Venezia-Fiorentina, Vanoli: "Siamo una squadra diversa dall'anno scorso"
Intervenuto nel post match della sfida di Serie A contro il Venezia, ha parlato l'allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli. Ecco le sue parole in conferenza stampa.
Come ha preparato questa partita in così pochi giorni? Come valuta la vostra reazione dopo il gol del Venezia arrivato dopo il vostro dominio?
"Ho detto ai ragazzi che era chiuso un capitolo perché sono stanco di parlare dell'anno scorso. Lo mettiamo in un cassetto perché oggi c'è una squadra diversa con una identità da costruire. Questa squadra è giovane e talentuosa e in gioventù si possono fare errori. Quando ho ricevuto questa chiamata sono venuto qui carico. Il talento va messo al servizio della squadra e Mastantuono è l'esempio: ha fatto benissimo in fase difensiva e ha fatto anche 3 gol. Sotto 1-0 ho visto una squadra lucida. Anche in panchina c'erano giocatori che hanno dato veramente una mano. Oggi iniziamo e mettiamo un piccolo mattoncino per regalare qualcosa di importante a Firenze".
Come sono stati questi cinque giorni?
"Stasera ho chiesto delle cose a un gruppo che, da quando sono arrivato, ho visto con voglia e fame. Forse hanno capito quanto credo in questa squadra. Abbiamo l'età media fra le più basse e la strada sicuramente è lunga. Cerchiamo di tenere i piedi per terra, però stasera hanno fatto vedere che, se si mettono al servizio della squadra e si sacrificano, hanno qualità".
C'è da mettersi l'elmetto come l'anno scorso o la Fiorentina può indossare un abito diverso?
"Non si possono fare paragoni con l'anno scorso perché sono squadre diverse con situazioni diverse. Quello che avete fatto fatica a capire l'anno scorso è che ogni situazione è diversa. L'anno scorso l'obiettivo primario era salvarsi e festeggiare il centenario. Sono venuto qui con il sorriso e grande entusiasmo perché è un piacere vedere questi ragazzi e allenarli. Ci sarà da migliorare e ci saranno magari difficoltà perché abbiamo preso gol, ma voglio fargli capire cos'è Firenze".
Al Corriere dello Sport aveva parlato di squadra molto forte: la squadra di stasera è più forte dell'anno scorso?
"Paragoni non ne faccio, ma questa squadra mi entusiasma. Una squadra giovane cui forse manca il giocatore d'esperienza, ma il leader si può costruire se c'è qualità. Mastantuono è un 2007 e c'è da fare i complimenti alla società per averlo portato. Ci tengo a ringraziare la famiglia Commisso: quando sono andato via mi hanno dato sempre un sostegno importante. Quando mi hanno richiamato ho preso la valigia di corsa. Basta chiedermi la salvezza: scorso sono arrivato e ho detto cosa serviva perché ne ero cosciente, oggi vedo un potenziale forte in prospettiva futura".
Come ha vissuto gli ultimi mesi?
Io non rosico. Penso che la società abbia lavorato e una società possa arrivare ad una decisione. L'unica cosa che un pochino mi ha dato fastidio come ho già spiegato è stato il fatto che ci si poteva stringere la mano a fine anno senza stare lì ad esercitare l'opzione. Tuttavia, loro hanno fatto il loro lavoro; hanno fatto delle scelte e io non sono qua per una rivincita. Non sono presuntuoso e sono qua perché credo in questa squadra. Penso che possiamo creare una identità. Se è forte? Lo dobbiamo diventare forti. Ci vorrà del tempo".


