Venezia, Stroppa: "Sverko non ci sarà. Mantova avversario temibile"

23.01.2026 14:17 di  Flavio Zane   vedi letture
Venezia, Stroppa: "Sverko non ci sarà. Mantova avversario temibile"

In occasione della vigilia della sfida di Serie B al Mantova, è intervenuto in conferenza l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le risposte espresse dal tecnico ai giornalisti presenti in sala stampa.

Come avete trascorso questa settimana 2° in classifica: vi ha dato una carica particolare?

"Come l'altra e come l'altra ancora. E' passata bene e abbiamo lavorato bene. Abbiamo preparato al meglio la partita di domani?

C'è una consapevolezza diversa nella squadra con il raggiungimento di questa posizione e in virtù degli ultimi risultati?

"Lo vedremo strada facendo. Però, voglio anche aggiungere che la consapevolezza ce l'avevamo già, al di là della posizione in classifica, che oggi non conta niente. E' certamente meglio stare in questa posizione che in altre, però credo che la squadra abbia ottenuto e mantenuto una mentalità eccezionale. Deve fare così fino alla fine".

C'è qualche aspetto, sul piano psicologico o fisico, sul quale stai facendo particolare attenzione per la seconda parte di campionato?

"Banalmente posso dire che bisogna mantenere la stessa mentalità. Consapevolezza significa avere fatto tutte le cose al meglio e, per fare questo, devi venire qui al campo tutti i giorni per pensare, come ho detto sempre, al percorso che è stato fatto sin qui. Senza sudore, lavoro e sacrificio non si va da nessuna parte anche se tecnicamente si può fare e si possono avere qualità importanti. Però, solamente con la qualità non si va avanti e, poi, bisogna saperla dosare nei momenti. Perché poi i giocatori bravi fanno la differenza, ma fare la cosa giusta nel momento giusto diventa fondamentale. Credo che la mentalità sia l'aspetto determinante, a prescindere da risultati e prestazione. Non bisogna mai mollare e bisogna continuare a lavorare come questa squadra sta facendo".

Dal punto di vista fisico hai avuto qualche problema in settimana e ci sono delle defezioni?

"Ho avuto qualcuno con un pò di influenze. Non ci sarà Sverko perché ha un acciacchino che si aggiunge a Svoboda squalificato. Ci sarà chi deve sostituirli".

TVS - Questa squadra appare un rullo compressore: su quali aspetti può ancora migliorare?

"Vorrei dire tutti, perché c'è sempre da migliorare e non possiamo farci andar bene quello che sta accadendo. Perché si può essere bravi anche nella lettura dei momenti, nella gestione della palla, nel non concedere ed essere più bravi a finalizzare. Ci sono tanti discorsi che si possono mettere all'interno di cosa c'è da migliorare".

TVS - Il Mantova ha cambiato tanto ed è una squadra di qualità che viene da una vittoria: che avversario ti aspetti considerando anche il cambio di allenatore e i giocatori arrivati dal mercato invernale?

"Prima era più di palleggio e che ti faceva correre a vuoto, mentre adesso sta incominciando a essere più verticale, diretta e aggressiva. Oltretutto arriva da due risultati veramente importanti, perché il pareggio in casa con il Palermo e la vittoria a Padova sono lì da vedere. Inoltre, al di là dei risultati, ha fatto delle prestazioni importanti. Sarà una partita molto temibile.

TVS - Come sta Franjic?

"Bene".

In settimana è tornato a disposizione Plizzari: è disponibile per venire convocato?

"No, deve fare ancora un percorso atletico e tecnico per ritornare insieme alla squadra. Lavora sul campo ed è vero che fa il portiere, ma lavora ancora a livello individuale per poi inserirsi nel gruppo".

Invece, come sta Farji?

"Bene. E' un pò in ritardo rispetto agli altri, ma è normale perché, chi arriva in questo mercato e soprattutto gli stranieri, hanno un percorso tecnico e mentale diverso. Inoltre, arrivare oggi nel Venezia non è facile; imporsi dentro questa squadra non è facile. Quindi, cerchiamo di metterlo dentro, ma la nostra priorità è la squadra".

Passami la battuta: è vero che sei entrato con una 500 dentro agli spogliatoi dell'Udinese?

