Reyer, Spahija: "Vogliamo sfruttare il fattore casa. Scegliere l'avversario ai playoff? Sarebbe una cosa sbagliata"
Coach Neven Spahija ha presentato la sfida della Reyer Venezia contro Tortona. Queste le sue parole in conferenza stampa: "La squadra sta molto bene, stiamo aggiungendo qualcosa in ogni allenamento, sono tutti sani. Affrontiamo Derthona e vogliamo vincere davanti al nostro pubblico, se si potesse scegliere una squadra dovrebbe sempre optare per giocare davanti ai propri tifosi, ma non abbiamo parlato in modo specifico della cosa. Credo tanto nel lavoro, se una squadra lavora bene arrivano prima o poi cose buone, inutile andare a parlare d'altro".
Cosa c'è da fare di diverso rispetto alla sfida di Coppa Italia?
"Siamo arrivati a quella gara con due giocatori completamente fuori ritmo. Ora siamo una squadra più profonda, con tanti elementi pronti per giocare".
Horton è ormai rientrato nelle rotazioni?
"Non abbiamo concretamente sostituito Horton, abbiamo preso Ward per motivi di infortuni, c'è stato un infortunio che sembrava semplice e invece si è prolungato. Ora Horton c'è, ma nel mentre Ward ha fatto passi avanti enormi nella preparazione".
Potreste anche scegliere l'avversario ai playoff:
"Per mia filosofia personale dico sempre che scegliere l'avversario è una cosa sbagliata. Sono tutte e due le squadre, sia Tortona che Reggio, d'alto livello. L'unica regola è che dobbiamo giocare grandi partite".
Che squadra è Tortona?
"Tortona è una squadra che ha un equilibrio importante, è solida in tutte le posizioni. Hanno in ogni posizione due giocatori d'alto livello. Abbiamo preparato diverse cose in vista della gara".
Che pensiero ha sull'obbligo di avere tot. italiani in roster?
"Parlo da allenatore che ha allenato un po' in tutte le condizioni. Se un giocatore gioca solo per il passaporto è una cosa sbagliata, però capisco le federazioni, in questo caso l'Italia, che cercano di avere più giocatori. Il numero di italiani per me non è così importante, non quanto lavorare e giocare con degli italiani, devi svilupparli i giocatori. Qua chi gioca bene gioca, è il caso di Tessitori o Candi. Credo nel lavoro, nello sviluppo, non nel passaporto, non nei 5+7 o altre formule".


