche il tecnico è più preparato alla sfida a cui è stato chiamato. Per quanto riguarda la domanda sul futuro, per me conta solo il presente. Se saremo a questo punto, alla fine dell'anno, mi sentirò molto più preparato".
Quanta differenza c'è tra la coda della Serie A e la testa della Serie B? In un futuro poco distante, questo può essere un gruppo da A?
"Mi collego alla domanda precedente: pensiamo una partita alla volta ad arrivare al risultato. Però, come ci arrivi fa sicuramente la differenza. Due anni fa siamo arrivati in A all'ultimo, con una partita sofferta e combattuta. Chiaro che, se dovesse arrivare la promozione diretta, ci sentiremo più pronti ad affrontare la categoria con sicuramente gran parte di questo gruppo".
Quando sei arrivato c'era una situazione societaria difficile e siete arrivati a un passo dal crack, mentre adesso, anche sulla base delle ultime uscite di Calcio&Finanza, la situazione è migliorata molto: puoi darci un riscontro in merito per quello che era stato, tra entrate e uscite, il mercato di Gennaio, e com'era la situazione che riguarda i conti societari?
"La situazione societaria è sicuramente migliorata perché hai anche un valore e un patrimonio che riguarda la rosa dei calciatori che ha acquisito valore anche grazie alla Serie A. Chiaramente ci vuole molto tempo per sistemare definitivamente la situazione, anche perché la società sta continuando a investire per cercare di tornare in categoria e rimanere stabile. Oggi è difficile rispondere a questa domanda numericamente, ma sicuramente si può dire che sono stati investiti bei soldi a Luglio e anche adesso per cercare di anticipare e prevedere per una squadra nell'eventualità che si possa trovare a dover sostituire un calciatore o di far fronte a una vendita piuttosto che a un'altra cosa. Io dico che abbiamo ancora i costi alti ma perché, per arrivare alla massima categoria e rimanerci, devi essere preparato a sostenere determinati costi. Altrimenti, le oscillazioni ti portano a quello che è successo tre anni fa. Ripeto, ringrazio il gruppo societario che mi sta permettendo ancora di investire per poter far crescere questa società e stabilizzarsi a un livello economico più alto della Serie A".
A che punto siete per eventuali nuovi ingressi in società? In che stato di salute è il board?
"C'è grandissima unione di intenti. Il gruppo di proprietari cresce e siamo felici che si avvicinino nuove persone e investitori. Questo è grazie anche ai risultati della squadra e a quello che si sta facendo. Non ti so dire quando o se a breve, ma sicuramente il gruppo dei proprietari non è solo l'ultimo arrivato, ma è un gruppo di proprietari importanti che ha dimostrato, nell'ultimo anno e mezzo, che può sostenere questo progetto".
E' un momento molto importante per il Venezia, con un nuovo stadio che a breve dovrebbe vedere la luce e con un già presente centro di proprietà: se dovesse arrivare la promozione vedi un futuro roseo con una stabilizzazione anche nella massima categoria?
"E' questo l'obiettivo secondario dopo la promozione, ovvero di essere stabili nella massima serie con, si spera, lo stadio di proprietà, o meglio, gestito dal Venezia. Questo può essere un indotto importante che può portare più livello alla società, mantenendo costi più alti e, quindi, permettendo di costruire una squadra più competitiva e avere più possibilità di investire sulla squadra. Abbiamo visto che, per stare in Serie A, ci sono determinati costi".
Ricollegandomi alle parole di Stroppa, che ha spiegato come questa sia una squadra difficile da migliorare, da parte sua, considerando la scelta dei nuovi innesti, quanto è stato difficile migliorarla?
"Il giusto compromesso è sempre lo stesso. Perché se prendi giocatori di Serie A pensi di andare sul sicuro, ma questi giocatori devono essere motivati, possibilmente essere di proprietà e avere quello che hanno quelli che stanno qui. Il calcio non è dunque fatto solo di quello, ma anche di tante altre cose che fanno migliorare una squadra. Per questo si è scelto di andare su due profili giovani che stavano andando bene nelle rispettive società, che potevano aumentare il tasso qualitativo della squadra, entrando in una competizione sana. Poi, abbiamo sostituito Fila con un attaccante un pò più pronto ed esperto. Quindi, da questo punto di vista, le valutazioni sono semplici. Non per forza, come detto prima, per migliorare devi cambiare. Poi lo vedremo, ma a volte basta aggiungere delle caratteristiche diverse a quello che abbiamo in casa".
Avete delle novità sulla tempistica per ottenere la convenzione dello stadio?
"Ancora no. Sicuramente c'è qualcuno in società che se ne sta occupando. Io ero preso dal mercato però, sicuramente se c'erano delle novità, ce le avrebbero dette".
Due anni fa Vanoli si era arrabbiato perché gli avevate venduto Johnsen: non è che questa volta Stroppa potrebbe essersi arrabbiato perché non glielo avete comprato?
"No, al momento no ma magari glielo potete chiedere (ride ndr). Comunque, tra i due litiganti, il terzo gode, visto che l'ha preso Inzaghi. Dennis è un giocatore importante che sicuramente farà cose importanti anche a Palermo. Io, da questo punto di vista, non sono tanto per riportare qua un giocatore che abbiamo venduto e non mi dava la spinta di farlo".
Stroppa non ti ha chiesto nessun acquisto in particolare?
"No. Con Giovanni parliamo sempre di caratteristiche di giocatori e c'è grande stima e fiducia reciproca. Condividiamo tutti, ma non mi ha chiesto niente in particolare e mi ha sempre detto che vede del potenziale in questa squadra. Al di là dell'amicizia che abbiamo, perché abbiamo già lavorato insieme, vi posso assicurare che se non gli fosse piaciuta la squadra, non sarebbe venuto. Proprio per la stima che c'è, non lo avrebbe mai fatto".