"Sì, ma non credo che interessi".

TVS - Per Bjarkason ci sono delle tempistiche di recupero?

"Non so rispondere a questa domanda, ma sicuramente sono tempistiche lunghe. Specificatamente penso che lo staff sanitario sia molto più bravo di me a poter dare delle notizie in merito, ma credo che almeno due mesi starà lontano dai campi. Però, potrebbe anche essere di più".

TVS - Sono invece rientrati Compagnon e Pietrelli dando buone risposte con i loro ingressi in campo: potrebbero essere loro le sorprese della seconda parte del campionato?

"Li abbiamo presi, ma praticamente non li abbiamo mai avuti. Compagnon è vero che lo abbiamo avuto a spizzichi e bocconi, però mai nella condizione fisica che vorrei aver voluto vedere. Parlo di condizione fisica perché tecnicamente è un giocatore che potrebbe spostare gli equilibri, così come Pietrelli. Quest'ultimo non è praticamente mai arrivato. Abbiamo cercato di gestirlo il mese scorso, cercando di fargli recuperare la salute, che è la cosa principale. Detto questo, sta recuperando la condizione fisica e si sta allenando con la squadra. Quindi, mi auguro, a proposito di mercato, che sia un giocatore che il Venezia acquista in questo periodo".

TVS - In conferenza stampa, Yeboah ha parlato recentemente di grande consapevolezza della squadra dei propri mezzi, di entusiasmo e di sentirsi realizzato a livello offensivo, mentre Adorante ha parlato di crescita e del suo momento migliorare della carriera: che gratificazione le danno queste risposte da parte dei giocatori? Che atmosfera invece sente lei all'interno dell'ambiente e del gruppo?

"Ho le maniche lunghe e non si vede la pelle d'oca. Lavoro per questo con lo staff per migliorare i giocatori sotto tutti gli aspetti. La gratificazione totale arriva quasi sempre alla fine dei campionati, perché poi si portano a casa dei numeri o magari no, ma si lavora per migliorare i giocatori. Quando i ragazzi hanno questa considerazione dell'allenatore e dello staff stesso penso che non ci sia gratificazione migliore".

Per la tua esperienza, questa è la squadra più forte che hai mai allenato in Serie B?

"E' difficile poter fare delle considerazioni in merito. Questa è una squadra veramente molto forte e io negli occhi ho le squadre per come sono arrivate a fine del campionato, non soltanto quando li abbiamo vinti, ma quando poi li porti alla fine. Tornando al discorso di come si fa a far crescere giocatori e squadre, la mia fotografia sulle squadre che ho allenato è questa, quella di arrivare con un identità forte e una consapevolezza importante. Questa è una squadra che è arrivata, rispetto alle altre, molto prima. Quindi, se è arrivata prima significa che ci sono dei valori importanti all'interno. Parlo soprattutto di motivazioni, che fanno la differenza perché non voglio dimenticare e voglio sottolineare che questa è una delle squadre più giovani del campionato ed è una squadra retrocessa. Quindi, essere partiti come siamo partiti è un grande sinonimo di intelligenza, non soltanto calcistica. Sul campo vedete una qualità tecnica e una capacità di leggere le situazioni, ma la differenza la fa l'intelligenza personale. Alleno veramente persone per bene e intelligenti e quello che stiamo raccogliendo, che non è mai abbastanza, è tanto".

Avendo una squadra di qualità, il tuo mestiere è più facile o più difficile?

"E' più facile. La differenza la fanno sempre i giocatori bravi".

Ci spieghi il siparietto che si crea sempre in occasione della battuta dei calci di rigore dove vediamo che arriva per primo Busio, il quale poi consegna la palla a Yeboah o ad Adorante:

"Mi sono preparato per questa risposta perché ho chiesto a Busio cosa devo dire io in conferenza stampa quando mi faranno questa domanda. Lui va sulla palla e decide con loro chi deve calciare. A me ha fatto piacere, perché la risposta è stata bellissima e non c'è egoismo, ma c'è altruismo. Poi, dipende dalla situazione e chi ha più bisogno in quel momento di poterlo calciare lo fa. Inoltre, devo dire che abbiamo tre rigoristi che devono assolutamente far gol perché, nel momento che non lo fanno, intervengo a gamba tesa".