L’Unione capolista se ne va
Che sapore ha la felicità… beh, se non sa di birra amara, tabacco secco e tre punti in trasferta nel big match dell’anno dopo cinquanta minuti di sofferenza totale, quattro lunghezze di vantaggio sulla seconda, allora non so proprio cosa rispondere..
Perchè questa Unione ti esalta, ti fa morire dentro, ti ribalta, ti sconvolge, ti illude e poi ti abbraccia in un momento di incanto che sembra non voler finire mai.
Quanto siamo fieri di voi ragazzi! Quanto è indescrivibile avere la sensazione di tifare per una vera, grande, squadra, questo immenso VeneziaMestre! Un gruppo consapevole di non essere al massimo, in una versione più opaca rispetto a quello a cui c’avevano viziato. Eppure la consapevolezza nel leggere la gara, la crescita sotto il profilo della tenuta mentale, la serenità con cui si è rimasti nel match, ha costretto un grande Frosinone a dover gettare ogni energia in un primo tempo che gli ha sicuramente donato la superiorità nel gioco, ma senza quell’affondo che avevano previsto da piano gara. Così gli arancioneroverdi hanno avuto il merito di stringere i denti, ritrovando un poco alla volta quell’ordine che questo pomeriggio era mancato per larghi tratti di incontro. E seppur si sia andati sotto nel punteggio proprio quando le difficoltà iniziali sembravano annacquate, i ragazzi di Stroppa hanno mantenuto la barra dritta sfruttando l’inerzia a proprio vantaggio, attraverso la pazienza ed una prevalenza tecnico-atletica che alla lunga ha avuto la meglio. Un Frosinone-Unione che resterà nel film di questa stagione come il primo vero esame superato dalla capolista, dinnanzi ad una formazione che ha dimostrato chiaramente di non essere lì per caso, e che fino alla fine si giocherà le sue chance di promozione. Ma i lagunari, in questo momento, sono troppa roba per tutti. Anche quando le linee di passaggio si fanno complicate, nella giornata in cui Yeboah non illumina, in un sabato dove anche la difesa traballa come ad inizio stagione, questa squadra è una corazzata per testa, gambe e palle. Lucidità, talento ed una compattezza che lascia gli avversari sviliti, inermi, consci del fatto che, anche giocando la migliore delle partite, serve l’allineamento dei pianeti giusto per mandarci al tappeto. Ma i segnali da non sottovalutare sono tanti quest’oggi; a partire da un avversario che è stato in grado di scovare le nostre amnesie sulle infilate, alla loro capacità di arrivare prima sui palloni sporchi, passando per una fase di interdizione che ci ha costretto ad un insolito e frequente uso del lancio lungo. Ma le note più positive arrivano invece dal progresso degli arancioneroverdi nel trovare le alternative giuste per fare male. Le fasce, innanzitutto, con Hainout tornato a comandare ed un Sagrado altissimo ad attaccare gli spazi come nelle rete del pari. Sono piaciuti anche gli ingressi dalla panchina, con Lauberbach che entra con la testa giusta e rende visibili le sue doti che probabilmente mancavano tra il ventaglio di opzioni in mano al mister. Un attaccante che fa salire la squadra, che spinge i difendenti ad una marcatura più arretrata fin dentro all’area di rigore, e che sembra conversare nella stessa lingua anche con un Adorante più mobile al suo fianco. Bene la mediana dopo la prima mezz’ora balbettante, e che nella ripresa ha invece trovato spazi per sfogare tutto il suo talento ed esplosività. Rimandata invece la fase difensiva, in difficoltà in particolare nella velocità, colpita più volte dagli sguscianti attaccanti ciociari.
Ma sperando che per Yeboah sia solo una semplice botta, questo VeneziaMestre appare avere pochi punti deboli, in particolare per l’impressione di controllo che lancia sul campo ogni fine settimana. La classifica ora sorride con tutti i denti ben in mostra, ma sappiamo bene quanto sia fondamentale, adesso, rimanere sul pezzo. Togliersi dalle spalle la tensione che questa gara ci ha indubbiamente provocato, ma consapevoli di aver passato uno di quegli esami che decidono le sorti di un campionato. Martedì di fronte ai fratelli modenesi dovremo recuperare le energie nervose, per continuare a far sognare un intero popolo.
Avanti Unione!


