Reyer, Mazzon: "Per 39 minuti e 59 secondi ho pensato si potesse andare a Gara 3"
Coach Andrea Mazzon ha commentato il successo della Reyer Venezia in Gara 2 delle semifinali playoff per lo Scudetto contro Roseto. Queste le sue parole riprese dai canali ufficiali della società orogranata: "Direi che una partita dura 40 minuti, quindi oggi, per 39 minuti e 59 secondi, ho pensato che si potesse andare a Gara 3. Ma questi sono i playoff: lavori un anno intero per avere il vantaggio del fattore campo, e anche una sconfitta non sarebbe stata una tragedia, perché avremmo comunque avuto la 'bella' in casa. In queste sfide una vittoria non deve esaltare e una sconfitta non deve deprimere: questa è la pallacanestro. Noi stessi, nella serie contro Schio per andare alle finali di Eurolega, abbiamo iniziato perdendo la prima in casa per poi vincerne due di fila. La cosa importante è rimanere lì: umili, concentrati, senza mai abbattersi se qualcosa funziona meno bene.
Ci tengo a sottolineare che Roseto ha disputato una grande serie, è stata un'avversaria fenomenale. Faccio i miei complimenti a loro e a questo pubblico. Voglio ringraziare i nostri tifosi che sono arrivati fin qui da Venezia, ma voglio anche evidenziare come non ci sia stato un solo insulto verso le squadre avversarie: i tifosi rosetani sono stati meravigliosi. Si è giocata una grande partita in una cornice di pubblico splendida".
Guardando qualche numero, la valutazione finale dice 81 Venezia e 65 Roseto. Venezia vince il primo quarto, perde il secondo e il terzo, e pareggia l'ultimo. Cosa vi portate in finale da questa serie?
"La pallacanestro purtroppo è un po' come il tennis: talvolta vince chi fa meno punti totali. In questa gara il dato fondamentale è stato aver limitato le palle perse a 12, contro una difesa che ha giocato in modo molto fisico; su questo aspetto siamo state molto brave. È chiaro che la valutazione complessiva subisce delle fluttuazioni: se tiri con il 50% dal campo ma fai 10 su 20 ai tiri liberi, perdi subito 10 punti di valutazione. I numeri, insomma, sono sempre interpretabili. In finale dovremo sicuramente portarci dietro questa mentalità, questa intensità e il rifiuto di accettare la sconfitta. Ora dobbiamo recuperare un po' di energie fisiche e sperare che Francesca Pan possa rientrare nel gruppo, perché per noi è una giocatrice chiave.
Credo che Beatrice Caloro stasera sia stata la MVP della partita, per quello che ha fatto e per come ha fatto girare la palla. Per quanto riguarda Ustby, parliamo della capocannoniere del campionato, quindi i numeri parlano per lei: è stata fantastica. Il club di Roseto ha scelto due straniere meravigliose, due americane che si sono inserite subito, portando dal college quello spirito fatto di aggressività e intensità tipico della pallacanestro NCAA. Il merito è di chi le ha scelte e dell'ottimo lavoro dell'allenatore, che ha saputo assemblare una squadra del genere.
Arrivare da neopromossa a giocarsi una semifinale scudetto credo sia un risultato storico e grandioso. Mi auguro che questo traguardo porti ancora più entusiasmo e che sempre più giocatrici italiane abbiano voglia di mettersi alla prova".


